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Misura del radon in continuo (strumentale)

La misura in continuo registra la concentrazione di radon ora per ora con uno strumento attivo installato da un tecnico per alcuni giorni. Serve a datori di lavoro, progettisti e proprietari che hanno bisogno di risposte rapide: capire da dove entra il radon, come varia tra giorno e notte, se la ventilazione funziona e se un intervento di bonifica ha ridotto i valori. Non sostituisce la misura annuale prevista dal D.Lgs. 101/2020, ma la integra con informazioni diagnostiche che i dosimetri passivi non forniscono.

Tempi di risposta
7 giorni lavorativi
Modalità di campionamento
On-site
Riferimenti normativi
D.Lgs 101/2020

Quando scegliere la misura in continuo

È lo strumento giusto quando la domanda non è «qual è la media annua» ma «perché e quando il radon è alto». I casi tipici sono lo screening rapido di un edificio prima di pianificare la campagna annuale, la ricerca dei locali e dei punti di ingresso più critici, la verifica dell’effetto di ventilazione, orari di occupazione e impianti, e il controllo prima e dopo un intervento di rimedio. È utile anche in un luogo di lavoro in cui la misura annuale ha mostrato un superamento e occorre progettare le azioni correttive.

Come funziona lo strumento

Il monitor aspira o lascia diffondere l’aria in una camera di misura e conta i decadimenti del radon e dei suoi prodotti, registrando la concentrazione a intervalli regolari, di solito orari. Molti strumenti registrano anche temperatura, umidità e pressione, utili per interpretare le variazioni. I metodi di misura in continuo sono descritti dalla UNI ISO 11665-5. La durata tipica è di alcuni giorni, scelta in base allo scopo dell’indagine.

Cosa mostra l’andamento nel tempo

Il radon segue cicli ben riconoscibili: di solito sale di notte e nelle prime ore del mattino, quando porte e finestre sono chiuse e la differenza di temperatura tra interno ed esterno richiama aria dal suolo, e scende durante l’orario di lavoro con l’apertura dei locali o l’accensione della ventilazione. Picchi durante i fine settimana o in corrispondenza dello spegnimento degli impianti aiutano a capire quali misure gestionali o impiantistiche possono essere efficaci.

Limiti e corretta interpretazione

Il report riporta i valori misurati in Bq/m³, la media sul periodo, i minimi e i massimi e il grafico dell’andamento. Un valore medio di pochi giorni non è confrontabile direttamente con il livello di riferimento di 300 Bq/m³, che si riferisce alla media annua: le condizioni meteorologiche e la stagione possono spostarlo in modo significativo. Usalo per decidere dove posizionare i dosimetri annuali e quali interventi progettare, e confermane l’efficacia con una misura di lungo periodo. Le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Domande frequenti

La misura in continuo sostituisce quella annuale?
No. È uno strumento diagnostico rapido; per il confronto con il livello di riferimento di 300 Bq/m³ del D.Lgs. 101/2020 serve la concentrazione media annua.
Quanto dura la registrazione?
In genere alcuni giorni, in modo da comprendere più cicli giorno-notte e, se utile, un fine settimana. La durata si concorda in base all’obiettivo dell’indagine.
È utile dopo un intervento di bonifica?
Sì: confrontare l’andamento prima e dopo l’intervento mostra subito se le concentrazioni si sono ridotte. La conferma definitiva arriva dalla successiva misura di lungo periodo.

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