Laboratorio accreditato ISO/IEC 17025laboratorioaccreditato.orgAnalisi da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025

Radon: il D.Lgs 101/2020

Il D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101 recepisce la Direttiva 2013/59/Euratom e disciplina, tra l’altro, l’esposizione al radon nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni. Fissa un livello di riferimento di 300 Bq/m³ come media annua, individua quali luoghi di lavoro devono essere misurati e cosa fare se il livello è superato. Ti riguarda se hai attività in locali interrati o seminterrati, o al piano terra in un’area prioritaria individuata dalla tua Regione.

I livelli di riferimento

L’art. 12 fissa per i luoghi di lavoro un livello di riferimento di 300 Bq/m³ in termini di concentrazione media annua di attività di radon in aria. Per le abitazioni il livello è 300 Bq/m³ per quelle esistenti e 200 Bq/m³ per quelle costruite dopo il 31 dicembre 2024. Il livello di riferimento non è un limite di sicurezza: è la soglia oltre la quale l’esposizione è considerata inappropriata e vanno adottate misure di riduzione. Per l’esposizione dei lavoratori è previsto anche un riferimento in termini di dose efficace, pari a 6 mSv all’anno.

Quali luoghi di lavoro devono misurare

L’art. 16 impone la misurazione della concentrazione media annua di radon: nei luoghi di lavoro in locali sotterranei, interrati e seminterrati; nei luoghi di lavoro a piano terra situati nelle aree prioritarie individuate dalle Regioni; in specifiche tipologie di luoghi di lavoro indicate dal decreto, come gli stabilimenti termali. Il Piano nazionale d’azione per il radon e le Regioni possono individuare ulteriori situazioni. La misura va avviata entro i termini previsti dal decreto, che decorrono dall’inizio dell’attività o dalla pubblicazione dell’elenco delle aree prioritarie.

Come si esegue la misura

La misura deve rappresentare la media annua: di norma si espongono dosimetri passivi per un anno solare, suddiviso in due periodi semestrali consecutivi, e si calcola la media. I dosimetri vanno posizionati nei locali occupati secondo i criteri tecnici previsti, e la misura deve essere affidata a servizi di dosimetria con i requisiti stabiliti dal decreto. Il risultato è documentato in una relazione tecnica, che il datore di lavoro conserva e allega al DVR.

Se la media annua è sotto i 300 Bq/m³

Il datore di lavoro conserva la documentazione e ripete la misurazione con la periodicità prevista, di regola ogni otto anni, oppure prima se intervengono lavori strutturali sull’edificio o modifiche che possono influire sull’ingresso del radon (per esempio interventi su pavimenti, impianti di ventilazione, isolamento). Anche sotto il livello di riferimento, valori vicini alla soglia suggeriscono semplici misure di buona pratica, come migliorare la ventilazione dei locali interrati.

Se la media annua supera i 300 Bq/m³

Il datore di lavoro deve adottare misure correttive per ridurre la concentrazione al livello più basso ragionevolmente ottenibile, avvalendosi di un esperto in interventi di risanamento radon, entro i termini previsti dal decreto, e verificarne l’efficacia con una nuova misura. Le soluzioni più comuni sono la depressurizzazione del suolo, il miglioramento della ventilazione e la sigillatura delle vie di ingresso. Se dopo gli interventi il livello resta superato, l’esperto di radioprotezione valuta le dosi ai lavoratori e, oltre i 6 mSv/anno, si applicano le misure previste per le esposizioni pianificate. Dopo il risanamento la misura va ripetuta con periodicità più ravvicinata, di regola ogni quattro anni.

Abitazioni, scuole ed edifici pubblici

Per le abitazioni private il decreto non impone una misura obbligatoria generalizzata, ma fissa i livelli di riferimento e prevede informazione e incentivi attraverso il Piano nazionale. Le scuole e gli edifici pubblici in locali interrati o al piano terra delle aree prioritarie rientrano negli obblighi in quanto luoghi di lavoro. Le nuove costruzioni dopo il 2024 devono essere progettate per rispettare il livello di 200 Bq/m³.

Questa pagina e la pagina sulle norme tecniche di misura

Qui trovi gli obblighi di legge. La pagina sulle norme tecniche spiega i tipi di dosimetro, la serie ISO 11665, il posizionamento e l’incertezza della misura. Le misure offerte sono eseguite tramite laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Analisi correlate

Settori interessati

Approfondimenti normativi

Guide correlate

Fonti

Domande frequenti

Qual è il livello di riferimento per il radon nei luoghi di lavoro?
300 Bq/m³ come concentrazione media annua, fissato dall’art. 12 del D.Lgs. 101/2020. Oltre questo valore servono misure di risanamento e una nuova verifica.
Un negozio al piano terra deve misurare il radon?
Sì, se si trova in un’area prioritaria individuata dalla Regione. Se ha locali interrati o seminterrati con lavoratori, la misura è dovuta per quei locali indipendentemente dall’area.
Ogni quanto va ripetuta la misura?
Se il risultato è sotto il livello di riferimento, di regola ogni otto anni o dopo lavori che possono modificare l’ingresso del radon; dopo interventi di risanamento la periodicità si riduce, di regola a quattro anni.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14