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Micotossine nei mangimi per bovini e avicoli

Limiti di legge e valori guida: due strumenti diversi

Nei mangimi le micotossine sono regolate da due atti con forza giuridica diversa. L'aflatossina B1 ha tenori massimi vincolanti, fissati dall'Allegato I della Direttiva 2002/32/CE sulle sostanze indesiderabili nell'alimentazione degli animali, recepita in Italia: un mangime che li supera non può essere usato né miscelato per diluirlo. Deossinivalenolo (DON), zearalenone, ocratossina A e fumonisine sono invece coperti dalla Raccomandazione 2006/576/CE, aggiornata nel 2016, che indica valori guida: non sono limiti di legge, ma sono il riferimento usato da controlli ufficiali, mangimifici e capitolati.

La distinzione conta quando arriva un risultato: un superamento dell'aflatossina B1 è una non conformità, un superamento di un valore guida richiede una valutazione del rischio e, di norma, una decisione su destinazione d'uso o diluizione della razione. I testi si consultano su EUR-Lex: Direttiva 2002/32/CE e Raccomandazione 2006/576/CE consolidata. La guida generale sulle micotossine nei mangimi descrive origine e rischi; qui il confronto è per specie.

Tabella di confronto: bovini e avicoli

I valori sono in mg/kg di mangime riferito a un tenore di umidità del 12%, come previsto dagli atti citati.

MicotossinaBoviniAvicoliNatura del valore
Aflatossina B10,005 per mangimi composti per bovine da latte e vitelli; 0,02 per altri bovini0,005 per pollame giovane; 0,02 per altro pollameLimite di legge (Dir. 2002/32/CE)
DON2 per vitelli sotto i 4 mesi; 5 per gli altri5Valore guida (Racc. 2006/576/CE)
Zearalenone0,5 per vitelli e bovine da lattenessun valore specificoValore guida
Ocratossina Anessun valore specifico0,1Valore guida
Fumonisine B1+B220 per vitelli sotto i 4 mesi; 50 per ruminanti adulti20Valore guida

Per le materie prime i riferimenti sono più alti: l'aflatossina B1 nelle materie prime per mangimi è limitata a 0,02 mg/kg, il valore guida delle fumonisine per mais e prodotti derivati è 60 mg/kg. Una materia prima conforme può quindi produrre un mangime composto non conforme se entra nella razione in proporzione elevata.

Bovini da latte: dal mangime al latte

Il motivo per cui le bovine da latte hanno il limite più basso è il cosiddetto carry-over: una parte dell'aflatossina B1 ingerita viene trasformata nel fegato in aflatossina M1 ed escreta nel latte. Per il latte crudo, trattato termicamente o destinato alla trasformazione il Reg. (UE) 2023/915 fissa un tenore massimo di aflatossina M1 di 0,050 µg/kg. Il controllo dei mangimi in stalla è quindi, di fatto, il primo controllo sulla sicurezza del latte.

Dove si concentra il rischio

  • Mais (granella, farina, silomais, pastone) nelle annate calde e siccitose, che favoriscono Aspergillus flavus.
  • Panelli e farine di semi oleosi di importazione, quando provengono da filiere con storico di contaminazione.
  • Stoccaggio aziendale in condizioni di umidità e temperatura non controllate.

Per il latte esiste un'analisi dedicata, la ricerca di aflatossina M1, utile come verifica a valle; il controllo della razione resta lo strumento preventivo. Le micotossine tipiche dei Fusarium (DON, zearalenone, fumonisine) sono meno critiche per i ruminanti adulti, perché il rumine ne degrada una parte, ma lo zearalenone ha un valore guida dedicato alle bovine da latte per i possibili effetti sulla fertilità.

Avicoli: fumonisine, ocratossina A e animali giovani

Negli avicoli il quadro è diverso. Non c'è un passaggio rilevante di aflatossine in un prodotto regolato come il latte, ma gli animali giovani sono più sensibili e infatti per il pollame giovane il limite di aflatossina B1 è lo stesso delle bovine da latte, 0,005 mg/kg. L'ocratossina A ha un valore guida specifico di 0,1 mg/kg per il mangime composto per pollame, e le fumonisine di 20 mg/kg, più basso di quello dei ruminanti adulti.

Il mais è l'ingrediente principale di molti mangimi avicoli, quindi il controllo delle fumonisine sulle partite di mais in ingresso ha un peso maggiore che nei bovini. Il DON segue il valore guida generale di 5 mg/kg. Per gli allevamenti di ovaiole il controllo del mangime incide anche sulla qualità delle uova come alimento, per cui è utile collegare il piano dei mangimi a quello dei prodotti.

