Micotossine nei mangimi: rischi e controlli
Cosa sono e perché contano nei mangimi
Le micotossine sono sostanze tossiche prodotte da alcune muffe, soprattutto dei generi Aspergillus, Fusarium e Penicillium, che si sviluppano su mais, frumento, orzo, semi oleosi e loro sottoprodotti. Possono formarsi in campo, con stress idrico e attacchi di insetti, oppure durante lo stoccaggio, quando umidità e temperatura della granella non sono controllate.
Per gli animali gli effetti vanno dal calo di ingestione e di produzione ai disturbi riproduttivi, epatici e immunitari, con differenze marcate tra specie: i suini sono molto sensibili a deossinivalenolo e zearalenone, i ruminanti tollerano meglio alcune tossine grazie alla flora del rumine. Per la filiera alimentare il caso più rilevante è l'aflatossina B1: la vacca che la ingerisce la trasforma in aflatossina M1, che passa nel latte e per cui il Reg. (UE) 2023/915 fissa un tenore massimo negli alimenti.
Le differenze tra specie e le tossine prioritarie per bovini e avicoli sono approfondite nella guida su micotossine nei mangimi per bovini e avicoli. Qui trovi il quadro normativo comune, il campionamento e il modo corretto di leggere un risultato.
Il quadro normativo: valori vincolanti e valori raccomandati
La Dir. 2002/32/CE sulle sostanze indesiderabili nell'alimentazione degli animali fissa tenori massimi vincolanti solo per l'aflatossina B1 e per la segale cornuta (sclerozi di Claviceps purpurea) tra i contaminanti di origine fungina. I valori sono espressi in mg/kg riferiti a un mangime con tenore di umidità del 12%.
| Prodotto destinato all'alimentazione animale | Aflatossina B1, tenore massimo |
|---|---|
| Materie prime per mangimi | 0,02 mg/kg |
| Mangimi complementari e completi | 0,01 mg/kg |
| Mangimi composti per bovini, ovini e caprini da latte e loro giovani (vitelli, agnelli, capretti), suinetti e pollame giovane | 0,005 mg/kg |
| Mangimi composti per bovini, ovini, caprini (esclusi animali da latte e giovani), suini (esclusi suinetti) e pollame (escluso pollame giovane) | 0,02 mg/kg |
Per la segale cornuta il limite è di 1000 mg/kg nelle materie prime e nei mangimi composti contenenti cereali non macinati. Un mangime che supera un tenore massimo non può essere immesso sul mercato né diluito con partite conformi per rientrare nel limite. La scheda sulla Dir. 2002/32/CE descrive anche gli altri contaminanti regolati.
Per deossinivalenolo (DON), zearalenone, ocratossina A, fumonisine B1+B2 e tossine T-2 e HT-2 esistono invece valori di riferimento raccomandati, non vincolanti ma usati da autorità e operatori per valutare l'idoneità di una partita.
La novità 2026: la Raccomandazione (UE) 2026/1801
Il 24 luglio 2026 la Commissione ha adottato la Raccomandazione (UE) 2026/1801 sulla presenza di deossinivalenolo, zearalenone, ocratossina A, tossine T-2 e HT-2 e fumonisine nei mangimi. Sostituisce le due raccomandazioni precedenti, la 2006/576/CE e la 2013/165/UE, e riunisce in un unico allegato i valori di riferimento per tutte queste tossine.
Le date da segnare sono due: i nuovi valori si applicano dal 1° luglio 2027, e dal 1° ottobre 2027 per mais, sorgo, soia, girasole e prodotti derivati. La raccomandazione invita a monitorare le tossine contemporaneamente, a usare le partite oltre i valori di riferimento solo con misure precauzionali e una valutazione del rischio, e chiede ai fornitori di materie prime di trasmettere ai mangimifici informazioni sufficienti sui contenuti di micotossine.
In pratica, chi produce o acquista mangimi ha davanti un periodo di transizione: fino al 30 giugno 2027 restano i valori delle raccomandazioni precedenti, poi quelli nuovi. Capitolati con i fornitori, piani di autocontrollo e soglie di accettazione delle partite vanno rivisti in tempo, perché un risultato oggi conforme potrebbe non esserlo con i nuovi valori.
Il campionamento: dove si sbaglia più spesso
Le micotossine non sono distribuite in modo uniforme. Si concentrano in pochi chicchi ammuffiti o danneggiati, i cosiddetti hot spot, e due campioni prelevati dallo stesso cassone possono dare risultati molto diversi. Per questo l'errore di campionamento pesa di solito più dell'errore analitico.
- Preleva molti campioni elementari distribuiti in tutta la partita: in punti e profondità diverse di silo o cassone, oppure a intervalli regolari dal flusso durante carico e scarico.
- Riunisci i campioni elementari in un campione globale e mescolalo con cura.
