Misura del radon in continuo (strumentale)
La misura in continuo registra la concentrazione di radon ora per ora con uno strumento attivo installato da un tecnico per alcuni giorni. Serve a datori di lavoro, progettisti e proprietari che hanno bisogno di risposte rapide: capire da dove entra il radon, come varia tra giorno e notte, se la ventilazione funziona e se un intervento di bonifica ha ridotto i valori. Non sostituisce la misura annuale prevista dal D.Lgs. 101/2020, ma la integra con informazioni diagnostiche che i dosimetri passivi non forniscono.
Quando scegliere la misura in continuo
È lo strumento giusto quando la domanda non è «qual è la media annua» ma «perché e quando il radon è alto». I casi tipici sono lo screening rapido di un edificio prima di pianificare la campagna annuale, la ricerca dei locali e dei punti di ingresso più critici, la verifica dell’effetto di ventilazione, orari di occupazione e impianti, e il controllo prima e dopo un intervento di rimedio. È utile anche in un luogo di lavoro in cui la misura annuale ha mostrato un superamento e occorre progettare le azioni correttive.
Come funziona lo strumento
Il monitor aspira o lascia diffondere l’aria in una camera di misura e conta i decadimenti del radon e dei suoi prodotti, registrando la concentrazione a intervalli regolari, di solito orari. Molti strumenti registrano anche temperatura, umidità e pressione, utili per interpretare le variazioni. I metodi di misura in continuo sono descritti dalla UNI ISO 11665-5. La durata tipica è di alcuni giorni, scelta in base allo scopo dell’indagine.
Cosa mostra l’andamento nel tempo
Il radon segue cicli ben riconoscibili: di solito sale di notte e nelle prime ore del mattino, quando porte e finestre sono chiuse e la differenza di temperatura tra interno ed esterno richiama aria dal suolo, e scende durante l’orario di lavoro con l’apertura dei locali o l’accensione della ventilazione. Picchi durante i fine settimana o in corrispondenza dello spegnimento degli impianti aiutano a capire quali misure gestionali o impiantistiche possono essere efficaci.
Limiti e corretta interpretazione
Il report riporta i valori misurati in Bq/m³, la media sul periodo, i minimi e i massimi e il grafico dell’andamento. Un valore medio di pochi giorni non è confrontabile direttamente con il livello di riferimento di 300 Bq/m³, che si riferisce alla media annua: le condizioni meteorologiche e la stagione possono spostarlo in modo significativo. Usalo per decidere dove posizionare i dosimetri annuali e quali interventi progettare, e confermane l’efficacia con una misura di lungo periodo. Le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Domande frequenti
- La misura in continuo sostituisce quella annuale?
- No. È uno strumento diagnostico rapido; per il confronto con il livello di riferimento di 300 Bq/m³ del D.Lgs. 101/2020 serve la concentrazione media annua.
- Quanto dura la registrazione?
- In genere alcuni giorni, in modo da comprendere più cicli giorno-notte e, se utile, un fine settimana. La durata si concorda in base all’obiettivo dell’indagine.
- È utile dopo un intervento di bonifica?
- Sì: confrontare l’andamento prima e dopo l’intervento mostra subito se le concentrazioni si sono ridotte. La conferma definitiva arriva dalla successiva misura di lungo periodo.