Direttiva 2002/32/CE: sostanze indesiderabili nei mangimi
La Direttiva 2002/32/CE fissa i tenori massimi di sostanze indesiderabili nei mangimi: metalli e altri contaminanti inorganici, aflatossina B1, segale cornuta, diossine e PCB, tossine vegetali, semi infestanti come l’ambrosia. Riguarda chi produce, commercia e usa mangimi e vieta di diluire le partite contaminate per rientrare nei limiti.
Che cosa regola la direttiva
La Direttiva 2002/32/CE è il testo europeo che stabilisce quanta parte di una sostanza indesiderabile può contenere un mangime. Per sostanza indesiderabile si intende qualsiasi sostanza o prodotto, esclusi gli agenti patogeni, presente nei mangimi e che costituisce un pericolo potenziale per la salute animale, per la salute umana attraverso gli alimenti di origine animale o per l’ambiente.
In Italia è stata recepita con il D.Lgs. 10 maggio 2004, n. 149. Essendo una direttiva, il recepimento nazionale è il testo che si applica direttamente agli operatori; nella pratica, però, tutti lavorano sull’Allegato I della direttiva, perché le modifiche dei tenori massimi sono adottate dalla Commissione e diventano vincolanti in tutta l’Unione.
I patogeni come la Salmonella non rientrano qui: la loro gestione è affidata all’igiene di processo prevista dal Reg. (CE) 183/2005. Allo stesso modo i limiti per gli alimenti destinati all’uomo non sono in questa direttiva ma nel Reg. (UE) 2023/915.
L’Allegato I: le famiglie di contaminanti
L’Allegato I è organizzato per famiglie. I valori sono espressi in mg/kg riferiti a un mangime con tenore di umidità del 12%: un risultato su campione tal quale va quindi ricalcolato prima del confronto.
| Sezione | Sostanze principali | Dove si trovano più spesso |
|---|---|---|
| Contaminanti inorganici e azotati | arsenico, cadmio, piombo, mercurio, fluoro, nitriti, melamina | integratori minerali, fosfati, alghe, farine di pesce |
| Micotossine | aflatossina B1, segale cornuta | mais, arachidi, semi di cotone, cereali minori |
| Tossine vegetali intrinseche | gossipolo libero, acido cianidrico, teobromina | semi e panelli di cotone, lino, sottoprodotti del cacao |
| Composti organoclorurati | aldrin, dieldrin, DDT, clordano, endosulfan e altri | grassi e oli, farine di pesce |
| Diossine e PCB | PCDD/F, PCB diossina-simili e non diossina-simili | oli e grassi, farine di pesce, argille |
| Impurità botaniche nocive | semi di ambrosia, semi di piante tossiche | miscele di semi per uccelli, cereali non macinati |
| Additivi in mangimi non bersaglio | coccidiostatici da trascinamento inevitabile | mangimi prodotti sulla stessa linea di quelli medicati o con additivi |
Per ogni sostanza i limiti variano secondo il tipo di mangime e la specie di destinazione, perché la sensibilità degli animali e il trasferimento negli alimenti cambiano molto.
Alcuni tenori massimi da conoscere
Pochi valori ricorrono in quasi tutti i piani di autocontrollo. Quelli riportati qui sotto sono i più noti; per tutti gli altri, e per eventuali aggiornamenti, il riferimento è il testo consolidato dell’Allegato I.
- Aflatossina B1 nelle materie prime per mangimi: 0,02 mg/kg (20 µg/kg) al 12% di umidità.
- Aflatossina B1 nei mangimi completi per animali da latte: 0,005 mg/kg (5 µg/kg), il valore più basso, perché nella bovina la B1 si trasforma in aflatossina M1 ed è escreta nel latte.
- Segale cornuta (sclerozi di Claviceps purpurea): 1.000 mg/kg nelle materie prime e nei mangimi che contengono cereali non macinati.
- Semi di ambrosia: 50 mg/kg nelle materie prime e nei mangimi composti contenenti grani e semi non macinati.
Il caso dell’aflatossina spiega bene la logica della direttiva: il limite più severo non protegge la vacca, che tollera dosi maggiori, ma il consumatore di latte, per il quale il Reg. (UE) 2023/915 fissa un tenore massimo di aflatossina M1 di 0,050 µg/kg. Chi conferisce latte ha quindi interesse a controllare il mais prima che entri nella razione, con la ricerca di micotossine sui cereali per mangimi o, a valle, con la ricerca di aflatossina M1 nel latte.
