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Come si misura il radon e cosa significa 300 Bq/m³

Cosa misura un becquerel per metro cubo

Il radon è un gas radioattivo naturale che si forma nel suolo dal decadimento dell'uranio e risale negli edifici attraverso crepe, giunti, passaggi di impianti e vespai. Non ha odore, colore né sapore: l'unico modo per conoscerne la concentrazione è misurarla.

Il becquerel (Bq) indica un decadimento radioattivo al secondo. Una concentrazione di 300 Bq/m³ significa che in ogni metro cubo d'aria avvengono in media 300 decadimenti di radon al secondo. Sono i prodotti di decadimento, particelle solide che si fissano al pulviscolo e vengono inalate, a irradiare i tessuti del polmone. Il radon è classificato come cancerogeno certo per l'uomo ed è la principale causa di tumore polmonare dopo il fumo di tabacco, con un effetto che si somma a quello del fumo.

Il rischio cresce con la concentrazione e con il tempo di esposizione: per questo la grandezza che conta non è il valore in un istante, ma la media sul lungo periodo negli ambienti in cui si passa più tempo.

Perché la misura dura un anno

La concentrazione di radon in un locale cambia continuamente. Di notte, con porte e finestre chiuse, tende a salire; di giorno, con la ventilazione, scende. In inverno la differenza di temperatura tra interno ed esterno crea un effetto camino che richiama aria dal suolo, e i valori sono spesso più alti che in estate. Pioggia, pressione atmosferica e uso del riscaldamento aggiungono altra variabilità.

Una misura di pochi giorni può quindi sovrastimare o sottostimare di molto la media reale. Il D.Lgs. 101/2020 chiede, per i luoghi di lavoro, una misura che copra un intero anno solare, anche suddivisa in più periodi consecutivi, ed esprime i livelli di riferimento come concentrazione media annua.

Esempio di calcolo su due semestri

Esempio: un ufficio al piano terra misurato con due rilevatori consecutivi. Il semestre autunno-inverno dà 380 Bq/m³, quello primavera-estate 180 Bq/m³. La media annua, con periodi di uguale durata, è 280 Bq/m³: sotto il livello di riferimento, anche se il solo dato invernale lo superava. Se fosse stato misurato solo l'inverno, l'ufficio sarebbe sembrato fuori norma; con il solo dato estivo, il problema sarebbe apparso trascurabile.

Gli strumenti: passivi e in continuo

Esistono due famiglie di strumenti, con scopi diversi.

CaratteristicaRilevatori passivi a integrazioneMonitor in continuo
Come funzionanoUn materiale sensibile registra le tracce delle particelle alfa per tutto il periodoUno strumento elettronico misura e registra la concentrazione a intervalli brevi
Durata tipicaMesi, fino a un annoGiorni o settimane
AlimentazioneNessunaElettrica o a batteria
RisultatoMedia sul periodo, analizzata in laboratorioAndamento orario e giornaliero
Uso principaleVerifica del livello di riferimento e adempimenti di leggeDiagnosi delle cause, verifica rapida dopo un intervento

I rilevatori passivi più diffusi sono a tracce nucleari: piccoli contenitori in plastica che si lasciano nel locale e poi si rimandano al laboratorio, dove le tracce vengono sviluppate e contate. Le norme tecniche della serie UNI ISO 11665 descrivono i diversi metodi di misura del radon in aria; la scheda sulle norme tecniche per la misura del radon le riassume.

Il monitor in continuo non sostituisce la misura annuale, ma è utile per capire quando e perché i valori salgono, come descritto nella pagina sulla misura del radon in continuo.

Dove e come posizionare i rilevatori

Un rilevatore messo nel posto sbagliato misura bene qualcosa di irrilevante. Le indicazioni pratiche sono poche ma decisive.

  1. Scegli i locali occupati: camere da letto e soggiorno in casa, uffici e postazioni fisse al lavoro. Cantine e garage non abitati non rappresentano l'esposizione delle persone.
  2. Privilegia i piani a contatto con il suolo: interrati, seminterrati e piano terra sono quelli dove il radon si accumula di più.
  3. Un rilevatore per ogni locale distinto da misurare, non uno per l'intero edificio.
  4. Posizionalo lontano da finestre, porte, bocchette di aerazione e fonti di calore, non a contatto con le pareti e dove non venga spostato o coperto.
  5. Annota data di inizio, locale e posizione esatta, e rispetta la data di fine indicata.
  6. Durante la misura vivi i locali normalmente: arieggiare di più o di meno del solito altera il risultato.

Per i luoghi di lavoro le regole su quali locali misurare e quali escludere, come quelli a bassa occupazione, sono spiegate nella guida sul radon nei luoghi di lavoro.

