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Ricerca allergeni negli alimenti

Analisi per verificare la presenza di allergeni in alimenti, materie prime e superfici di lavorazione. Serve a chi deve dimostrare l’assenza di un allergene dichiarato “senza”, validare la sanificazione tra produzioni diverse o decidere se usare l’etichettatura precauzionale “può contenere”.

Tempi di risposta
10 giorni lavorativi
Modalità di campionamento
Laboratorio
Riferimenti normativi
Reg. (UE) 1169/2011

A chi serve e in quali situazioni

È indicata per laboratori e industrie che lavorano sulla stessa linea prodotti con e senza un allergene, per chi produce alimenti “senza glutine” o “senza lattosio”, per la ristorazione collettiva che prepara menù per allergici e per chi riceve richieste di garanzia da clienti e grande distribuzione. Dal 2021 il Reg. (CE) 852/2004, modificato dal Reg. (UE) 2021/382, richiede esplicitamente di gestire gli allergeni nei prerequisiti dell’autocontrollo: le analisi forniscono la verifica oggettiva di queste misure.

Quali allergeni si possono ricercare

L’Allegato II del Reg. (UE) 1169/2011 elenca 14 gruppi di sostanze che provocano allergie o intolleranze: cereali contenenti glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte, frutta a guscio, sedano, senape, sesamo, anidride solforosa e solfiti, lupini e molluschi. Si sceglie l’allergene da ricercare in base al rischio reale della tua linea. Le tecniche più diffuse sono i metodi immunoenzimatici (ELISA) e la PCR, che rileva il DNA della specie; per alcuni allergeni sono disponibili metodi in spettrometria di massa.

Come campionare prodotti e superfici

Per l’alimento invia il prodotto finito nella confezione originale, possibilmente dal primo lotto dopo il cambio produzione, quando il rischio di trascinamento è massimo. Per validare la sanificazione si eseguono tamponi sulle superfici a contatto con l’alimento dopo la pulizia, secondo le istruzioni fornite, o si analizza l’acqua dell’ultimo risciacquo. Indica sempre ricetta e ingredienti: alcune matrici (cioccolato, prodotti molto trasformati) interferiscono con i metodi e richiedono valutazioni dedicate.

Validare la pulizia al cambio produzione

Per dimostrare che la sanificazione rimuove un allergene si usa uno schema semplice: si produce il lotto contenente l’allergene, si esegue la procedura di pulizia standard, quindi si analizzano tamponi delle superfici critiche e il primo prodotto senza allergene. Ripetendo la prova su più cicli si ottiene una validazione solida, da aggiornare quando cambiano ricette, attrezzature o detergenti.

Leggere il risultato

Il Rapporto di Prova esprime il risultato come concentrazione (spesso in mg/kg) o come “non rilevato” sotto il limite del metodo, con le «prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore». Per i prodotti “senza glutine” il Reg. (UE) 828/2014 fissa la soglia di 20 mg/kg; per gli altri allergeni non esistono soglie legali armonizzate, quindi la valutazione si basa sul rischio e sulle scelte di etichettatura. “Non rilevato” vale per il campione analizzato e per il limite di quel metodo: va inserito in un piano di controlli periodici.

Domande frequenti

L’analisi può sostituire la dicitura “può contenere”?
L’analisi supporta la decisione, ma l’etichettatura precauzionale va basata su una valutazione del rischio della linea; un singolo esito negativo non basta a escludere contaminazioni occasionali.
Si può ricercare il lattosio con questa analisi?
Il lattosio è uno zucchero e si determina con metodi chimici specifici, diversi dalla ricerca delle proteine del latte allergeniche: chiedi il profilo dedicato.
Quanti allergeni posso ricercare sullo stesso campione?
Più di uno: ogni allergene è una prova distinta, scegli quelli pertinenti alle lavorazioni della tua linea.