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Ogni quanto analizzare l’acqua di pozzo

La frequenza dipende dall’uso

Non esiste un’unica cadenza valida per tutti: la frequenza dipende da come si usa l’acqua. Per gli usi soggetti a controllo (ristorazione, agriturismo, aziende alimentari, strutture ricettive) si seguono i piani di monitoraggio previsti, che possono richiedere controlli periodici sui parametri rilevanti. Per le utenze domestiche private è consigliabile almeno un controllo periodico di base, da intensificare se l’acqua è destinata anche a bambini o persone fragili.

Quando ripetere l’analisi fuori programma

Oltre ai controlli periodici, è opportuno ripetere l’analisi dopo eventi che possono alterare la falda o l’impianto: forti piogge, alluvioni, periodi di siccità, interventi sul pozzo, comparsa di variazioni di colore, odore o sapore, oppure vicinanza a nuove fonti di contaminazione. In questi casi una verifica mirata aiuta a intercettare tempestivamente eventuali problemi.

Come impostare un piano di controllo

Un piano ragionevole alterna controlli di base più frequenti a profili più estesi a cadenza più ampia, calibrati sul territorio (ad esempio arsenico o PFAS dove rilevanti). Le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore, accreditato UNI CEI EN ISO/IEC 17025. Per definire frequenza e parametri adatti al proprio caso è utile confrontarsi con il laboratorio partner.

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Domande frequenti

Ogni quanto va analizzata l’acqua di un pozzo domestico?
Per le utenze domestiche è consigliabile almeno un controllo periodico di base, da intensificare se l’acqua è destinata a bambini o persone fragili e da ripetere dopo eventi che possono alterare la falda.
Dopo un’alluvione devo rianalizzare l’acqua del pozzo?
Sì. Alluvioni, forti piogge, siccità o interventi sul pozzo possono alterare la qualità della falda: in questi casi è opportuno ripetere l’analisi, almeno sui parametri microbiologici, prima di tornare a usare l’acqua per consumo.

Ultimo aggiornamento: 2026-06-23