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Radon: luoghi di lavoro e scuole

Il datore di lavoro deve misurare il radon nei locali sotterranei e, nelle aree prioritarie individuate dalle Regioni, anche nei locali semisotterranei e al piano terra. Vale per aziende e scuole, perché un istituto scolastico è anche un luogo di lavoro. Il riferimento è la media annua di 300 Bq/m³ fissata dal D.Lgs. 101/2020.

Il radon è un gas radioattivo naturale che sale dal suolo e si accumula negli ambienti chiusi, soprattutto nei piani più bassi. Il D.Lgs. 101/2020 ha sostituito la vecchia disciplina del D.Lgs. 230/1995 e ha reso la misura un obbligo legato al tipo di locale e alla sua posizione, non al settore di attività: un magazzino interrato, un archivio comunale o la palestra seminterrata di una scuola sono trattati allo stesso modo.

Questa pagina è pensata per chi deve decidere cosa misurare: datori di lavoro, RSPP, dirigenti scolastici ed enti proprietari degli edifici. Per le abitazioni private il quadro è diverso e lo trovi nella guida dedicata al radon in casa.

Quali locali vanno misurati

L’articolo 16 del decreto individua i luoghi di lavoro soggetti alla misura. In sintesi, secondo la scheda dell’ISIN, l’ispettorato per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, rientrano:

  • i luoghi di lavoro sotterranei, ovunque si trovino in Italia;
  • i luoghi di lavoro semisotterranei o situati al piano terra, se l’edificio ricade in un’area prioritaria individuata dalla Regione;
  • le specifiche tipologie di luoghi di lavoro indicate nel Piano nazionale d’azione per il radon;
  • gli stabilimenti termali.

Il Piano nazionale d’azione per il radon 2023-2032 è stato pubblicato nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale del 21 febbraio 2024. Nella prassi applicativa illustrata dalle ATS si considera sotterraneo il locale con almeno tre pareti sotto il piano di campagna e si escludono i locali occupati meno di 100 ore l’anno, come ripostigli, servizi igienici e locali tecnici. Prima di escludere un locale conviene annotare la motivazione nella valutazione dei rischi.

Le aree prioritarie sono pubblicate da ciascuna Regione e cambiano da comune a comune: verificare l’elenco regionale è il primo passo, perché decide se il piano terra entra o no nel perimetro.

Scuole: cosa cambia rispetto a un’azienda

Il decreto non prevede un regime separato per le scuole: l’obbligo nasce perché insegnanti e personale ATA sono lavoratori e l’edificio scolastico è il loro luogo di lavoro. Valgono quindi gli stessi criteri di posizione dei locali. Alcune Regioni hanno inoltre norme regionali sul radon negli edifici aperti al pubblico: è un punto da verificare sul sito della propria Regione o dell’ARPA.

Nelle scuole la ripartizione dei compiti è il nodo pratico. Il dirigente scolastico, in qualità di datore di lavoro, organizza la misura; l’ente proprietario, di norma il Comune o la Provincia, è chi esegue gli eventuali interventi edilizi di risanamento. Concordare in anticipo chi acquista i dosimetri, chi accede ai locali e chi riceve il Rapporto di Prova evita misure ripetute e ritardi. Per l’igiene dell’acqua e degli ambienti scolastici rimandiamo alla pagina scuole e asili.

Come si esegue la misura e quanto dura

Il parametro da confrontare con il livello di riferimento è la concentrazione media annua, quindi la misura copre un anno intero. Si usano rivelatori passivi a tracce nucleari, di solito sostituiti a metà periodo per leggere separatamente la stagione calda e quella fredda. Il decreto richiede che l’esercente si avvalga di servizi di dosimetria riconosciuti; i dettagli tecnici sono riassunti nella pagina sulle norme tecniche di misura del radon.

  1. Elenco dei locali: piante dell’edificio, piano di ciascun locale, ore di occupazione.
  2. Scelta dei punti: almeno un rivelatore per locale omogeneo, lontano da finestre, porte e fonti di calore, all’altezza delle vie respiratorie delle persone che occupano il locale.
  3. Posa e registrazione: codice del rivelatore, data di inizio, foto della posizione.
  4. Sostituzione semestrale e spedizione al laboratorio nei tempi indicati.
  5. Rapporto di Prova con la media annua per ogni punto e la relazione tecnica da allegare al documento di valutazione dei rischi.

Quando serve una risposta rapida, per esempio dopo un intervento di risanamento, una misura del radon in continuo aiuta a capire come varia la concentrazione nell’arco della giornata, ma non sostituisce la media annua. Approfondisci il metodo nella guida su come si misura il radon e cosa significa 300 Bq/m³.

Scadenze e cosa fare in base al risultato

Le cadenze sono fissate dall’articolo 17 del decreto, come riassunto anche dalle ATS lombarde nelle loro schede operative. La tabella riassume il percorso.

