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Stabilimenti balneari e terme

Uno stabilimento balneare o termale deve controllare l'acqua delle proprie vasche e il rischio Legionella nelle docce e nei percorsi con aerosol. Il mare antistante è monitorato dalle autorità regionali; piscine, idromassaggi e reti idriche interne sono invece responsabilità del gestore, che li verifica con analisi periodiche e registrazioni.

Lidi, stabilimenti con piscina e complessi termali hanno un profilo particolare: lunghi periodi di chiusura, picchi di affluenza concentrati in pochi mesi e impianti che producono aerosol, come docce, nebulizzatori e vasche idromassaggio. Sono proprio le condizioni in cui l'acqua ristagna nelle tubazioni e i disinfettanti si consumano più in fretta del previsto.

Le analisi permettono di documentare che i parametri restano nei limiti e che i trattamenti funzionano. Sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore, e ogni esito è riportato nel Rapporto di Prova da allegare al registro dei controlli dell'impianto.

Chi controlla cosa: mare, piscine, acque termali

La prima distinzione riguarda l'acqua di cui si parla. L'acqua di mare o di lago davanti allo stabilimento è un'acqua di balneazione: il monitoraggio ufficiale previsto dal D.Lgs. 116/2008 è svolto dalle autorità regionali, che classificano i tratti di costa e comunicano eventuali divieti. Il gestore del lido non deve sostituirsi a questi controlli, ma deve rispettare le ordinanze e informare i bagnanti. Il testo è su Normattiva, D.Lgs. 116/2008; una sintesi è nella pagina sulle acque di balneazione.

Le piscine di acqua dolce aperte al pubblico ricadono invece nell'Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003. Lo stesso Accordo esclude le piscine inserite in strutture termali e rimanda a provvedimenti regionali per le vasche alimentate con acqua termale o di mare. Chi gestisce terme deve quindi verificare le regole della propria Regione, oltre alla normativa sulle acque termali.

In tutti i casi resta a carico del gestore la rete idrica interna che alimenta docce, spogliatoi e servizi, con il relativo rischio Legionella.

Acqua di piscina: i parametri dell'Accordo 2003

Per le piscine di acqua dolce l'Allegato 1 dell'Accordo fissa i requisiti dell'acqua in vasca, che devono essere rispettati in qualsiasi punto della vasca. I valori principali sono riportati nella tabella; il testo integrale è consultabile nella copia dell'Accordo pubblicata dalla Regione Piemonte.

ParametroRequisito in vasca
Cloro attivo libero0,7-1,5 mg/l (0,4-1,0 mg/l con ozono)
Cloro attivo combinatofino a 0,4 mg/l (fino a 0,2 mg/l con ozono)
pH6,5-7,5
Conta batterica a 22 °Cfino a 200 ufc/ml
Conta batterica a 36 °Cfino a 100 ufc/ml
Escherichia coli0 ufc/100 ml
Enterococchi0 ufc/100 ml
Staphylococcus aureusfino a 1 ufc/100 ml
Pseudomonas aeruginosafino a 1 ufc/100 ml

Cloro e pH si misurano con strumenti di campo durante l'apertura e si annotano nel registro dei controlli che l'Accordo chiede al gestore di tenere; i parametri microbiologici richiedono il laboratorio. L'analisi acqua di piscina copre i controlli di routine; la normativa è approfondita nella pagina sull'Accordo Stato-Regioni 2003. Le Regioni possono aver recepito l'Accordo con disposizioni proprie su frequenze e modalità.

Legionella in docce, idromassaggi e percorsi termali

La Legionella si trasmette inalando goccioline d'acqua contaminata, non bevendola. Per questo i punti critici di un lido o di una terma sono le docce, soprattutto quelle calde degli spogliatoi, le vasche idromassaggio, le saune a vapore, i nebulizzatori e le fontane. Le Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi approvate in Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015 richiedono una valutazione del rischio per ogni impianto e dedicano indicazioni specifiche agli stabilimenti termali e alle piscine con idromassaggio.

Nelle terme c'è una difficoltà in più: l'acqua termale spesso non può essere disinfettata come l'acqua di rete senza alterarne le caratteristiche. La prevenzione si affida allora a progettazione degli impianti, ricambi, pulizia di vasche e filtri e campionamenti mirati. La guida sulla Legionella nelle piscine termali approfondisce questi aspetti.

Per la rete sanitaria si usa la ricerca di Legionella in acqua sanitaria; per vasche e acque termali sono disponibili analisi dedicate.