Un piano di controllo per allevamento o mangimificio

Il Reg. (CE) 183/2005 sull'igiene dei mangimi chiede agli operatori del settore, con alcune eccezioni per la produzione primaria, procedure basate sui principi HACCP: le micotossine sono il pericolo chimico più tipico da inserire. Una sequenza pratica:

  1. Mappa le materie prime per rischio: mais e derivati, semi oleosi e sottoprodotti dei cereali in cima alla lista.
  2. Associa a ogni materia prima le micotossine attese: aflatossina B1 per mais e panelli; fumonisine, DON e zearalenone per mais e cereali; ocratossina A per cereali stoccati male.
  3. Stabilisci il riferimento per specie: lo stesso mais può essere accettabile per bovini da carne adulti e non per bovine da latte o pulcini.
  4. Usa test rapidi in accettazione per smistare le partite e invia al laboratorio quelle dubbie e un campione periodico per la conferma quantitativa.
  5. Registra destinazione e decisioni: quale partita è andata a quale razione, con il relativo Rapporto di Prova.

Per i cereali in ingresso è disponibile l'analisi delle micotossine su cereali e materie prime; per il mangime finito quella delle micotossine nei mangimi. Il quadro igienico è riassunto nella scheda sul Reg. (CE) 183/2005.

Campionamento e analisi

Le micotossine si distribuiscono nel lotto in modo molto disomogeneo: poche cariossidi fortemente contaminate possono determinare il risultato. Per questo il campione deve essere composto da molti prelievi elementari, presi in punti diversi del silo, del cumulo o del flusso di scarico, mescolati e ridotti in modo corretto. Un singolo pugno preso dalla superficie è il motivo più comune di risultati non ripetibili.

Le determinazioni di conferma si eseguono con cromatografia liquida accoppiata a rivelazione fluorimetrica o a spettrometria di massa, previa estrazione e purificazione, spesso con colonne di immunoaffinità; le tecniche LC-MS/MS consentono di determinare più micotossine in una sola analisi. Il Rapporto di Prova riporta la concentrazione per ciascuna micotossina e, se il risultato va confrontato con un limite o un valore guida, il riferimento all'umidità del 12%. Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025: prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Errori frequenti nella lettura dei risultati

Il primo errore è confrontare il risultato con il limite sbagliato, ad esempio usare 0,02 mg/kg di aflatossina B1 per un mangime destinato a bovine da latte, dove vale 0,005. Il secondo è non riportare il dato al 12% di umidità: un insilato o un pastone hanno un'umidità molto diversa e il confronto diretto è fuorviante. Il terzo è trattare un valore guida come limite di legge o, al contrario, ignorarlo perché «non obbligatorio».

Se le micotossine sono solo una parte del controllo, il pacchetto sicurezza mangimi le affianca alla ricerca di Salmonella nei mangimi. Per le stesse micotossine nella filiera alimentare umana, cereali e farine compresi, vedi la guida sulle micotossine in cereali e farine.

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Domande frequenti

Qual è il limite di aflatossina B1 nel mangime per vacche da latte?
Per i mangimi composti destinati a bovine da latte e vitelli la Direttiva 2002/32/CE fissa 0,005 mg/kg, riferito a un mangime con il 12% di umidità. È il limite più basso tra i ruminanti perché parte dell'aflatossina B1 ingerita passa nel latte come aflatossina M1, per la quale il latte ha un proprio tenore massimo.
I valori per DON, zearalenone e fumonisine sono obbligatori?
No, sono valori guida della Raccomandazione 2006/576/CE, aggiornata nel 2016. Non hanno la forza di un limite di legge, ma sono il riferimento usato da autorità di controllo, mangimifici e capitolati di fornitura. Un superamento richiede una valutazione del rischio e una decisione documentata sull'uso della partita.
Lo stesso mais può andare bene per bovini e non per polli?
Sì. I riferimenti cambiano per specie ed età: le fumonisine hanno un valore guida di 50 mg/kg nel mangime per ruminanti adulti e di 20 mg/kg per pollame e vitelli. Un lotto di mais va quindi valutato in base alla razione in cui entra e alla sua percentuale nella formula, non solo al dato della materia prima.
Perché due analisi dello stesso silo danno risultati diversi?
Perché le micotossine sono concentrate in poche cariossidi distribuite in modo irregolare. Se i campioni sono composti da pochi prelievi, ciascuno intercetta una parte diversa della contaminazione. Un campione formato da molti prelievi elementari, ben mescolato e ridotto correttamente, riduce di molto la variabilità tra i risultati.

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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)

Ultimo aggiornamento: 2026-10-16 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org