Ricerca OGM negli alimenti
Ricerca di organismi geneticamente modificati in alimenti e materie prime, con screening e quantificazione tramite real-time PCR. È rivolta a importatori, molini, produttori di alimenti a base di soia o mais e marchi con capitolati “non OGM”, che devono verificare se un ingrediente supera la soglia di etichettatura dello 0,9%.
Quando serve verificare la presenza di OGM
Il Reg. (CE) 1829/2003 richiede di indicare in etichetta gli alimenti che contengono, sono costituiti o derivano da OGM autorizzati, salvo che la presenza sia accidentale o tecnicamente inevitabile e non superi lo 0,9% per singolo ingrediente; il Reg. (CE) 1830/2003 disciplina tracciabilità ed etichettatura lungo la filiera. L’analisi serve a verificare le forniture rispetto a questa soglia, a qualificare nuovi fornitori, in particolare per soia e mais d’importazione, e a sostenere i capitolati di clienti e disciplinari che escludono l’uso di OGM.
Come funziona l’analisi del DNA
Il laboratorio estrae il DNA dal campione e lo analizza in real-time PCR. Uno screening iniziale ricerca elementi genetici comuni a molti eventi GM, come il promotore 35S e il terminatore NOS; se positivo, si identificano gli eventi specifici e si quantifica la percentuale di DNA GM rispetto al DNA della specie. Nei prodotti molto raffinati (oli, lecitine, amidi idrolizzati) il DNA può essere troppo degradato o assente per l’analisi: in quei casi la tracciabilità documentale è lo strumento principale.
Campionamento e informazioni da fornire
La distribuzione di granella GM in un lotto può essere disomogenea: il campione deve essere composto da più prelievi in punti diversi del lotto, e la quantità deve essere sufficiente per un’analisi rappresentativa. Indica specie (soia, mais, colza, riso…), tipologia del prodotto e scopo dell’analisi (verifica della soglia o conformità a un capitolato), perché incidono sulla scelta degli eventi da ricercare.
Come leggere il Rapporto di Prova
Il Rapporto di Prova riporta l’esito dello screening e, se richiesta, la quantificazione degli eventi identificati in percentuale, con le «prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore». Un valore sotto lo 0,9% di un OGM autorizzato, per presenza accidentale o tecnicamente inevitabile, non comporta l’obbligo di etichettatura, ma l’operatore deve poter dimostrare di aver adottato misure per evitarla. La presenza di eventi non autorizzati nell’UE richiede invece di bloccare il lotto e attivare le procedure previste.
Domande frequenti
- L’analisi può dimostrare che un prodotto è “OGM free”?
- Un risultato non rilevato riguarda il campione e il limite del metodo; claim volontari come “senza OGM” richiedono anche un sistema di tracciabilità e controlli di filiera.
- Si possono analizzare olio di soia o lecitina?
- Spesso il DNA residuo è insufficiente per un risultato affidabile: valuta con il supporto se la matrice è analizzabile prima dell’ordine.
- Quali eventi GM vengono ricercati?
- Lo screening copre gli elementi più comuni; gli eventi specifici dipendono dalla specie e dallo scopo, e possono essere concordati in fase d’ordine.