Checklist di apertura stagionale

Molti stabilimenti restano chiusi per sei-otto mesi: l'acqua ferma nelle tubazioni, nei boiler e nei serbatoi è la condizione ideale per la proliferazione batterica. Prima dell'apertura conviene seguire una sequenza documentata.

  1. Aggiornare la valutazione del rischio Legionella, segnalando modifiche agli impianti e rami morti.
  2. Pulire e disincrostare soffioni, rompigetto e serbatoi; portare a regime i boiler.
  3. Far scorrere l'acqua da tutti i punti d'uso, a partire da quelli più lontani, prima dell'arrivo del pubblico.
  4. Eseguire i campionamenti per Legionella sui punti rappresentativi dopo gli interventi di pulizia e disinfezione.
  5. Riempire le vasche, stabilizzare cloro e pH e prelevare un campione per i parametri microbiologici.
  6. Archiviare i Rapporti di Prova nel registro e pianificare i controlli della stagione.

Esempio: un lido con due piscine e venti docce calde può programmare il campionamento Legionella dopo la sanificazione di fine maggio e un controllo microbiologico delle vasche prima dell'apertura, ripetendo i controlli secondo il piano previsto per i mesi di massima affluenza.

Quando un parametro è fuori limite

Se l'acqua di una vasca non rispetta i requisiti microbiologici, è prudente sospendere l'uso della vasca finché trattamenti correttivi e un nuovo campione non confermano il ritorno nei limiti, informando l'ASL quando lo prevedono le disposizioni regionali. Spesso la causa è banale: cloro libero troppo basso nelle ore di punta, cloro combinato alto per ricambi insufficienti, filtri non controlavati.

Per la Legionella, l'esito va letto insieme alla valutazione del rischio: le Linee guida 2015 graduano gli interventi in base alla concentrazione rilevata e al tipo di struttura. Le soglie e le azioni previste sono spiegate nella guida su cosa fare oltre 1000 UFC/L. Le piscine di centri sportivi e palestre, con un profilo d'uso diverso dal lido stagionale, sono trattate nella pagina per piscine e centri sportivi.

Rischi e obblighi principali

  • Cloro libero insufficiente nelle ore di massima affluenza
  • Proliferazione di Legionella nelle reti rimaste ferme durante la chiusura stagionale
  • Aerosol contaminati da docce calde, idromassaggi e nebulizzatori
  • Vasche termali difficili da disinfettare senza alterare l'acqua
  • Registro dei controlli incompleto in caso di ispezione

Analisi consigliate

Riferimenti normativi

Accordo Stato-Regioni 16/1/2003 (piscine) · Linee guida legionellosi, Conferenza Stato-Regioni 7/5/2015 · D.Lgs. 116/2008 (acque di balneazione) · Normativa regionale su piscine e acque termali

Approfondisci nella sezione normative oppure consulta tutte le analisi disponibili.

Domande frequenti

Il lido deve analizzare l'acqua del mare?
No, il monitoraggio ufficiale delle acque di balneazione previsto dal D.Lgs. 116/2008 spetta alle autorità regionali, che pubblicano la classificazione e gli eventuali divieti. Il gestore deve rispettarli e informare i clienti. Un'analisi dell'acqua di balneazione può avere senso come controllo volontario, ad esempio vicino a uno scarico o dopo forti piogge, ma non sostituisce quella ufficiale.
Le piscine termali seguono l'Accordo del 2003?
L'Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 esclude le piscine inserite in strutture termali e rinvia a provvedimenti regionali per le vasche alimentate con acqua termale o di mare. Per queste vasche bisogna quindi fare riferimento alla disciplina della propria Regione, oltre che alle Linee guida legionellosi 2015, che contengono indicazioni specifiche per gli stabilimenti termali.
Con che frequenza si controlla la Legionella in uno stabilimento stagionale?
La frequenza nasce dalla valutazione del rischio prevista dalle Linee guida 2015 e va scritta nel piano di autocontrollo. Per una struttura stagionale il momento chiave è la riapertura dopo i mesi di fermo, seguita da controlli nel periodo di massima affluenza. Docce calde, idromassaggi e nebulizzatori sono i punti da includere sempre nel campionamento.
Basta il kit per cloro e pH?
Il kit di campo serve per i controlli quotidiani di cloro libero, cloro combinato e pH, da annotare nel registro. Non misura però i parametri microbiologici dell'Accordo 2003, come Escherichia coli, enterococchi, Staphylococcus aureus e Pseudomonas aeruginosa, né la Legionella. Per questi serve un campione prelevato correttamente e analizzato in laboratorio.

Prepara l'apertura della stagione con le analisi su vasche, docce e reti idriche.

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