Metalli pesanti negli integratori: i limiti
I tenori massimi in vigore per gli integratori
Il quadro di riferimento è il Regolamento (UE) 2023/915 sui tenori massimi di alcuni contaminanti negli alimenti, che dal 25 maggio 2023 ha sostituito il Reg. (CE) 1881/2006. Le voci dedicate agli integratori alimentari sono state introdotte nel 2008 dal Reg. (CE) 629/2008, che le motivava con un dato preciso: questi prodotti possono contribuire in modo significativo all'esposizione a piombo, cadmio e mercurio. Il nuovo regolamento ha mantenuto gli stessi valori.
| Metallo | Categoria di integratore | Tenore massimo |
|---|---|---|
| Piombo (Pb) | Tutti gli integratori alimentari | 3,0 mg/kg |
| Cadmio (Cd) | Integratori in generale | 1,0 mg/kg |
| Cadmio (Cd) | Integratori costituiti esclusivamente o prevalentemente da alghe essiccate o prodotti derivati | 3,0 mg/kg |
| Mercurio (Hg) | Tutti gli integratori alimentari | 0,10 mg/kg |
Il valore più alto per il cadmio negli integratori a base di alghe non è una concessione arbitraria: le alghe accumulano naturalmente cadmio dall'acqua marina, e il legislatore ne ha preso atto con una soglia dedicata. Il testo consolidato e aggiornato del regolamento si consulta su EUR-Lex, Reg. (UE) 2023/915.
Cosa significa «riferito al prodotto così come venduto»
Per tutte e quattro le voci il regolamento precisa che il tenore massimo si applica all'integratore così come venduto. È un dettaglio che cambia il modo di leggere il dato: non conta la concentrazione nell'estratto secco usato come materia prima, né quella nella singola dose, ma quella nella capsula, compressa, polvere o liquido nella forma in cui arriva al consumatore.
Le conseguenze pratiche
- Un estratto vegetale con 6 mg/kg di piombo non rende automaticamente non conforme il prodotto finito: se rappresenta il 20% della formula, il suo contributo teorico al prodotto è 1,2 mg/kg, a cui si sommano gli altri ingredienti.
- Al contrario, un integratore liquido o con molti eccipienti può rientrare nel limite pur contenendo un ingrediente molto contaminato: il limite non sostituisce la qualifica dei fornitori.
- Per le capsule si analizza in genere il contenuto insieme all'involucro, cioè il prodotto come venduto; scelte diverse vanno concordate con il laboratorio e dichiarate.
Il calcolo per ingrediente è utile per decidere dove concentrare i controlli, ma la conformità si dimostra solo con l'analisi del prodotto finito.
Esempio: dal tenore alla quantità assunta
Il tenore massimo è una concentrazione, ma per valutare un prodotto è utile tradurlo in quantità ingerita. Esempio: una polvere a base di erbe con dose giornaliera di 5 g e un piombo misurato di 2,4 mg/kg.
- Converti la dose in kg: 5 g = 0,005 kg.
- Moltiplica per il tenore: 2,4 mg/kg × 0,005 kg = 0,012 mg, cioè 12 µg di piombo al giorno.
- Confronta il valore misurato con il tenore massimo: 2,4 mg/kg è sotto 3,0 mg/kg, quindi il lotto rientra nel limite, tenuto conto dell'incertezza di misura riportata.
- Valuta il margine: un risultato all'80% del limite segnala che basta una partita di materia prima un po' più contaminata per superarlo.
Lo stesso calcolo mostra perché i prodotti con dosi elevate (polveri da diversi grammi al giorno, miscele di erbe, prodotti a base di argille o alghe) meritano controlli più frequenti rispetto a compresse da poche centinaia di milligrammi. Il calcolo non è una valutazione tossicologica, che resta di competenza di chi firma la sicurezza del prodotto.
Arsenico, nichel e altri elementi: cosa dice (e non dice) la norma
Il Reg. (UE) 2023/915 fissa tenori di arsenico inorganico per riso, prodotti a base di riso e pochi altri alimenti, ma non prevede una voce specifica per gli integratori. Non per questo l'arsenico va ignorato: negli integratori a base di alghe, riso o estratti di origine marina è un parametro ricorrente nei capitolati dei clienti e nelle valutazioni del rischio dei produttori.
Nella pratica i profili di analisi si costruiscono così:
- Profilo minimo regolamentato: piombo, cadmio, mercurio, confrontati con i tenori massimi.
- Profilo esteso: aggiunge arsenico totale (o inorganico, se il laboratorio dispone del metodo di speciazione) e, su richiesta del committente, nichel, cromo o altri elementi.
- Profilo per alghe e prodotti marini: cadmio con la soglia dedicata, arsenico e mercurio sempre inclusi.
