Ricerca Salmonella nei mangimi
L'analisi verifica la presenza di Salmonella spp. in mangimi composti, farine di estrazione, proteine animali trasformate, pet food secco e altre materie prime. Serve a mangimifici, rivenditori, produttori di pet food e allevamenti per il piano di autocontrollo, per l'accettazione dei lotti a rischio e per le verifiche dopo un'anomalia. Ricevi un Rapporto di Prova con esito presente o non rilevata nella quantità analizzata.
Parametri analizzati
Perché la Salmonella nei mangimi è un problema di filiera
Un mangime contaminato può infettare gli animali senza sintomi evidenti, che poi diffondono Salmonella nell'allevamento, nelle uova, nella carne e nell'ambiente. Il Reg. (CE) 178/2002 vieta di immettere sul mercato o somministrare mangimi a rischio e il Reg. (CE) 183/2005 impone agli operatori del settore dei mangimi, oltre la produzione primaria, procedure basate sui principi HACCP: la ricerca di Salmonella è uno degli strumenti per verificarle.
Per alcune matrici esiste anche un criterio microbiologico esplicito. Il Reg. (UE) 142/2011 sui sottoprodotti di origine animale richiede l'assenza di Salmonella in 25 g, su cinque campioni, per i prodotti trasformati come le proteine animali trasformate e per gli alimenti per animali da compagnia trasformati. Un approfondimento sul rischio nella filiera è nella guida sui controlli Salmonella nei mangimi.
Matrici e punti a maggior rischio
Non tutti i mangimi hanno lo stesso rischio. La contaminazione arriva soprattutto con alcune materie prime e si moltiplica dove si forma umidità nell'impianto.
| Matrice o punto | Perché è a rischio |
|---|---|
| farine di estrazione di soia, colza e girasole | contaminazioni frequenti dopo il trattamento termico, durante stoccaggio e trasporto |
| proteine animali trasformate e farine di pesce | materia prima di origine animale, ricontaminazione dopo la trasformazione |
| raffreddatore della pellettatrice | condensa e polveri a temperature favorevoli alla crescita |
| silos e coclee con residui | accumulo di materiale umido e ricontaminazione dei lotti successivi |
| pet food secco e snack | materia prima animale e manipolazione dopo la cottura |
Nel piano HACCP conviene concentrare i controlli sulle materie prime proteiche in ingresso e sul prodotto finito dopo il raffreddamento, cioè nel punto in cui un trattamento termico efficace può essere vanificato da una ricontaminazione.
Come si preleva e si spedisce il campione
La Salmonella è presente spesso in modo sporadico e a bassa concentrazione: un campione mal preso dà una falsa sicurezza. Alcune regole pratiche:
- usa strumenti e sacchetti sterili o almeno puliti e asciutti, senza toccare il prodotto con le mani;
- preleva più porzioni dello stesso lotto, da sacchi o punti diversi, e riuniscile in un campione globale;
- invia una quantità ampiamente superiore ai 25 g analizzati, così il laboratorio può prelevare in condizioni asettiche e conservare un'aliquota;
- tieni il campione in luogo fresco e asciutto: un mangime secco non va bagnato né lasciato al sole;
- indica nella richiesta materia prima, lotto, fornitore e punto di prelievo.
L'errore più comune è campionare solo il prodotto finito appena uscito dalla pellettatrice, ancora caldo, e non quello dopo raffreddamento e stoccaggio, che è quello che arriva agli animali.
Cosa dice il Rapporto di Prova
La ricerca si esegue secondo la UNI EN ISO 6579-1: prearricchimento in terreno non selettivo, arricchimento selettivo, isolamento su terreni specifici e conferma delle colonie sospette. Il risultato è qualitativo: Salmonella rilevata oppure non rilevata nella quantità analizzata, di norma 25 g. Il Rapporto di Prova è emesso secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
«Non rilevata in 25 g» descrive il campione analizzato, non garantisce l'assenza nell'intero lotto: per questo il piano prevede più campioni nel tempo. In caso di esito positivo il lotto va considerato a rischio. L'operatore lo blocca, valuta il ritiro e, se il mangime è già uscito dal suo controllo, informa l'autorità competente come previsto dall'art. 20 del Reg. (CE) 178/2002. Poi cerca la fonte con campioni su materie prime e impianto. La sierotipizzazione dell'isolato, da concordare a parte, aiuta a capire se la contaminazione è la stessa trovata negli animali o nell'ambiente.
Esempio di piano di autocontrollo
Esempio: un piccolo mangimificio che produce pellet per avicoli decide di controllare ogni nuova partita di farina di estrazione di soia in ingresso e, una volta al mese, il prodotto finito prelevato dal silo di carico. Ogni analisi costa 69 euro con esito in circa 6 giorni: con due partite di soia al mese e un controllo del prodotto finito la spesa è di 207 euro al mese.
Se nello stesso piano servono anche micotossine e composizione, il pacchetto mangimi sicurezza le riunisce in un unico ordine; per i produttori di alimenti per cani e gatti c'è il pacchetto pet food. La frequenza adatta a ciascun impianto resta una scelta del piano HACCP, da rivedere dopo ogni positività.
Disponibile anche nei pacchetti
Questa analisi è inclusa in pacchetti dedicati, spesso più convenienti per un’esigenza completa:
Domande frequenti
- Un mangime pellettato può contenere Salmonella?
- Sì. Il trattamento termico della pellettatura riduce la carica microbica, ma il prodotto può ricontaminarsi subito dopo, nel raffreddatore, nelle coclee e nei silos, dove polveri e condensa favoriscono la sopravvivenza dei batteri. Per questo il punto di prelievo più significativo è il prodotto dopo raffreddamento e stoccaggio, non quello appena uscito dalla pellettatrice.
- Esiste un limite di legge per la Salmonella in tutti i mangimi?
- Un criterio esplicito di assenza in 25 g è previsto dal Reg. (UE) 142/2011 per alcuni prodotti trasformati di origine animale, come proteine animali trasformate e pet food trasformato. Per gli altri mangimi vale l'obbligo generale di non immettere sul mercato mangimi a rischio: un mangime contaminato da Salmonella è considerato non sicuro e va gestito di conseguenza.
- Il risultato indica quale tipo di Salmonella è presente?
- No, la ricerca secondo UNI EN ISO 6579-1 conferma la presenza del genere Salmonella. Per sapere quale sierotipo è presente serve la sierotipizzazione dell'isolato, da concordare a parte. È utile quando si vuole collegare il mangime a positività riscontrate negli animali, per esempio nei piani di controllo del pollame, o quando si cerca la fonte della contaminazione nell'impianto.
- Quanto campione devo inviare?
- Il laboratorio ne analizza di norma 25 g, ma conviene inviarne una quantità molto maggiore, formata da più prelievi dello stesso lotto, in un sacchetto pulito e chiuso. In questo modo il laboratorio può prelevare in modo asettico una porzione rappresentativa e conservare un'aliquota per eventuali ripetizioni o approfondimenti.