Tenori massimi, valori di orientamento e soglie d’intervento
Non tutte le micotossine hanno un limite di legge nei mangimi, e questa è la fonte di molti equivoci. Conviene tenere distinti tre livelli.
| Strumento | Esempi | Effetto pratico |
|---|---|---|
| Tenore massimo (Allegato I) | aflatossina B1, segale cornuta, metalli, diossine | oltre il limite il mangime non può circolare |
| Valore di orientamento (Raccomandazioni della Commissione) | deossinivalenolo, zearalenone, ocratossina A, fumonisine, tossine T-2 e HT-2 | riferimento per valutare l’accettabilità; il superamento richiede valutazione e misure |
| Soglia d’intervento (Allegato II) | diossine e PCB diossina-simili | non rende il mangime non conforme, ma obbliga a cercare la fonte e ridurla |
I valori di orientamento per deossinivalenolo, zearalenone, ocratossina A e fumonisine sono nella Raccomandazione 2006/576/CE; quelli per T-2 e HT-2 nella Raccomandazione 2013/165/UE. Non sono vincolanti come un tenore massimo, ma un operatore che li supera e non agisce difficilmente può sostenere di aver gestito il pericolo, come richiede il Reg. (CE) 183/2005. Le specie più sensibili, in particolare i suini per deossinivalenolo e zearalenone, hanno valori più bassi.
Divieto di diluizione e gestione delle partite fuori limite
La direttiva vieta di miscelare un prodotto che supera il tenore massimo con lo stesso o con altri prodotti per diluirlo e farlo rientrare nel limite. È il punto che più spesso crea problemi pratici: una partita di mais con aflatossina B1 sopra 0,02 mg/kg non può essere «tagliata» con mais pulito.
Le strade percorribili sono altre:
- isolare la partita e bloccarne l’uso come mangime;
- verificare con un secondo campionamento rappresentativo se il superamento è confermato;
- valutare un trattamento di decontaminazione ammesso, come la pulitura o la selezione meccanica, o un processo di detossificazione autorizzato a livello UE;
- destinare la partita a usi non alimentari consentiti, per esempio energetici;
- registrare tutto nel piano di autocontrollo e, se il mangime è già stato immesso sul mercato, attivare le procedure di ritiro e informare l’autorità competente.
Un errore frequente è basare la decisione su un solo campione prelevato in un punto del cumulo. Le micotossine sono distribuite in modo molto disomogeneo: servono più prelievi elementari e un campione aggregato ridotto correttamente.
Quali analisi servono e come leggere il risultato
La verifica dei tenori massimi richiede metodi strumentali: cromatografia liquida con spettrometria di massa o con rivelatore a fluorescenza per le micotossine, spettrometria al plasma (ICP-MS) per i metalli, gascromatografia ad alta risoluzione per diossine e PCB. I kit rapidi immunoenzimatici sono utili per lo screening in accettazione, ma in caso di esito vicino al limite conviene una conferma con metodo di riferimento.
Per un mangimificio o un allevamento le prove più frequenti sono la ricerca delle micotossine nei mangimi e l’analisi della composizione del mangime, che fornisce anche l’umidità necessaria per riportare il risultato al 12%. Il pacchetto mangimi sicurezza raccoglie le verifiche più comuni.
Nel Rapporto di Prova vanno controllati tre elementi: se il risultato è espresso sul tal quale o al 12% di umidità, l’incertezza di misura associata e il limite di quantificazione rispetto al valore da verificare. Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025: prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. La decisione sulla conformità della partita resta dell’operatore.
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Settori interessati
Approfondimenti normativi
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Fonti
Domande frequenti
- La Direttiva 2002/32/CE si applica anche agli alimenti per animali da compagnia?
- Sì. La direttiva riguarda tutti i mangimi, compresi gli alimenti per cani e gatti, e diversi tenori massimi sono previsti specificamente per il pet food, ad esempio per alcuni metalli e per l’aflatossina B1. I produttori di pet food devono quindi includere questi contaminanti nel proprio piano di controllo, accanto ai requisiti di igiene.
- Perché i limiti sono riferiti al 12% di umidità?
- Per rendere confrontabili prodotti con contenuti d’acqua molto diversi, come un foraggio umido e un cereale secco. Il laboratorio misura la sostanza sul campione così com’è e il risultato va poi ricalcolato al 12% di umidità. Senza il dato di umidità il confronto con il tenore massimo può essere sbagliato in entrambe le direzioni.
- Deossinivalenolo e zearalenone hanno un limite di legge nei mangimi?
- No, per queste micotossine esistono valori di orientamento fissati da una Raccomandazione della Commissione, non tenori massimi vincolanti. Restano però il riferimento con cui autorità e clienti valutano l’accettabilità di un mangime. Superarli impone di valutare il rischio per la specie di destinazione e di adottare misure, soprattutto per suini e animali giovani.
- Si può miscelare un cereale contaminato con uno pulito?
- No. La direttiva vieta di diluire un prodotto che supera il tenore massimo mescolandolo con altri per farlo rientrare nel limite. La partita va isolata, eventualmente ricampionata, decontaminata con trattamenti ammessi o destinata a usi non alimentari consentiti, documentando ogni passaggio nel piano di autocontrollo.
Ultimo aggiornamento: 2026-10-16