Cadmio
Cd
Che cos’è
Il cadmio (Cd) è un metallo pesante senza funzioni biologiche, classificato dalla IARC come cancerogeno per l’uomo (gruppo 1). Si accumula soprattutto nei reni, dove resta per decenni, e a lungo andare danneggia la funzione renale e il metabolismo osseo. Nell’acqua destinata al consumo umano il D.Lgs. 18/2023 fissa un valore di parametro di 5,0 µg/L; negli alimenti valgono i tenori massimi del Reg. (UE) 2023/915.
Dove si trova
Nelle acque arriva da scarichi di galvanica, produzione di pigmenti, batterie al nichel-cadmio e stabilizzanti per plastica, da percolati di discarica e dal dilavamento di suoli concimati con fertilizzanti fosfatici. Negli impianti domestici può essere rilasciato da saldature e raccordi zincati, perché lo zinco contiene cadmio come impurezza. Negli alimenti è presente in molluschi, frattaglie, cereali, ortaggi a foglia e semi di cacao, assorbito dal suolo.
Perché si analizza
Si analizza perché l’esposizione è cronica e cumulativa: piccoli apporti ripetuti nel tempo contano più di un picco occasionale. I controlli riguardano i gestori idrici e chi usa pozzi in aree agricole intensive o industriali, le aziende con scarichi autorizzati, la caratterizzazione di suoli e terre da scavo e, nel settore alimentare, produttori e importatori di cereali, ortaggi, molluschi, cacao e integratori a base di alghe.
Matrici
Acque potabili, Acque sotterranee, Scarichi industriali, Alimenti, Suoli
Riferimenti normativi
D.Lgs. 18/2023, D.Lgs. 152/2006, Reg. (UE) 2023/915, UNI EN ISO 17294-2
Valori di riferimento per matrice
Il cadmio è uno dei metalli con più riferimenti normativi, perché si trova lungo tutta la catena suolo-acqua-alimento. La tabella raccoglie i valori più usati.
| Matrice | Riferimento | Valore |
|---|---|---|
| Acqua destinata al consumo umano | D.Lgs. 18/2023, All. I | 5,0 µg/L |
| Acque sotterranee | D.Lgs. 152/2006, Parte IV, All. 5, Tab. 2 | 5 µg/L |
| Scarico in acque superficiali o in fognatura | D.Lgs. 152/2006, Parte III, All. 5, Tab. 3 | 0,02 mg/L |
| Suolo verde e residenziale / industriale | D.Lgs. 152/2006, Parte IV, All. 5, Tab. 1 | 2 / 15 mg/kg s.s. |
| Carne di bovini, ovini, suini e pollame | Reg. (UE) 2023/915 | 0,050 mg/kg |
| Molluschi bivalvi | Reg. (UE) 2023/915 | 1,0 mg/kg |
| Riso | Reg. (UE) 2023/915 | 0,15 mg/kg |
| Integratori alimentari (alghe marine: 3,0) | Reg. (UE) 2023/915 | 1,0 mg/kg |
I tenori sugli alimenti sono espressi sul peso fresco e il regolamento ne elenca molti altri, da ortaggi a cacao: il testo è su EUR-Lex. Per l’acqua il riferimento è il D.Lgs. 18/2023, mentre scarichi e suoli rimandano al D.Lgs. 152/2006. La disciplina degli scarichi è spiegata nella scheda sui limiti di emissione degli scarichi idrici.
Come si analizza e cosa significa il LOQ
Nelle acque il cadmio si determina in ICP-MS secondo la UNI EN ISO 17294-2, dopo acidificazione del campione, oppure in assorbimento atomico con fornetto di grafite (GF-AAS). L’ICP-MS raggiunge limiti di quantificazione di frazioni di µg/L e misura nello stesso passaggio piombo, nichel, arsenico e gli altri metalli del profilo: la scheda sulla UNI EN ISO 17294 spiega come funziona.
Per alimenti, suoli e fanghi il campione viene prima mineralizzato con acidi in forno a microonde, poi letto con le stesse tecniche. Il LOQ va valutato rispetto al valore da verificare: per l’acqua potabile la direttiva chiede che non superi il 30% del valore di parametro, cioè 1,5 µg/L. Un esito «< LOQ» non significa assenza, ma concentrazione inferiore alla soglia che il metodo misura in modo affidabile.
Prelievo: rete, impianto interno o falda
Il modo di prelevare decide quale domanda trova risposta. Il cadmio dell’impianto interno si concentra nell’acqua rimasta ferma nei tubi, quello della falda è costante a ogni prelievo.
- Per valutare l’impianto domestico, prelevare il primo getto al mattino dopo almeno qualche ora di ristagno, senza far scorrere l’acqua.
