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Analisi nitrati e nitriti nell'acqua

L’analisi misura nitrati e nitriti, i composti azotati che arrivano nelle falde da concimi, liquami e scarichi. Serve a chi beve acqua di pozzo, soprattutto in zone agricole, e a chi prepara il latte per un neonato. Il Rapporto di Prova riporta le concentrazioni e il confronto con i valori del D.Lgs. 18/2023, compresa la verifica combinata, che leggendo un valore alla volta può sfuggire.

Parametri analizzati

Tempi di risposta
5 giorni lavorativi
Modalità di campionamento
Kit fai-da-te
Validità indicativa
365 giorni
Riferimenti normativi
D.Lgs. 18/2023, D.Lgs. 102/2025

Chi dovrebbe controllare nitrati e nitriti

I nitrati arrivano nelle acque sotterranee soprattutto da fertilizzanti azotati, spandimento di liquami e scarichi non depurati. La Direttiva 91/676/CEE ha portato all’individuazione delle zone vulnerabili ai nitrati, dove le falde sono già compromesse o a rischio. I nitriti sono una forma meno stabile, che può indicare un inquinamento recente o processi di trasformazione in corso nel pozzo o nell’impianto.

Il controllo è indicato per chi usa un pozzo privato in aree agricole o zootecniche, per pozzi poco profondi o vicini a fosse settiche, e per chiunque prepari pappe o latte in polvere con acqua che non sia di acquedotto. Per un pozzo è spesso conveniente abbinarlo all’arsenico, come spiega la guida su arsenico e nitrati nell’acqua di pozzo.

I valori di riferimento e la condizione combinata

Il D.Lgs. 18/2023, in linea con la Direttiva (UE) 2020/2184, fissa tre condizioni da rispettare insieme:

CondizioneValore
Nitrati50 mg/L
Nitriti al rubinetto0,50 mg/L
Nitriti all’uscita degli impianti di trattamento0,10 mg/L
Condizione combinatanitrati/50 + nitriti/3 ≤ 1 (in mg/L)

La condizione combinata è quella che sfugge più spesso. Esempio di calcolo: un’acqua con 45 mg/L di nitrati e 0,40 mg/L di nitriti rispetta i due limiti singoli, ma 45/50 + 0,40/3 = 0,90 + 0,13 = 1,03, quindi non è conforme. Un’acqua con 40 mg/L e 0,30 mg/L dà invece 0,80 + 0,10 = 0,90 ed è conforme. Il correttivo D.Lgs. 102/2025 ha sostituito gli allegati del decreto: il Rapporto di Prova indica il riferimento applicato alla data del prelievo.

Perché i neonati sono il gruppo più esposto

Nel lattante una parte dei nitrati ingeriti si trasforma in nitriti, che riducono la capacità del sangue di trasportare ossigeno: è la metaemoglobinemia, nota come sindrome del bambino blu. I neonati sono più esposti perché bevono molta acqua in rapporto al peso, soprattutto con il latte in polvere, e hanno un’emoglobina più sensibile.

Per questo, con un pozzo vicino al limite o sopra, l’acqua non va usata per preparare il latte. Bollirla non serve: l’ebollizione concentra i nitrati invece di eliminarli. La guida sull’acqua per neonati e lattanti spiega quali altri parametri controllare in questi casi.

Prelievo e lettura del Rapporto di Prova

Con il kit ricevi un contenitore pulito e le istruzioni. Preleva acqua fredda dal rubinetto da cui bevi, dopo averla fatta scorrere, senza filtri, caraffe o addolcitori in mezzo, e conserva il campione in frigorifero fino alla spedizione: i nitriti possono trasformarsi se il campione resta al caldo.

Il Rapporto di Prova riporta i valori in mg/L, il metodo e i riferimenti; le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Se il risultato supera un limite, sospendi l’uso potabile e valuta, con un tecnico, un trattamento come l’osmosi inversa o le resine selettive, da verificare con una nuova analisi. Se i nitriti sono alti e i nitrati bassi, controlla anche lo stato igienico del pozzo con una verifica microbiologica.

Esempio: un pozzo in zona agricola

Esempio: una coppia in attesa di un figlio vive in una casa di campagna con pozzo, circondata da campi concimati. Decide di controllare l’acqua prima della nascita e poi in primavera, dopo le concimazioni. L’analisi costa €59 e l’esito arriva in circa 5 giorni.

Se il primo esito è 32 mg/L di nitrati e il secondo 47 mg/L, la tendenza stagionale è evidente: anche sotto il limite, conviene usare un’altra acqua per il latte del neonato e programmare un controllo annuale nel periodo critico. Per un quadro completo del pozzo c’è il profilo completo per acqua di pozzo.

Domande frequenti

Perché i nitriti hanno un limite molto più basso dei nitrati?
Perché sono la forma direttamente responsabile della metaemoglobinemia e sono più tossici a parità di concentrazione. Nell’acqua sono di solito presenti in quantità piccole e instabili: valori misurabili spesso indicano una contaminazione recente o processi di trasformazione in corso. Per questo il D.Lgs. 18/2023 fissa 0,50 mg/L al rubinetto e 0,10 mg/L all’uscita degli impianti di trattamento.
La bollitura elimina i nitrati?
No. Nitrati e nitriti non evaporano con l’acqua: facendola bollire, l’acqua diminuisce e la concentrazione aumenta. La bollitura serve contro i batteri, non contro i composti chimici disciolti. Per ridurre i nitrati servono trattamenti specifici, come l’osmosi inversa o resine a scambio ionico selettive, la cui efficacia va controllata con un’analisi a valle.
In quale periodo dell’anno conviene fare l’analisi?
Nelle zone agricole i nitrati nei pozzi variano con le stagioni: tendono a salire dopo le concimazioni e dopo piogge abbondanti che dilavano il terreno verso la falda. Se fai un solo controllo all’anno, scegli la primavera o il periodo successivo alle piogge autunnali. Due controlli in stagioni diverse mostrano la variabilità reale del tuo pozzo.
Un’acqua con nitrati sotto 50 mg/L è sempre conforme?
Non necessariamente. Oltre ai limiti singoli va rispettata la condizione combinata, per cui la somma di nitrati diviso 50 e nitriti diviso 3 non deve superare 1. Con nitrati vicini al limite, anche pochi decimi di mg/L di nitriti bastano a superarla. Verifica sempre che il Rapporto di Prova riporti entrambi i valori.