Tamponi sulle superfici: il metodo UNI EN ISO 18593
Cosa regola e cosa no
La norma è “orizzontale”: vale per superfici di qualunque settore della filiera alimentare e dei mangimi, dalla produzione primaria alla ristorazione. Regola le tecniche di prelievo, i materiali, la gestione del campione fino al laboratorio e i principi di espressione del risultato. Non stabilisce invece la frequenza dei campionamenti, i punti da scegliere né i limiti di accettabilità: queste decisioni spettano al piano di autocontrollo dell’operatore, costruito sull’analisi dei pericoli. Per sapere ogni quanto fare i tamponi e se sono obbligatori trovi una guida dedicata; qui ci concentriamo su come si eseguono correttamente.
Le tecniche: piastre a contatto, tamponi, spugne
La norma descrive diverse tecniche, da scegliere in base alla superficie e allo scopo. Le piastre a contatto, con terreno di coltura convesso, si appoggiano direttamente su superfici piane e lisce e danno un conteggio diretto su un’area nota: sono pratiche per piani di lavoro e taglieri, meno adatte a superfici irregolari o molto contaminate. I tamponi con punta in cotone, viscosa o materiale floccato servono per superfici piccole, angoli, guarnizioni e punti difficili. Spugne e panni consentono di campionare aree ampie e sono la scelta preferita per la ricerca di patogeni come Listeria e Salmonella, dove conta intercettare anche contaminazioni a bassa concentrazione.
Area, delimitatore e tecnica di passaggio
Per un conteggio quantitativo l’area deve essere nota: si usa un delimitatore sterile, tipicamente di 10 × 10 cm per i tamponi, mentre con spugne e panni si campionano superfici più ampie quando l’obiettivo è la ricerca di presenza o assenza. Il tampone, inumidito nel diluente, viene passato con pressione costante in due direzioni perpendicolari, ruotandolo per usare tutta la superficie della punta. Il momento del prelievo va definito in base allo scopo: dopo sanificazione e prima dell’uso per verificare la pulizia, durante la lavorazione per valutare la contaminazione di processo. Mescolare i due scenari rende i risultati difficili da interpretare.
Neutralizzante e trasporto
Le superfici appena sanificate possono trattenere residui di disinfettante che, se finiscono nel tampone, continuano ad agire durante il trasporto e uccidono i microrganismi raccolti, producendo un falso risultato favorevole. Per questo la norma prevede l’uso di un diluente con neutralizzanti adeguati ai disinfettanti impiegati: è utile comunicare al laboratorio i prodotti usati in azienda. Dopo il prelievo i campioni vanno identificati con punto, data e ora, conservati refrigerati senza congelarli e consegnati al laboratorio nel più breve tempo possibile, entro i tempi indicati dal laboratorio stesso.
Come si esprime il risultato
Per i conteggi il risultato si esprime in UFC per cm² o per l’area campionata, ad esempio carica mesofila totale, Enterobacteriaceae o stafilococchi. Per i patogeni il risultato è di solito qualitativo: presenza o assenza nell’area o nel campione. Il Rapporto di Prova deve indicare la tecnica, l’area e il punto di prelievo, perché un valore senza questi riferimenti non è confrontabile con i precedenti. Le prove analitiche sui tamponi sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore; il campionamento eseguito in autonomia dall’operatore non rientra nell’accreditamento.
Scegliere i punti: le zone di campionamento
Per il monitoraggio ambientale, soprattutto di Listeria, è prassi diffusa suddividere lo stabilimento in zone. Zona 1: superfici a contatto diretto con il prodotto, come nastri, lame, taglieri, guarnizioni delle macchine. Zona 2: superfici vicine ma non a contatto, come telai, carter, pannelli di comando. Zona 3: superfici più lontane nell’area di lavorazione, come pavimenti, scarichi, ruote dei carrelli, pareti. Zona 4: aree esterne al reparto, come spogliatoi, corridoi e magazzini. Campionare con regolarità le zone 2 e 3 permette di intercettare una contaminazione prima che raggiunga le superfici a contatto e il prodotto. La UNI EN ISO 18593 si applica a tutte le zone: cambia lo scopo, non la tecnica.
Gli errori più comuni nel prelievo
Campionare superfici ancora bagnate di disinfettante senza neutralizzante. Cambiare area o tecnica da una volta all’altra e poi confrontare i numeri. Toccare la punta del tampone o l’interno della provetta con le dita. Lasciare i campioni a temperatura ambiente in auto o, al contrario, nel congelatore. Scegliere sempre le superfici più facili invece di quelle a rischio, come guarnizioni, affettatrici smontate, scarichi a pavimento e maniglie delle celle frigorifere. Eseguire i tamponi solo il giorno dopo la pulizia straordinaria. Ognuno di questi errori produce risultati rassicuranti ma poco rappresentativi della realtà.
Analisi correlate
Settori interessati
Altre guide su Alimenti e HACCP
- HACCP: come redigere il piano di autocontrollo
- Tamponi superficiali HACCP: analisi in laboratorio accreditato ISO/IEC 17025
- Analisi degli alimenti in laboratorio accreditato per l’autocontrollo HACCP
- Tamponi superficiali HACCP: sono obbligatori? Frequenza e piano di autocontrollo
- Cosa controllano ASL e NAS in un’attività alimentare
- Criteri microbiologici Reg. CE 2073/2005 spiegati in modo semplice
Domande frequenti
- La UNI EN ISO 18593 dice ogni quanto fare i tamponi?
- No. La norma definisce come campionare; frequenza, punti e limiti sono stabiliti dal piano di autocontrollo dell’operatore in base all’analisi dei pericoli.
- Meglio la piastra a contatto o il tampone?
- La piastra è comoda su superfici piane e lisce, il tampone su superfici piccole o irregolari. Per la ricerca di patogeni su aree ampie si preferiscono spugne o panni.
- Perché serve il neutralizzante nel diluente?
- Per inattivare i residui di disinfettante raccolti dal tampone, che altrimenti continuerebbero a uccidere i microrganismi durante il trasporto, falsando il risultato.
- Posso eseguire io il tampone?
- Sì, con kit e istruzioni del laboratorio e personale formato. In questo caso il campionamento non è coperto dall’accreditamento, mentre l’analisi in laboratorio può esserlo.
Hai bisogno di questa analisi?
Acquista online o richiedi un preventivo gratuito: prove eseguite da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025, con Rapporto di Prova.
Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org