Metalli pesanti nel cosmetico
Misura in mg/kg piombo, mercurio, arsenico, cadmio e nichel presenti come impurezze nel cosmetico finito o nelle sue materie prime. Serve a produttori e persone responsabili, soprattutto per make-up, polveri, argille e prodotti con pigmenti minerali, che devono dimostrare che le tracce sono tecnicamente inevitabili e sicure. Ricevi un Rapporto di Prova con la concentrazione di ciascun elemento e il limite di quantificazione.
Perché si analizzano metalli che sono vietati
Piombo, mercurio, arsenico, cadmio e nichel e i loro composti sono iscritti nell'Allegato II del Reg. (CE) 1223/2009, l'elenco delle sostanze vietate. L'articolo 17 ammette però la loro presenza non intenzionale in tracce tecnicamente inevitabili, purché derivino da impurezze di ingredienti naturali o sintetici, dal processo o dal confezionamento, siano inevitabili con le buone pratiche di fabbricazione e il prodotto resti sicuro.
Nessuno dei due requisiti si dimostra senza un dato analitico. Le fonti principali sono i pigmenti minerali (ossidi di ferro, miche, talco), le argille e le terre, alcuni estratti vegetali e, in misura minore, l'acqua e le attrezzature. Per questo il controllo è tipico per ombretti, ciprie, fondotinta, rossetti, maschere all'argilla e dentifrici.
Cosa indica ciascun elemento e quali valori usare
Il regolamento europeo non fissa limiti numerici per queste tracce: il valore accettabile lo stabilisce il valutatore della sicurezza in base all'esposizione (prodotto da risciacquo o che resta sulla pelle, area di applicazione, quantità usata) e al margine di sicurezza. Alcune autorità nazionali, come quelle tedesche, hanno pubblicato valori orientativi di tracce tecnicamente evitabili, usati spesso come riferimento interno; non sono limiti di legge europei.
| Elemento | Perché preoccupa | Dove si trova più spesso |
|---|---|---|
| Piombo | tossico per accumulo, anche a basse dosi | pigmenti minerali, rossetti, prodotti con argille |
| Mercurio | neurotossico, assorbito anche per via cutanea | impurezze di materie prime; prodotti schiarenti illegali |
| Arsenico | cancerogeno nelle forme inorganiche | argille, terre, talco, pigmenti |
| Cadmio | cancerogeno, si accumula nei reni | pigmenti e materie prime minerali |
| Nichel | principale causa di allergia da contatto | ossidi di ferro, pigmenti, cosmetici per occhi e labbra |
Un'eccezione da conoscere: alcuni composti del mercurio sono ammessi come conservanti nei prodotti per gli occhi alle condizioni dell'Allegato V, quindi il mercurio in un mascara va interpretato alla luce della formula.
Campionamento: prodotto finito o materie prime
La scelta dipende dalla domanda. Il prodotto finito dice quanta esposizione arriva al consumatore; le materie prime dicono da dove viene il problema e permettono di qualificare i fornitori prima della produzione.
- Per palette e linee di colore invia ogni tonalità come campione separato: i metalli dipendono dal pigmento e un campione misto diluisce il dato della tonalità peggiore.
- Invia il prodotto nella confezione di vendita, con lotto e INCI.
- Per i pigmenti indica fornitore e lotto, così da confrontare il risultato con la scheda analitica del fornitore.
- Evita contenitori o spatole metalliche nel prelievo da semilavorati.
L'errore più costoso è analizzare solo la base neutra di una linea di make-up: le tracce arrivano quasi sempre dai coloranti, che restano così senza documentazione.
Leggere il Rapporto di Prova e cosa fare se i valori sono alti
Il Rapporto di Prova riporta per ciascun elemento la concentrazione in mg/kg, il limite di quantificazione e, quando rilevante, l'incertezza di misura; le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Un risultato «< LOQ» indica che l'elemento è sotto la soglia misurabile del metodo: verifica che il LOQ sia abbastanza basso per la valutazione che devi fare.
Se un valore supera quanto atteso, il primo passo è risalire alla materia prima: si confrontano le schede analitiche dei fornitori, si analizza il pigmento sospetto e, se serve, si cambia fornitore o grado di purezza. Il valutatore ricalcola poi l'esposizione: lo stesso contenuto può essere accettabile in uno shampoo e non in un rossetto, che viene in parte ingerito. Se il prodotto in commercio presenta un rischio, la persona responsabile deve adottare le misure correttive previste dall'articolo 5.
Esempio: una palette di ombretti e il claim sul nichel
Esempio: una palette da quattro ombretti con pigmenti di fornitori diversi. Analizzare ogni tonalità costa 4 × 159 € = 636 €, con il Rapporto di Prova in circa 10 giorni; i risultati vanno nella relazione sulla sicurezza insieme alle schede analitiche delle materie prime. Se l'azienda vuole scrivere in etichetta «nichel tested» o indicare un contenuto massimo di nichel, il Reg. (UE) 655/2013 richiede che il claim sia sostenuto da prove adeguate e verificabili, e il dato analitico per ogni tonalità è la base minima.
Chi esporta fuori dall'Unione trova nella guida all'analisi dei cosmetici per l'esportazione extra UE i mercati che fissano limiti numerici propri. Per un lancio completo i metalli sono inclusi, con microbiologia e challenge test, nel pacchetto cosmetici per l'immissione sul mercato; la guida ai metalli pesanti nei cosmetici approfondisce i valori di riferimento.
Disponibile anche nei pacchetti
Questa analisi è inclusa in pacchetti dedicati, spesso più convenienti per un’esigenza completa:
Domande frequenti
- Esiste un limite di legge in ppm per il piombo nei cosmetici?
- Nell'Unione europea no. Il Reg. (CE) 1223/2009 vieta il piombo come ingrediente e ne tollera le tracce tecnicamente inevitabili se il prodotto resta sicuro, senza fissare un numero. Il valore accettabile è definito dal valutatore della sicurezza in base all'esposizione. Alcuni Paesi extra UE e alcune autorità nazionali hanno invece pubblicato valori numerici, utili come riferimento ma non vincolanti in Italia.
- Conviene analizzare le materie prime o il prodotto finito?
- Idealmente entrambi, in momenti diversi. Le materie prime, soprattutto pigmenti e argille, si analizzano per qualificare un fornitore o un nuovo lotto prima di produrre. Il prodotto finito documenta l'esposizione reale nella relazione sulla sicurezza. Se il budget consente una sola prova, per un prodotto colorato è più utile il prodotto finito, tonalità per tonalità.
- Posso scrivere «nichel tested» in etichetta?
- Solo se puoi dimostrarlo. I claim cosmetici devono rispettare i criteri comuni del Reg. (UE) 655/2013, tra cui la presenza di prove adeguate e verificabili. Per un claim sul nichel servono dati analitici sul prodotto, con un limite di quantificazione coerente con il contenuto dichiarato, ripetuti quando cambiano formula o fornitori dei pigmenti.