Micotossine nei mangimi
Ricerca e quantificazione delle micotossine nei mangimi e nelle materie prime per l'alimentazione animale, a partire dall'aflatossina B1, la più critica per il quadro normativo. La Dir. 2002/32/CE fissa il tenore massimo di aflatossina B1 nei mangimi, mentre la Racc. 2006/576/CE indica valori di orientamento per altre micotossine (deossinivalenolo, ocratossina A, ecc.). Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025, con esito riportato nel Rapporto di Prova.
Parametri analizzati
Perché controllare le micotossine nei mangimi
Le micotossine sono metaboliti tossici prodotti da muffe che possono svilupparsi sui cereali e sulle materie prime durante coltivazione, raccolta e stoccaggio. Nei mangimi rappresentano un rischio sia per la salute degli animali sia per la sicurezza della filiera alimentare: l'aflatossina B1, in particolare, può trasformarsi in aflatossina M1 e passare nel latte. Il controllo è indicato sulle materie prime in ingresso, sui lotti di mangime e nei piani di autocontrollo.
Quadro normativo e refertazione
La Dir. 2002/32/CE sulle sostanze indesiderabili nell'alimentazione animale fissa il tenore massimo di aflatossina B1 nei mangimi, mentre la Racc. 2006/576/CE definisce valori di orientamento per deossinivalenolo, zearalenone, ocratossina A e fumonisine. L'esito, con la concentrazione delle micotossine ricercate, è riportato nel Rapporto di Prova del laboratorio partner; le prove sono accreditate ove incluse nel suo campo di accreditamento ISO/IEC 17025.
Domande frequenti
- Quali micotossine si ricercano nei mangimi?
- La più rilevante ai fini normativi è l'aflatossina B1, con tenore massimo fissato dalla Dir. 2002/32/CE. Si ricercano inoltre deossinivalenolo, ocratossina A e altre micotossine per cui la Racc. 2006/576/CE indica valori di orientamento. L'esito è riportato nel Rapporto di Prova.