Esito della media annuaCosa fa il datore di lavoroQuando si ripete la misura
Prima misuraVa completata entro 24 mesi dall’inizio dell’attività—
Sotto 300 Bq/m³Aggiorna la valutazione dei rischiOgni 8 anni e dopo lavori che modificano l’attacco a terra o la ventilazione
Sopra 300 Bq/m³Coinvolge un esperto in interventi di risanamento radon e adotta le misure correttive entro 24 mesiNuova misura annuale dopo l’intervento
Ancora sopra 300 Bq/m³ dopo il risanamentoFa valutare la dose ai lavoratori dall’esperto di radioprotezione; oltre 6 mSv/anno si applicano gli obblighi del Titolo XIOgni 4 anni

Nel frattempo si possono adottare misure provvisorie, come ridurre la permanenza nel locale o aumentare il ricambio d’aria. Esempio: un istituto comprensivo con aula di musica e archivio seminterrati, in area prioritaria, misura entrambi i locali; se l’archivio supera il riferimento e l’aula no, il risanamento si concentra sull’archivio e la permanenza del personale viene ridotta fino alla nuova misura. Il testo normativo commentato è nella nostra scheda sul D.Lgs. 101/2020.

Errori frequenti che invalidano o allungano la misura

La maggior parte delle misure da ripetere nasce da problemi di organizzazione, non dal laboratorio.

  • Rivelatori posati vicino a finestre aperte, bocchette di ventilazione o termosifoni, che falsano la lettura del locale.
  • Dosimetri spostati o rimossi durante pulizie o traslochi, senza annotazione.
  • Semestri non consecutivi o rivelatori dimenticati per mesi prima della spedizione.
  • Locali omogenei raggruppati con un solo punto anche se separati da porte tagliafuoco o su livelli diversi.
  • Kit pensati per le abitazioni usati in un luogo di lavoro senza la relazione tecnica richiesta.

Per i locali di lavoro conviene ordinare direttamente la misura del radon nei luoghi di lavoro o la misura del radon nelle scuole, che prevedono il numero di punti adatto all’edificio. Le misure sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore, e si concludono con un Rapporto di Prova emesso secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025.

Rischi e obblighi principali

  • Concentrazione media annua sopra 300 Bq/m³ in locali interrati o seminterrati
  • Piano terra in area prioritaria escluso per errore dalla valutazione
  • Misura annuale invalidata da rivelatori spostati o persi
  • Risanamento non completato entro 24 mesi dal superamento
  • Compiti non chiariti tra dirigente scolastico ed ente proprietario

Analisi consigliate

Riferimenti normativi

D.Lgs. 101/2020 · D.Lgs. 203/2022 (correttivo) · Piano nazionale d’azione per il radon 2023-2032 · D.Lgs. 81/2008

Approfondisci nella sezione normative oppure consulta tutte le analisi disponibili.

Domande frequenti

Un ufficio al piano terra deve misurare il radon?
Solo se l’edificio si trova in un’area prioritaria individuata dalla Regione, oppure se l’attività rientra nelle tipologie indicate dal Piano nazionale d’azione per il radon. I locali sotterranei vanno invece misurati in qualsiasi Comune. Per sapere se il proprio Comune è in area prioritaria bisogna consultare l’elenco pubblicato dalla Regione o dall’ARPA competente, che può essere aggiornato nel tempo.
Le scuole hanno un obbligo diverso dalle aziende?
Il D.Lgs. 101/2020 tratta la scuola come luogo di lavoro, quindi si applicano gli stessi criteri: locali sotterranei sempre, semisotterranei e piano terra nelle aree prioritarie. Alcune Regioni possono prevedere norme proprie per gli edifici aperti al pubblico. In pratica il dirigente scolastico organizza la misura e l’ente proprietario dell’edificio interviene sulle strutture se serve un risanamento.
Quanto dura la misura e quando arriva il risultato?
La misura dura un anno, di solito in due periodi semestrali consecutivi, perché il valore da confrontare con i 300 Bq/m³ è la media annua. Dopo la restituzione dei rivelatori il laboratorio partner li legge ed emette il Rapporto di Prova con la concentrazione di ciascun punto. Una misura in continuo di pochi giorni serve per diagnosi o verifiche dopo un intervento, non sostituisce quella annuale.
Cosa succede se un locale supera 300 Bq/m³?
Il datore di lavoro aggiorna la valutazione dei rischi, coinvolge un esperto in interventi di risanamento radon e realizza le misure correttive entro 24 mesi, poi ripete la misura annuale. Se il valore resta sopra il riferimento, l’esperto di radioprotezione valuta la dose ai lavoratori e la misura va ripetuta ogni 4 anni. Nel frattempo si può ridurre la permanenza nel locale.

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