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Micotossine su cereali e materie prime per mangimi

L'analisi misura aflatossine, deossinivalenolo e ocratossina A su partite di mais, frumento, orzo, sorgo, crusche, farine e sottoprodotti destinati ai mangimi. Serve a centri di stoccaggio, essiccatoi, commercianti, mangimifici e aziende agricole per decidere se accettare, segregare o destinare diversamente una partita prima che entri nella produzione. Ricevi un Rapporto di Prova con le concentrazioni da confrontare con i limiti per le materie prime.

Tempi di risposta
7 giorni lavorativi
Modalità di campionamento
Laboratorio
Riferimenti normativi
Dir. 2002/32/CE (aflatossina B1), Racc. 2006/576/CE (DON, ocratossina A, zearalenone, fumonisine), Reg. (CE) 152/2009 (campionamento e metodi)

Il momento giusto per controllare: prima della miscelazione

Una volta macinata e miscelata, una partita di mais contaminata si distribuisce in tonnellate di mangime e il problema diventa più costoso da gestire. Controllare le materie prime in ingresso è quindi la scelta più efficiente per chi stocca o trasforma cereali. Questa analisi è pensata per quel momento; la verifica del mangime già formulato, con i limiti per specie animale, è il compito dell'analisi delle micotossine nei mangimi.

Il rischio cambia con l'annata e con la coltura. Le aflatossine sono tipiche del mais in estati calde e siccitose, il deossinivalenolo è legato alle fusariosi di frumento e mais in annate piovose durante la fioritura, l'ocratossina A si sviluppa soprattutto durante uno stoccaggio con umidità troppo alta. Un approfondimento per specie animale è nella guida su micotossine nei mangimi per bovini e avicoli.

Limiti per le materie prime

Per le materie prime destinate ai mangimi l'aflatossina B1 ha un tenore massimo di legge fissato dalla Dir. 2002/32/CE, mentre per deossinivalenolo e ocratossina A la Racc. 2006/576/CE indica valori di orientamento. I valori sono in mg/kg riferiti a un prodotto con umidità del 12%.

MicotossinaMateria primaValoreNatura
Aflatossina B1tutte le materie prime per mangimi0,02 mg/kglimite di legge
Deossinivalenolocereali e prodotti a base di cereali, esclusi i sottoprodotti del mais8 mg/kgorientamento
Deossinivalenolosottoprodotti del mais12 mg/kgorientamento
Ocratossina Acereali e prodotti a base di cereali0,25 mg/kgorientamento

Una partita conforme come materia prima può comunque essere troppo contaminata per alcune destinazioni: il mangime composto per bovine da latte ha per l'aflatossina B1 un limite di 0,005 mg/kg, quattro volte più basso. Chi vende mais a un mangimificio per vacche da latte deve conoscere anche questo numero.

Campionare una partita: il punto che decide il risultato

Nelle granaglie le micotossine si concentrano in pochi chicchi danneggiati o ammuffiti. Un campione di poche centinaia di grammi preso dall'alto del cassone può risultare pulito anche se la partita è contaminata, o il contrario. Il campionamento pesa sull'incertezza del risultato più dell'analisi stessa.

  • Su camion e rimorchi preleva con sonda in più punti e a tutta profondità, non solo in superficie.
  • Su flussi in movimento, come nastri e coclee, preleva a intervalli regolari durante tutto lo scarico.
  • Riunisci i prelievi elementari, mescola e riduci per quartatura; per granella intera un campione più grande dà un risultato più affidabile.
  • Conserva un'aliquota sigillata e identificata come controcampione in caso di contestazione.
  • Spedisci in sacchetto pulito e asciutto: se la granella è umida, il campione può ammuffire durante il trasporto.

I metodi di campionamento per il controllo ufficiale dei mangimi sono nel Reg. (CE) 152/2009 e sono un buon riferimento anche per l'autocontrollo.

Dal Rapporto di Prova alla decisione sulla partita

Il Rapporto di Prova riporta per ogni micotossina concentrazione, limite di quantificazione, metodo e incertezza di misura; è emesso secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Per decidere, conviene seguire uno schema fisso:

  1. confronta l'aflatossina B1 con il limite di 0,02 mg/kg: sopra il limite la partita non può essere usata come materia prima per mangimi così com'è;
  2. confronta il valore anche con i limiti della destinazione prevista, per esempio i mangimi per bovine da latte o per animali giovani;
  3. per DON e ocratossina A valuta i valori di orientamento in base alla specie: i suini sono i più sensibili;
  4. ricorda che la Dir. 2002/32/CE vieta di diluire una partita non conforme miscelandola con una pulita;
  5. documenta la decisione e conserva Rapporto di Prova e controcampione.

Esempio: un essiccatoio riceve 30 tonnellate di mais di un nuovo conferente in un'annata siccitosa e analizza un campione globale prelevato con sonda. La spesa è di 119 euro e l'esito arriva in circa 7 giorni, nel frattempo la partita resta in un silo separato. Una guida generale è nella pagina su micotossine in cereali e farine.

Domande frequenti

I kit rapidi in accettazione bastano?
I test rapidi sono utili per uno screening veloce allo scarico, ma hanno campi di applicazione e incertezze diverse dai metodi di laboratorio. Molti centri di stoccaggio li usano per smistare le partite e confermano con un'analisi di laboratorio i casi vicini ai limiti, i conferenti nuovi e le partite destinate ai mangimi più sensibili, come quelli per bovine da latte.
Una partita di mais con troppa aflatossina si può recuperare?
Non per diluizione: la Dir. 2002/32/CE vieta di miscelarla con prodotti puliti per abbassarne il contenuto. Esistono processi di detossificazione autorizzati a livello europeo con criteri specifici, oppure destinazioni diverse dall'alimentazione animale, da valutare caso per caso con l'autorità competente. La pulitura meccanica può ridurre la contaminazione, ma l'efficacia va verificata con una nuova analisi.
Perché analizzare anche crusche e sottoprodotti?
Perché le micotossine tendono a concentrarsi negli strati esterni del chicco e quindi nelle frazioni che diventano crusca, cruschello e altri sottoprodotti della molitura. Lo stesso frumento che dà una farina conforme può produrre una crusca con valori più alti. Per questo la Racc. 2006/576/CE prevede per i sottoprodotti del mais un valore di orientamento distinto.
Quante analisi servono per un silo intero?
Dipende da come si è formato il silo. Se raccoglie conferimenti diversi, è più utile analizzare le partite all'ingresso che campionare il silo pieno, dove la contaminazione è stratificata. Per un silo già pieno si preleva durante lo svuotamento, a intervalli regolari, e si possono formare più campioni globali per tratti successivi.

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