Cosa significa 300 Bq/m³, e cosa non significa

Il D.Lgs. 101/2020 fissa 300 Bq/m³ come livello di riferimento per la concentrazione media annua nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni esistenti, e 200 Bq/m³ per le abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024. Un livello di riferimento non è un limite di sicurezza: è il valore sopra il quale è considerato inappropriato lasciare l'esposizione senza interventi.

Il rischio non si azzera sotto 300 Bq/m³. L'Organizzazione mondiale della sanità, nel suo manuale sul radon indoor, raccomanda un livello di riferimento di 100 Bq/m³ e, dove non sia praticabile, comunque non superiore a 300 Bq/m³. Ridurre il radon conviene quindi anche quando la media è sotto il livello di legge ma vicina, soprattutto in camere da letto e ambienti frequentati da bambini o fumatori.

Media annua misurataLettura pratica
Sotto 100 Bq/m³Valore basso, nessuna azione specifica
100 - 200 Bq/m³Sotto i livelli di legge; semplici accorgimenti di ventilazione possono ridurlo
200 - 300 Bq/m³Sopra il livello per le case nuove; per edifici esistenti valutare interventi semplici
Oltre 300 Bq/m³Oltre il livello di riferimento: per i luoghi di lavoro scattano misure correttive obbligatorie

Come leggere il risultato

Il rapporto di misura deve permettere di capire a cosa si riferisce il numero. Le informazioni da controllare sono: locale e posizione del rilevatore, date di inizio e fine esposizione, concentrazione media nel periodo, eventuale media annua calcolata da più periodi e incertezza di misura.

L'incertezza è particolarmente importante quando il risultato è vicino al livello di riferimento. Un valore di 290 Bq/m³ con un'incertezza di qualche decina di Bq/m³ non garantisce di essere sotto 300: in questi casi è prudente valutare comunque interventi semplici o ripetere la misura. Come si legge l'incertezza su un referto è spiegato nella guida su incertezza di misura nel Rapporto di Prova.

Se la misura è durata meno di un anno, il valore va trattato come indicativo: una misura breve in estate tende a sottostimare la media, una in pieno inverno a sovrastimarla.

Casa o lavoro: quale misura scegliere

Per un'abitazione la misura non è obbligatoria, ma è l'unico modo per sapere se il radon è un problema, soprattutto ai piani bassi e nelle zone con suoli più ricchi di uranio. La soluzione più semplice è un rilevatore passivo da esporre per un anno, come la misura del radon con kit postale. Rischi, case più esposte e interventi possibili sono descritti nella guida sul radon in casa.

Per i luoghi di lavoro soggetti all'obbligo, la misura deve essere eseguita da servizi di dosimetria riconosciuti e documentata con una relazione tecnica. In entrambi i casi le misure ordinate tramite la piattaforma sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025: le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

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Domande frequenti

I 300 Bq/m³ sono un valore istantaneo?
No. Si riferiscono alla concentrazione media annua. Un picco notturno o invernale sopra 300 Bq/m³ non equivale a un superamento del livello di riferimento, che si valuta sulla media dell'intero anno. Per lo stesso motivo una misura di pochi giorni non basta per dire se un ambiente è in regola: può dare un'indicazione, ma non sostituisce la misura annuale.
Posso misurare il radon da solo?
In casa sì: i rilevatori passivi si posizionano in autonomia seguendo le istruzioni e si rimandano al laboratorio, che determina la concentrazione e la riporta nel rapporto di misura. I misuratori elettronici economici danno indicazioni utili sull'andamento, ma non sostituiscono una misura di laboratorio. Per i luoghi di lavoro soggetti all'obbligo serve un servizio di dosimetria riconosciuto.
Si può misurare il radon in meno di un anno?
Si può fare una misura più breve, per esempio di qualche mese o con un monitor in continuo, ma il risultato è indicativo, perché la concentrazione varia molto con le stagioni. Per i luoghi di lavoro il D.Lgs. 101/2020 richiede una misura sull'intero anno solare. Dopo un intervento di risanamento, una misura breve aiuta a capire se ha funzionato, prima della verifica annuale.
Se la media è 250 Bq/m³ in casa devo fare qualcosa?
Per un'abitazione esistente 250 Bq/m³ è sotto il livello di riferimento di 300, ma sopra il valore di 100 Bq/m³ raccomandato dall'OMS. Non ci sono obblighi, però accorgimenti semplici come una migliore ventilazione o la sigillatura dei passaggi dal suolo possono ridurre l'esposizione. Ha senso soprattutto se il valore riguarda camere da letto o locali molto vissuti.

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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)

Ultimo aggiornamento: 2026-10-16 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org