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Controllo dell’acqua dei distributori e case dell’acqua

Perché controllare l’acqua erogata

Le case dell’acqua e i distributori automatici erogano acqua potabile, spesso sottoposta a trattamenti come filtrazione, addizione di anidride carbonica o refrigerazione. Questi sistemi prevedono componenti a contatto con l’acqua, filtri e serpentine che, se non gestiti correttamente, possono favorire la proliferazione microbica o alterare alcuni parametri. Trattandosi di erogatori a uso collettivo, frequentati da molte persone, è importante verificare che l’acqua mantenga i requisiti di potabilità dal punto di alimentazione fino al punto di erogazione finale.

Quali parametri verificare

Un profilo adeguato per questi impianti comprende gli indicatori microbiologici (carica batterica, Escherichia coli, enterococchi, coliformi) e i principali parametri chimici, valutando l’effetto dei trattamenti applicati. Particolare attenzione va alla parte terminale dell’impianto, dove ristagno e biofilm possono incidere sulla qualità. La frequenza dei controlli va definita in funzione dell’uso e di un piano di autocontrollo del gestore, in coerenza con le indicazioni delle autorità sanitarie competenti per questi punti di erogazione.

Riferimenti normativi e analisi

L’acqua erogata da case dell’acqua e distributori, in quanto destinata al consumo umano, deve rispettare i requisiti del D.Lgs 18/2023. I parametri vanno analizzati ove inclusi nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Affidarsi a laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025 assicura un Rapporto di Prova che documenta i valori riscontrati e i relativi valori di riferimento: il valore applicabile e l’esito di conformità sono quelli indicati nel rapporto del laboratorio esecutore.

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Domande frequenti

Le case dell’acqua vanno controllate periodicamente?
Sì: erogano acqua trattata a un’utenza collettiva e prevedono filtri e componenti a contatto con l’acqua. Un piano di autocontrollo con verifiche microbiologiche e chimiche periodiche aiuta a garantire la qualità dell’acqua erogata.

Ultimo aggiornamento: 2026-06-23