- Riduci il campione globale per quartatura fino alla quantità richiesta dal laboratorio, senza scegliere a vista le parti «belle» o «brutte».
- Usa sacchetti puliti, asciutti e traspiranti; evita di lasciare campioni umidi al caldo, dove le muffe possono continuare a crescere.
- Registra partita, data, punto di prelievo e umidità, se nota.
Il Reg. (CE) 152/2009 definisce le modalità di campionamento per il controllo ufficiale dei mangimi ed è il riferimento anche per l'autocontrollo. Esempio: per un carico di mais in arrivo, un unico secchio prelevato dalla parte alta del rimorchio non rappresenta la partita, mentre una sonda passata in più punti fino al fondo dà un'immagine molto più affidabile.
Come leggere il risultato: il riferimento al 12% di umidità
I tenori massimi della Dir. 2002/32/CE si riferiscono a un mangime con il 12% di umidità. Un risultato espresso «tal quale» su una granella più umida, o riferito alla sostanza secca, va quindi convertito prima del confronto. La formula è semplice: valore al 12% = valore misurato × 88 / (100 − umidità percentuale del campione).
Esempio: in un mais con umidità del 15% il laboratorio misura 0,0045 mg/kg di aflatossina B1 sul tal quale. Riferito al 12% di umidità il valore diventa circa 0,0047 mg/kg: ancora entro 0,005 mg/kg per un mangime per vacche da latte, ma con un margine ridotto che l'incertezza di misura può annullare. Lo stesso risultato espresso sulla sostanza secca sarebbe invece più alto del tal quale.
Nel Rapporto di Prova verifica sempre tre informazioni: su quale base è espresso il risultato (tal quale, sostanza secca o 12% di umidità), il limite di quantificazione del metodo e l'incertezza di misura. Le micotossine si determinano con cromatografia liquida e rivelazione a fluorescenza o spettrometria di massa; i metodi multi-tossina in LC-MS/MS consentono di misurare più micotossine con un'unica analisi, utile proprio per il monitoraggio congiunto raccomandato dalla nuova raccomandazione.
Un piano di controllo proporzionato
Il Reg. (CE) 183/2005 chiede agli operatori del settore dei mangimi procedure basate sui principi HACCP: le micotossine sono uno dei pericoli da valutare per ogni materia prima. Un piano proporzionato concentra le analisi dove il rischio è maggiore.
- Materie prime ad alto rischio (mais, sottoprodotti come glutine e farine di estrazione, semi di cotone, arachidi): analisi per lotto in ingresso, almeno per aflatossina B1 nei mangimi destinati ad animali da latte.
- Annate critiche: estati calde e siccitose aumentano le aflatossine nel mais, stagioni piovose alla fioritura aumentano DON e zearalenone nei cereali a paglia.
- Prodotto finito: verifiche periodiche, più frequenti nei mangimi per suinetti, pollame giovane e animali da latte.
- Stoccaggio: controlli dopo lunghe permanenze in silo o in caso di condense e punti caldi.
Le analisi sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Per le materie prime cerealicole c'è il servizio di micotossine su cereali e materie prime, per i mangimi finiti quello di micotossine nei mangimi.
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Domande frequenti
- Qual è il limite di aflatossina B1 nei mangimi per vacche da latte?
- La Dir. 2002/32/CE fissa 0,005 mg/kg per i mangimi composti destinati a bovini, ovini e caprini da latte e ai loro giovani, riferiti a un mangime con il 12% di umidità. Per le materie prime il tenore massimo è 0,02 mg/kg. Il limite basso serve a contenere il passaggio di aflatossina M1 nel latte.
- DON e zearalenone hanno limiti di legge nei mangimi?
- No, per deossinivalenolo, zearalenone, ocratossina A, fumonisine e tossine T-2 e HT-2 esistono valori di riferimento raccomandati, non tenori massimi vincolanti. La Raccomandazione (UE) 2026/1801 li aggiorna e sostituisce le raccomandazioni 2006/576/CE e 2013/165/UE dal 1° luglio 2027, dal 1° ottobre 2027 per mais, sorgo, soia e girasole.
- Posso miscelare un mais contaminato con mais pulito per rientrare nel limite?
- No. La Dir. 2002/32/CE vieta di diluire un prodotto che supera un tenore massimo mescolandolo con lo stesso o con altri prodotti destinati all'alimentazione animale. Una partita non conforme per aflatossina B1 va gestita separatamente, secondo le indicazioni dell'autorità competente, e non può essere usata così com'è nei mangimi.
- Perché due analisi sullo stesso lotto danno risultati diversi?
- Perché le micotossine si concentrano in pochi chicchi contaminati e la loro distribuzione nella partita è molto irregolare. Se i campioni sono pochi o prelevati in un solo punto, il risultato dipende dal caso. Un campione globale formato da molti prelievi elementari, mescolato e ridotto per quartatura, riduce molto questa variabilità.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-16 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org