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Ocratossina A

Che cos’è

L’ocratossina A (OTA) è una micotossina prodotta da muffe dei generi Aspergillus e Penicillium che si sviluppano su derrate vegetali, soprattutto durante essiccazione e stoccaggio. È stabile al calore e resiste in buona parte a torrefazione, cottura e vinificazione. Il Reg. (UE) 2023/915 ne fissa tenori massimi in µg/kg per categoria: ad esempio 5,0 µg/kg per i cereali non trasformati e 3,0 µg/kg per il caffè torrefatto.

Dove si trova

Si trova soprattutto in cereali e farine, caffè verde, torrefatto e solubile, cacao in polvere, uva passa e fichi secchi, vino e succo d’uva, spezie come paprika e peperoncino, radice di liquirizia, pistacchi e alcuni semi oleosi. La contaminazione nasce spesso dopo la raccolta: essiccazione lenta, umidità del prodotto troppo alta e magazzini poco ventilati favoriscono la crescita delle muffe produttrici.

Perché si analizza

Si analizza perché è nefrotossica e la IARC la classifica come possibile cancerogeno per l’uomo (gruppo 2B). Chi immette sul mercato cereali, caffè, spezie, frutta essiccata o vino deve dimostrare nel piano di autocontrollo che i lotti rispettano i tenori massimi; l’analisi serve anche in accettazione delle materie prime importate e dopo stoccaggi prolungati o eventi di umidità in magazzino.

Matrici

Cereali e derivati, Caffe' e cacao, Frutta secca e spezie

Riferimenti normativi

Reg. (UE) 2023/915

Reg. (UE) 2023/915, Allegato I, punto 2.2 (valori introdotti dal Reg. (UE) 2022/1370, in vigore dal 1° gennaio 2023): cereali non trasformati 5,0 µg/kg; derivati dei cereali 3,0; caffè torrefatto 3,0; caffè solubile 5,0; uva secca e fichi secchi 8,0; vino e succo d’uva 2,0; spezie 15 (Capsicum 20); alimenti per la prima infanzia 0,50 µg/kg.

Tenori massimi di ocratossina A per alimento

I tenori sono fissati nell’Allegato I, punto 2.2, del Reg. (UE) 2023/915, che ha ripreso i valori aggiornati dal Reg. (UE) 2022/1370. Rispetto al passato sono stati abbassati i limiti per caffè torrefatto, caffè solubile e uva secca, e sono state aggiunte nuove categorie come pistacchi, semi oleosi ed erbe essiccate.

Categoria (sintesi)Tenore massimo
Cereali non trasformati5,0 µg/kg
Prodotti derivati dai cereali e cereali per il consumatore finale3,0 µg/kg
Prodotti da forno, snack e cereali da colazione senza semi, frutta secca o essiccata2,0 µg/kg
Caffè torrefatto in grani e macinato3,0 µg/kg
Caffè solubile5,0 µg/kg
Uva secca e fichi secchi8,0 µg/kg
Altra frutta essiccata2,0 µg/kg
Vino, vini aromatizzati, succo e mosto d’uva2,0 µg/kg
Spezie (escluso Capsicum) e miscele di spezie15 µg/kg
Capsicum essiccato (paprika, peperoncino, cayenna)20 µg/kg
Erbe essiccate10,0 µg/kg
Pistacchi destinati al consumatore finale5,0 µg/kg
Cacao in polvere3,0 µg/kg
Alimenti a base di cereali per lattanti e bambini0,50 µg/kg

La tabella è una sintesi: le categorie del regolamento hanno esclusioni e note (per esempio sulla liquirizia o sul vino liquoroso) che decidono quale valore si applica. Il caffè verde non ha un tenore proprio; il controllo in accettazione serve a prevenire superamenti dopo la torrefazione. Per il quadro generale sui contaminanti vedi la scheda sul Reg. (UE) 2023/915 e le micotossine.

Metodo di analisi: HPLC-FLD con immunoaffinità

Il metodo più diffuso prevede estrazione con solvente, purificazione su colonnine di immunoaffinità che trattengono selettivamente l’OTA e determinazione in HPLC con rivelatore a fluorescenza (HPLC-FLD). In alternativa si usa la LC-MS/MS, che consente di misurare più micotossine nella stessa corsa. I kit ELISA restano utili come screening interno, ma un esito vicino al limite va confermato con un metodo cromatografico.

Il risultato è espresso in µg/kg, cioè parti per miliardo. Il limite di quantificazione (LOQ) deve stare ben al di sotto del tenore applicabile: per gli alimenti per l’infanzia, con un limite di 0,50 µg/kg, serve un metodo molto più sensibile di quello sufficiente per le spezie. Nel Rapporto di Prova si leggono anche il recupero e l’incertezza di misura; la guida sull’incertezza di misura nel Rapporto di Prova spiega come usarla nel confronto con il limite.

