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Ossidabilità (indice di permanganato)

Che cos’è

L’ossidabilità, o indice di permanganato, misura quanta sostanza organica ossidabile è presente nell’acqua, attraverso il consumo di permanganato di potassio in condizioni standard. Il risultato si esprime in mg/L di ossigeno equivalente. Nell’acqua destinata al consumo umano il D.Lgs. 18/2023 la classifica come parametro indicatore con valore di 5 mg/L O2. È un dato di sintesi: non dice quali sostanze ci sono, ma quanto carico organico complessivo.

Dove si trova

Valori alti si trovano nelle acque superficiali, nelle sorgenti influenzate da piogge e torbide, nelle falde a contatto con torbe o sedimenti ricchi di humus e nei pozzi raggiunti da infiltrazioni di reflui o liquami. Contribuiscono anche alcune sostanze inorganiche ossidabili, come ferro ferroso, manganese, nitriti e solfuri, presenti nelle acque povere di ossigeno. Nelle acque di rete ben trattate l’ossidabilità è di norma bassa.

Perché si analizza

Si analizza perché un aumento della sostanza organica peggiora colore, odore e sapore, favorisce la ricrescita batterica nelle reti e consuma il cloro, riducendo l’efficacia della disinfezione. Durante la clorazione, inoltre, la materia organica reagisce formando sottoprodotti come i trialometani. In un pozzo, un valore che cresce rispetto ai controlli precedenti è spesso il primo segnale di infiltrazioni dalla superficie.

Matrici

Acque potabili, Acque di pozzo

Riferimenti normativi

D.Lgs. 18/2023

Acqua destinata al consumo umano: 5 mg/L O2 (D.Lgs. 18/2023, Allegato I, parte C, parametro indicatore). Secondo la direttiva UE 2020/2184 il parametro non deve essere misurato se si determina il carbonio organico totale (TOC). Metodo indicato: UNI EN ISO 8467. Per gli scarichi si usano invece COD e BOD5.

Ossidabilità, TOC, COD: quale indicatore della sostanza organica

Esistono diversi modi di misurare la sostanza organica nell’acqua, pensati per matrici diverse. Confonderli porta a confronti sbagliati: un COD in mg/L O2 di uno scarico non è paragonabile all’ossidabilità di un’acqua potabile, anche se l’unità è la stessa.

IndicatoreOssidante e condizioniUso tipicoRiferimento
Ossidabilità (indice di permanganato)permanganato, a caldo, 10 minutiacque potabili e di pozzo5 mg/L O2, D.Lgs. 18/2023
TOCossidazione completa del carbonioacque potabili, grandi forniturenessuna variazione anomala
CODbicromato, ossidazione spintaacque reflue e scarichilimiti allo scarico, D.Lgs. 152/2006
BOD5ossidazione biologica in 5 giorniacque refluelimiti allo scarico, D.Lgs. 152/2006

Il permanganato ossida solo una parte della sostanza organica, quella più facilmente attaccabile: per questo l’ossidabilità è più bassa del COD sulla stessa acqua. La direttiva (UE) 2020/2184 consente di non misurarla quando si determina il TOC, che è più completo.

Metodo UNI EN ISO 8467 e lettura del dato

Il metodo indicato dall’Allegato III del D.Lgs. 18/2023 è la UNI EN ISO 8467: il campione viene acidificato, scaldato a bagnomaria con una quantità nota di permanganato di potassio per 10 minuti e l’eccesso viene titolato. Dal permanganato consumato si calcola l’equivalente in mg/L di O2. Il metodo è adatto ad acque con ossidabilità fino a circa 10 mg/L; per valori più alti il campione va diluito.

L’Allegato III del D.Lgs. 18/2023 ammette per l’ossidabilità un’incertezza di misura del 50% del valore di parametro, la più ampia tra i parametri chimici, che però non è una tolleranza sul limite. Per questo, più che il singolo valore, conta il confronto nel tempo: un pozzo che passa da 1,5 a 4 mg/L O2 merita attenzione anche se resta conforme. Sul quadro dei parametri si veda la guida su come leggere i parametri dell’acqua potabile.

Prelievo e conservazione

Il campione per l’ossidabilità va raccolto in una bottiglia pulita di vetro o plastica idonea fornita dal laboratorio, senza disinfettanti residui e senza aggiunte. La sostanza organica è degradata dai batteri, quindi il campione va mantenuto al fresco e al buio e consegnato al più presto, di regola entro due giorni.

  • Far scorrere l’acqua prima del prelievo se si vuole caratterizzare la fonte.
  • Evitare il prelievo subito dopo lavori o sanificazioni con prodotti ossidanti, che falsano il risultato.
  • Annotare torbidità visibile, colore e piogge recenti: aiutano a interpretare un valore alto.

Valore alto: cause e interventi

Un’ossidabilità sopra 5 mg/L O2 è un indicatore: va spiegata, non solo corretta. Le cause più comuni sono sostanza organica naturale (acque superficiali, falde torbose), infiltrazioni di acque di dilavamento o reflui, oppure sostanze inorganiche ridotte come ferro e manganese.

  1. Confrontare il dato con colore, torbidità, ammonio, ferro, manganese e indicatori microbiologici.
  2. Se gli indicatori fecali sono positivi, trattare il problema come contaminazione microbiologica.
  3. Se l’origine è naturale, valutare un trattamento (ossidazione e filtrazione, carbone attivo, osmosi) e, in presenza di clorazione, controllare i trialometani.
  4. Ricampionare dopo l’intervento.

L’ossidabilità è compresa nell’analisi acqua di pozzo completa e nel profilo analisi acqua conforme D.Lgs. 18/2023. Prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

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Domande frequenti

Ossidabilità alta significa che l’acqua è inquinata?
Non sempre. Indica molta sostanza ossidabile, che può essere naturale, come acidi umici e ferro ferroso in una falda profonda, oppure legata a infiltrazioni di reflui. La differenza si capisce leggendo gli altri parametri: indicatori microbiologici, ammonio, nitriti, ferro e manganese. Un valore alto con E. coli presente è un segnale ben diverso da un valore alto con acqua colorata ma microbiologicamente pulita.
Che rapporto c’è tra ossidabilità e trialometani?
La sostanza organica è la materia prima dei sottoprodotti della disinfezione: quando un’acqua ricca di materia organica viene clorata, una parte del cloro reagisce formando trialometani e altri composti. Per questo, se si clora un’acqua di pozzo con ossidabilità elevata, conviene ridurre prima la sostanza organica e controllare i trialometani dopo il trattamento.
Ossidabilità e COD sono la stessa misura?
No. Entrambi si esprimono in mg/L di ossigeno, ma il COD usa il bicromato in condizioni molto più energiche e ossida quasi tutta la sostanza organica, mentre il permanganato ne ossida solo una parte. Il COD si usa per acque reflue e scarichi, l’ossidabilità per acque potabili e di pozzo: i due valori non sono confrontabili tra loro.

Ultimo aggiornamento: 2026-06-23