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Titolo dei principi attivi negli integratori

La titolazione dei principi attivi misura quanto di una sostanza dichiarata in etichetta è davvero presente in una dose di integratore: marker degli estratti vegetali, caffeina, coenzima Q10, monacoline e altre sostanze a effetto fisiologico. Serve a produttori e brand per verificare lotti, materie prime e stabilità. Ricevi un Rapporto di Prova con il contenuto determinato, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Tempi di risposta
10 giorni lavorativi
Modalità di campionamento
Laboratorio
Riferimenti normativi
D.Lgs. 169/2004, Dir. 2002/46/CE, Reg. (UE) 1169/2011, Reg. (UE) 2022/860

Quando serve: l'etichetta è una dichiarazione da sostenere

Il D.Lgs. 169/2004 impone di indicare in etichetta la quantità delle sostanze con effetto nutritivo o fisiologico contenute nella dose giornaliera raccomandata. L'operatore che notifica l'etichetta al Ministero della Salute risponde di quel numero: la titolazione è il modo per dimostrarlo con un dato analitico.

I momenti tipici sono quattro: il primo lotto di una nuova formula, il cambio di fornitore di un estratto, il controllo a campione dei lotti in commercio e la verifica a fine shelf life. Per le vitamine e i minerali, che hanno regole e tolleranze proprie, la scheda giusta è l'analisi delle vitamine e dei minerali.

Cosa si misura: dal claim in etichetta all'analita

Negli estratti vegetali il punto delicato è distinguere la quantità di estratto dalla quantità di principio attivo. "500 mg di estratto titolato al 95%" significa che il marker dovrebbe essere circa 475 mg per dose: è questo valore che il laboratorio misura, non il peso dell'estratto.

Dichiarazione in etichetta (esempi)Analita da determinareCosa verificare
Estratto di curcuma titolato in curcuminoidiCurcuminoidi totali per doseCorrispondenza al titolo dichiarato
Riso rosso fermentato con monacolineMonacoline per porzione giornalieraAnche il rispetto del limite di legge
Caffeina da estratto di guaranà o tè verdeCaffeina per doseCoerenza con le avvertenze in etichetta
Coenzima Q10Coenzima Q10 per doseStabilità lungo la shelf life

Per le monacoline da riso rosso fermentato il Reg. (UE) 2022/860 ammette solo porzioni giornaliere con meno di 3 mg: un titolo più alto del dichiarato non è solo un problema di etichetta, ma di conformità del prodotto. La guida alla titolazione dei principi attivi approfondisce i metodi.

Come impostare l'analisi e inviare i campioni

Il profilo si costruisce sulla formula, perché ogni analita richiede un metodo specifico, spesso cromatografico, e una preparazione adatta alla matrice.

  1. Indica le sostanze da determinare, il valore dichiarato per dose e la dose giornaliera.
  2. Allega la scheda tecnica dell'estratto con il marker di titolazione indicato dal fornitore.
  3. Invia confezioni integre dello stesso lotto, in quantità sufficiente per la prova e un'eventuale ripetizione.
  4. Specifica la forma: compresse, capsule, polveri, liquidi o gommose.

L'errore più frequente è chiedere "il titolo dell'estratto" senza indicare il marker: lo stesso estratto può essere titolato su sostanze diverse a seconda del fornitore, e il risultato non sarebbe confrontabile con la scheda tecnica.

Leggere il Rapporto di Prova e gestire uno scostamento

Il Rapporto di Prova riporta il contenuto determinato per unità o per dose, con l'incertezza di misura. Il confronto si fa con il valore dichiarato, tenendo conto dell'incertezza. Per le sostanze diverse da vitamine e minerali non esiste una tabella di tolleranze europea equivalente a quella per i nutrienti: il margine accettabile va fissato nel capitolato di prodotto e motivato.

Uno scostamento in difetto sul primo lotto indica di solito un problema della materia prima o di omogeneità della miscela; uno scostamento che compare solo a fine shelf life indica instabilità del principio attivo. Nel primo caso si coinvolge il fornitore, nel secondo si valutano sovradosaggio di formulazione, confezionamento o durata dichiarata.

Esempio: lancio di una linea di tre integratori

Esempio: un brand lancia tre prodotti a base di estratti vegetali e vuole verificare il primo lotto di ciascuno. La spesa è di 3 × 149 € = 447 €, con esiti in circa 10 giorni. Ripetere la prova su un prodotto a fine shelf life aggiunge 149 € e documenta la stabilità del titolo.

Per completare il dossier di prodotto con microbiologia e contaminanti si affiancano l'analisi microbiologica e la ricerca dei metalli pesanti negli integratori. La pagina dedicata ai produttori di integratori riassume i controlli più richiesti.

Disponibile anche nei pacchetti

Questa analisi è inclusa in pacchetti dedicati, spesso più convenienti per un’esigenza completa:

Domande frequenti

Che differenza c'è con l'analisi di vitamine e minerali?
Questa analisi riguarda le sostanze diverse dai nutrienti: marker degli estratti vegetali, caffeina, coenzima Q10, monacoline e simili, dove serve individuare il marker giusto e il metodo adatto. Vitamine e minerali hanno invece valori nutritivi di riferimento e tolleranze definite dalle linee guida europee, e per loro è più indicata la scheda dedicata alla composizione vitaminica e minerale.
La titolazione serve per la notifica al Ministero della Salute?
La notifica riguarda l'etichetta e non richiede di allegare analisi. L'operatore però risponde delle quantità dichiarate e in caso di controllo deve poterle dimostrare. Per questo è prassi titolare il primo lotto e i lotti successivi a campione, conservando i Rapporti di Prova nel fascicolo di prodotto insieme alle schede tecniche delle materie prime.
Se il titolo risulta più alto del dichiarato è un problema?
Dipende dalla sostanza. Per molti estratti un eccesso modesto può derivare dal sovradosaggio di formulazione usato per compensare la perdita nel tempo. Per sostanze con limiti di legge o avvertenze, come le monacoline da riso rosso fermentato, un titolo più alto può rendere il prodotto non conforme. Il confronto va sempre fatto con il capitolato e con i limiti applicabili.

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