L’analisi è disponibile come ocratossina A nel caffè o all’interno della ricerca micotossine negli alimenti. Prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Campionare un lotto: perché un solo sacco non basta

L’ocratossina A è distribuita in modo molto disomogeneo: pochi chicchi o acini fortemente contaminati possono portare fuori limite un intero lotto, mentre la maggior parte del prodotto è pulita. Per il controllo ufficiale i metodi di campionamento sono fissati dal Reg. di esecuzione (UE) 2023/2782, che ha sostituito il Reg. (CE) 401/2006 e prevede campioni globali formati da molti prelievi elementari.

  1. Prelevare piccole quantità da punti diversi del lotto (sacchi diversi, strati alti e bassi di un silo) e riunirle in un campione globale.
  2. Omogeneizzare per macinazione l’intero campione globale prima di prelevare l’aliquota analitica.
  3. Usare sacchetti asciutti e puliti e conservare il campione al fresco e all’asciutto, per evitare che le muffe continuino a crescere.
  4. Indicare sul verbale lotto, origine, data di arrivo e stato di umidità del prodotto.

Esempio: una torrefazione che riceve un container di caffè verde e preleva 200 g da un solo sacco ottiene un risultato che descrive quel sacco, non il container. Con dieci prelievi da sacchi diversi riuniti e macinati, lo stesso costo di analisi dà un’informazione utile sul lotto. Le guide sul caffè verde e l’ocratossina e su spezie ed erbe approfondiscono i due settori più esposti.

Come leggere il risultato e cosa fare se supera il limite

Un risultato inferiore al LOQ o ben sotto il tenore indica un lotto conforme per quel parametro. Se il valore è vicino al limite, conta l’incertezza: nel controllo ufficiale un lotto è non conforme quando il risultato supera il tenore massimo al di là di ogni ragionevole dubbio, tenendo conto dell’incertezza di misura e della correzione per il recupero. Un superamento rende il prodotto non commerciabile come alimento.

  • Bloccare il lotto e verificare se il campione era rappresentativo; se non lo era, ripetere il campionamento sull’intero lotto.
  • Per caffè verde, cereali o frutta secca destinati a trasformazione, valutare con il fornitore cernita o pulitura, prima di nuova analisi: la miscelazione con lotti puliti per diluire la contaminazione non è ammessa.
  • Rivedere le condizioni di stoccaggio: umidità, ventilazione, durata della permanenza in magazzino.
  • Registrare l’esito e le azioni correttive nel piano di autocontrollo e aumentare la frequenza dei controlli per quel fornitore o quell’origine.

L’ocratossina è spesso ricercata insieme alle aflatossine su frutta secca, spezie e cacao, e al deossinivalenolo sui cereali. Per i lotti in arrivo da paesi terzi conviene chiedere al fornitore i risultati analitici di origine e confrontarli con un controllo proprio in accettazione.

Analisi che includono Ocratossina A

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Domande frequenti

La torrefazione elimina l’ocratossina A dal caffè?
Solo in parte. La tostatura riduce il contenuto di ocratossina A in misura variabile a seconda di temperatura, durata e grado di tostatura, ma non lo azzera: per questo il Reg. (UE) 2023/915 fissa tenori anche per il caffè torrefatto (3,0 µg/kg) e solubile (5,0 µg/kg). Il controllo più efficace resta quello sul caffè verde in accettazione, prima della lavorazione.
Il vino può contenere ocratossina A?
Sì. Le muffe che producono OTA possono svilupparsi sull’uva, soprattutto se gli acini sono danneggiati da insetti, grandine o marciumi. Il tenore massimo per vino, vini aromatizzati, succo e mosto d’uva è 2,0 µg/kg. I rossi e i vini da uve appassite sono in genere più esposti; la selezione delle uve in vendemmia è la prima misura di prevenzione.
Cosa vuol dire un risultato espresso come “< LOQ”?
Significa che l’ocratossina A, se presente, è sotto la concentrazione minima che il metodo quantifica con affidabilità. È un esito favorevole se il LOQ è molto più basso del tenore massimo applicabile. Va controllato soprattutto per gli alimenti per l’infanzia, dove il limite è 0,50 µg/kg e un metodo pensato per le spezie potrebbe non essere abbastanza sensibile.
Ogni quanto analizzare l’ocratossina A?
La legge non fissa una frequenza per l’operatore: va stabilita nel piano di autocontrollo in base al rischio. Contano origine e annata della materia prima, storico dei fornitori, durata dello stoccaggio e destinazione del prodotto. Un esempio ragionevole è analizzare ogni nuovo fornitore o origine e poi campionare a rotazione, aumentando i controlli dopo un esito vicino al limite.

Ultimo aggiornamento: 2026-09-12