Per i metalli senza un tenore massimo specifico il confronto si fa con specifiche di capitolato o con riferimenti scelti dal produttore, che il Rapporto di Prova non può sostituire. La sicurezza complessiva del prodotto, microbiologia compresa, è trattata nella guida su sicurezza e contaminanti negli integratori.
Come si esegue l'analisi
La determinazione dei metalli negli integratori si esegue di norma per spettrometria di massa a plasma accoppiato induttivamente (ICP-MS), preceduta dalla mineralizzazione acida del campione, spesso in forno a microonde. Il mercurio può richiedere un trattamento dedicato perché è volatile e si perde facilmente durante la preparazione. Le matrici difficili, come le argille, i prodotti ricchi di sali minerali o gli oli in capsula, richiedono metodi validati sulla matrice specifica.
Tre aspetti incidono sull'affidabilità del dato:
- Limite di quantificazione adeguato: deve essere ben al di sotto del tenore massimo, altrimenti un risultato inferiore al LOQ non dimostra nulla.
- Incertezza di misura: il Rapporto di Prova la riporta e va considerata quando il valore è vicino al limite.
- Rappresentatività: per un lotto si preleva un numero di confezioni sufficiente, mescolando il contenuto in modo omogeneo.
Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025; sono prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Per ordinare il profilo specifico c'è il servizio metalli pesanti negli integratori.
Quando programmare i controlli
Non esiste una frequenza fissata per legge: l'operatore del settore alimentare deve garantire che il prodotto immesso sul mercato rispetti i tenori massimi, e decide come dimostrarlo nel proprio piano di autocontrollo. Una pianificazione ragionevole tiene conto di questi momenti:
- Sviluppo e prima produzione: analisi del prodotto finito prima del primo lancio, utile anche a corredo della notifica al Ministero della Salute.
- Cambio di fornitore o di origine di un ingrediente botanico, minerale o marino.
- Verifica periodica dei lotti, con frequenza proporzionata al rischio della formula e allo storico dei risultati.
- Contestazioni di clienti, distributori o piattaforme di vendita online che chiedono un Rapporto di Prova recente.
Chi gestisce più referenze può combinare i metalli con il titolo dei principi attivi e la microbiologia nel pacchetto di controlli per integratori. Il quadro nazionale degli integratori è definito dal D.Lgs. 169/2004.
Come leggere il Rapporto di Prova
Il Rapporto di Prova riporta per ciascun elemento il valore misurato in mg/kg, l'incertezza estesa, il limite di quantificazione e il metodo usato, con l'indicazione delle prove accreditate. Il confronto con il tenore massimo va fatto con la stessa unità e sul prodotto tal quale: se un laboratorio esprime il risultato su sostanza secca, il dato va ricondotto al prodotto come venduto prima del confronto.
Un errore frequente nei fascicoli tecnici è archiviare il risultato di una materia prima come se fosse quello del prodotto finito, o un risultato «conforme» di anni prima per una formula poi modificata. Il Rapporto di Prova documenta il campione analizzato in quella data: il giudizio sul lotto e sul prodotto spetta al produttore, che lo mette in relazione con la formula, i fornitori e le altre verifiche. Per confrontare i livelli consentiti in altre matrici, ad esempio nell'acqua potabile, è disponibile la guida sui metalli pesanti nell'acqua.
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Settori interessati
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Domande frequenti
- Qual è il limite di piombo negli integratori alimentari?
- Il Reg. (UE) 2023/915 fissa per tutti gli integratori alimentari un tenore massimo di piombo di 3,0 mg/kg, riferito al prodotto così come venduto. Il valore non cambia in base alla forma (capsule, compresse, polveri o liquidi), e il confronto va fatto con il risultato del prodotto finito, considerando l'incertezza di misura riportata nel Rapporto di Prova.
- Perché gli integratori a base di alghe hanno un limite di cadmio più alto?
- Perché le alghe accumulano naturalmente cadmio dall'ambiente marino. Per questo il regolamento prevede 3,0 mg/kg per gli integratori costituiti esclusivamente o prevalentemente da alghe essiccate o prodotti derivati, contro 1,0 mg/kg per gli altri integratori. Una formula con poche alghe in una miscela più ampia rientra invece nel limite generale.
- Esiste un limite di arsenico per gli integratori?
- No, il Reg. (UE) 2023/915 non prevede una voce specifica per l'arsenico negli integratori: i tenori di arsenico inorganico riguardano soprattutto riso e prodotti derivati. Molti produttori lo analizzano comunque, in particolare per prodotti a base di alghe o riso, confrontandolo con specifiche interne o richieste dei clienti.
- Basta analizzare le materie prime per dimostrare la conformità?
- Le analisi delle materie prime servono a qualificare i fornitori e a stimare il contributo di ciascun ingrediente, ma il tenore massimo si applica al prodotto così come venduto. Per dimostrare la conformità di un lotto serve quindi l'analisi del prodotto finito, ripetuta quando cambiano formula, fornitori o origine degli ingredienti.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-16 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org