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Arsenico

Che cos’è

L’arsenico è un semimetallo tossico classificato come cancerogeno per l’uomo. Nelle acque è presente soprattutto in forma inorganica, la più pericolosa. Non ha colore, odore né sapore: l’unico modo per conoscerne la concentrazione è un’analisi di laboratorio.

Dove si trova

Nelle acque sotterranee ha in genere origine naturale, dalla dissoluzione di rocce vulcaniche, depositi geotermici e alcuni sedimenti. In Italia sono documentate concentrazioni naturali elevate in aree vulcaniche del Lazio e della Campania e in zone della Toscana e della Lombardia. Più raramente l’origine è industriale o mineraria. È inoltre un contaminante di riso, alghe, suoli, integratori e cosmetici.

Perché si analizza

L’esposizione cronica attraverso l’acqua, anche a concentrazioni basse, è associata a un aumento del rischio di tumori e di effetti su pelle, sistema cardiovascolare e metabolismo. In alcune aree italiane l’arsenico ha richiesto in passato regimi di deroga per le reti pubbliche: per i pozzi privati il controllo è responsabilità di chi li utilizza.

Matrici

Acque potabili, Acque di pozzo, Alimenti (riso), Integratori e cosmetici, Terreni e rifiuti, Acque di scarico

Riferimenti normativi

D.Lgs. 18/2023 (All. I, parametri chimici), Reg. (UE) 2023/915 (contaminanti negli alimenti), UNI EN ISO 17294-2

Metodi e norme tecniche

Come si analizza questo parametro: norme tecniche e metodi di prova di riferimento.

Acqua destinata al consumo umano: valore di parametro 10 µg/L di arsenico (D.Lgs. 18/2023, Allegato I, parametro chimico). Negli alimenti il Reg. (UE) 2023/915 fissa tenori massimi per l’arsenico inorganico, ad esempio 0,20 mg/kg nel riso lavorato non parboiled. Nei cosmetici l’arsenico è vietato, ammesso solo come traccia tecnicamente inevitabile (Reg. CE 1223/2009).

Perché l’arsenico va cercato soprattutto nei pozzi

Gli acquedotti pubblici sono soggetti a controlli e, dove necessario, a trattamenti di rimozione. Chi usa un pozzo privato, invece, beve l’acqua così come arriva dalla falda. In aree vulcaniche o geotermiche è consigliabile analizzare l’arsenico almeno al primo utilizzo del pozzo e poi con regolarità, perché la concentrazione può variare con la profondità di captazione e con i livelli di falda. Nelle stesse zone conviene verificare anche fluoruri, boro e vanadio.

Come si misura

L’arsenico totale si determina in ICP-MS secondo la UNI EN ISO 17294-2, che garantisce una sensibilità ampiamente inferiore al limite di 10 µg/L; in alternativa si usa l’assorbimento atomico con generazione di idruri. Il campione va raccolto nel contenitore fornito e acidificato secondo le istruzioni del laboratorio, senza filtrarlo. Il Rapporto di Prova del laboratorio partner riporta il valore in µg/L, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Come interpretare il risultato

Fino a 10 µg/L il valore è conforme. Un valore vicino al limite in un pozzo di area vulcanica merita controlli periodici, perché piccole variazioni possono portare al superamento. Un valore oltre il limite rende l’acqua non idonea per bere e cucinare, mentre per lavarsi e per gli usi igienici l’esposizione è in genere considerata trascurabile, dato che l’arsenico è poco assorbito attraverso la pelle.

Cosa fare se l’arsenico supera il limite

Non usare l’acqua per bere e per preparare alimenti; la bollitura non elimina l’arsenico, anzi lo concentra. I trattamenti efficaci sono l’adsorbimento su ossidi e idrossidi di ferro, l’osmosi inversa e, in impianti più grandi, coagulazione e filtrazione, spesso preceduti da un’ossidazione che trasforma l’arsenico trivalente nella forma più facile da rimuovere. Il trattamento va dimensionato sul valore misurato; dopo l’installazione ripeti l’analisi e mantieni controlli periodici, perché le cartucce adsorbenti si esauriscono.

In quali analisi è compreso

L’arsenico è incluso nell’analisi completa e nel pacchetto per acque di pozzo, nel profilo allineato al D.Lgs. 18/2023 e nell’analisi dei metalli pesanti nell’acqua; viene determinato anche su scarichi industriali, terreni, terre e rocce da scavo, cosmetici e integratori.

Analisi che includono Arsenico

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Domande frequenti

L’arsenico nell’acqua si sente dal sapore?
No: l’arsenico non dà colore, odore né sapore all’acqua. L’unico modo per conoscerne la concentrazione è l’analisi di laboratorio.
Posso lavarmi con acqua che supera il limite di arsenico?
In genere sì: l’arsenico è assorbito poco attraverso la pelle, per cui il rischio principale riguarda l’acqua bevuta e usata per cucinare.
Un filtro a carbone attivo elimina l’arsenico?
No, il carbone attivo non è efficace sull’arsenico. Servono adsorbenti specifici a base di ferro o l’osmosi inversa, da verificare con un’analisi dopo l’installazione.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14