- Per valutare l’acqua distribuita o la falda, far scorrere fino a temperatura stabile e prelevare dopo.
- Usare il flacone in plastica fornito dal laboratorio, già acidificato o da acidificare secondo istruzioni, senza sciacquarlo.
- Per i pozzi, annotare profondità, stagione e uso di fertilizzanti nei campi vicini.
Confrontare primo getto e dopo flussaggio dello stesso rubinetto è il modo più semplice per capire se il problema è nei tubi o nell’acqua in ingresso.
Come leggere il risultato e quali interventi valutare
Esempio: in una casa con impianto in acciaio zincato degli anni ’70 il primo getto dà 7 µg/L di cadmio e 900 µg/L di zinco, mentre dopo flussaggio il cadmio scende a 0,5 µg/L. L’origine è quasi certamente l’impianto: lo zinco alto lo conferma. La soluzione non è un filtro sulla rete, ma la sostituzione dei tratti più vecchi e, nel frattempo, far scorrere l’acqua prima di usarla per bere.
Se invece il cadmio è alto anche dopo flussaggio in un pozzo, l’origine è in falda: servono un controllo ripetuto, la ricerca di altri indicatori agricoli o industriali come nitrati e altri metalli, e un trattamento a osmosi inversa o scambio ionico verificato con analisi a valle. Per gli scarichi, un superamento di 0,02 mg/L va gestito secondo le prescrizioni dell’autorizzazione.
L’analisi è inclusa nell’analisi metalli pesanti nell’acqua e nel profilo conforme al D.Lgs. 18/2023, eseguiti da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Per piatti e stoviglie in ceramica la cessione di cadmio si verifica con l’analisi MOCA su ceramica e metalli.
Analisi che includono Cadmio
Analisi metalli pesanti nell'acqua
Arsenico, piombo, cromo, nichel, rame e alluminio in acqua di rete o di pozzo, prelievo da tecnico.
Analisi acqua potabile — conforme D.Lgs. 18/2023
Profilo allineato ai parametri del D.Lgs. 18/2023 e correttivo 102/2025.
Analisi acqua potabile — pacchetto base
Primo controllo di potabilità con E. coli, enterococchi, coliformi e nitrati, prelievo con kit a casa.
Metalli pesanti nel cosmetico
Metalli pesanti nel cosmetico: piombo, mercurio, arsenico, cadmio e nichel in mg/kg, per documentare le tracce tecnicamente inevitabili nella valutazione della sicurezza.
Metalli pesanti negli integratori
Metalli pesanti negli integratori: piombo, cadmio, mercurio e arsenico misurati sul prodotto finito e confrontati con i tenori massimi del Reg. (UE) 2023/915.
Analisi terreno per bonifica di siti contaminati
Analisi terreno per siti contaminati: metalli, idrocarburi e IPA confrontati con le CSC del D.Lgs. 152/2006 per uso residenziale o industriale.
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Domande frequenti
- Il cadmio nell’acqua di rubinetto viene dall’acquedotto o dai tubi di casa?
- Per saperlo si confrontano due prelievi dallo stesso rubinetto: il primo getto dopo una notte di ristagno e un campione dopo aver fatto scorrere l’acqua. Se il cadmio è alto solo nel primo, l’origine è nell’impianto interno, spesso in tubi zincati o vecchie saldature. Se è simile nei due campioni, arriva con l’acqua in ingresso.
- Perché il cadmio si cerca anche nei fertilizzanti e nel suolo agricolo?
- Perché i concimi fosfatici contengono cadmio come impurezza naturale della roccia fosfatica e, con anni di distribuzione, il metallo si accumula nel suolo. Da lì passa nelle colture, soprattutto ortaggi a foglia, cereali e tuberi, e nelle acque di falda. Il regolamento europeo sui prodotti fertilizzanti fissa per questo un tenore massimo di cadmio nei concimi fosfatici.
- Quanto cadmio è tollerabile con la dieta?
- L’EFSA ha fissato una dose settimanale tollerabile di 2,5 µg per kg di peso corporeo. Per gran parte della popolazione europea l’apporto principale viene da cereali, ortaggi e patate, non dall’acqua; i fumatori hanno un’esposizione aggiuntiva rilevante. L’acqua conforme a 5 µg/L contribuisce poco, ma un’acqua contaminata può pesare in modo significativo.
- Il cadmio si elimina bollendo l’acqua?
- No. La bollitura elimina i microrganismi, ma non i metalli: anzi, facendo evaporare parte dell’acqua, li concentra leggermente. Per ridurre il cadmio servono trattamenti come l’osmosi inversa o lo scambio ionico, oppure la rimozione della causa nell’impianto. L’efficacia si verifica sempre con un’analisi dell’acqua trattata.
Ultimo aggiornamento: 2026-09-12