UNI EN ISO 16140: validazione dei metodi microbiologici
La serie UNI EN ISO 16140 definisce come validare un metodo microbiologico alternativo rispetto al metodo ISO di riferimento e come un laboratorio verifica di saperlo applicare. Interessa laboratori, produttori di kit e operatori alimentari: il Reg. (CE) 2073/2005 ammette metodi rapidi solo se validati secondo questo protocollo o protocolli equivalenti.
Perché esiste la ISO 16140
I metodi ISO di riferimento per la microbiologia degli alimenti sono robusti ma lenti: una ricerca di Listeria monocytogenes secondo la UNI EN ISO 11290 richiede diversi giorni tra arricchimenti, isolamento e conferme. Per questo laboratori e industrie usano spesso metodi alternativi: kit in PCR, immunoenzimatici o terreni cromogenici che danno una risposta in meno tempo.
Un metodo più rapido è utile solo se trova ciò che trova il metodo di riferimento. La serie UNI EN ISO 16140, "Microbiologia della catena alimentare – Validazione dei metodi", fornisce i protocolli per dimostrarlo con dati statistici e per controllare che il singolo laboratorio ottenga le prestazioni attese. Il comitato tecnico ISO che la cura ne riassume la logica nella pagina dedicata a validazione e verifica dei metodi.
La norma si applica ad alimenti, mangimi, campioni ambientali dell'area di produzione e campioni della produzione primaria. Per l'acqua il riferimento è diverso: il confronto tra metodi segue la UNI EN ISO 17994.
Le parti della serie
La serie è composta da più parti, ciascuna per una situazione diversa. Le più rilevanti per chi commissiona analisi sono la parte 2 e la parte 3.
| Parte | Contenuto | Chi la usa |
|---|---|---|
| 16140-1 | Vocabolario | Tutti |
| 16140-2 | Validazione di metodi alternativi, di norma commerciali, rispetto al metodo di riferimento, con studio comparativo e studio interlaboratorio | Produttori di kit, enti di certificazione dei metodi |
| 16140-3 | Verifica, nel singolo laboratorio, di metodi di riferimento e di metodi alternativi validati | Ogni laboratorio che adotta un metodo |
| 16140-4 | Validazione in un singolo laboratorio | Laboratori con metodi propri |
| 16140-5 | Validazione interlaboratorio fattoriale per metodi non commerciali | Gruppi di laboratori, enti di normazione |
| 16140-6 | Validazione di metodi alternativi per conferma e tipizzazione | Laboratori che confermano isolati |
È stata aggiunta anche una parte dedicata alla validazione dei metodi di identificazione dei microrganismi. La distinzione chiave è tra validazione, che dimostra che il metodo funziona in generale, e verifica, che dimostra che funziona in quel laboratorio.
Cosa misura una validazione secondo la parte 2
La validazione confronta il metodo alternativo con il metodo di riferimento sugli stessi campioni, naturalmente o artificialmente contaminati, e misura parametri diversi per metodi qualitativi e quantitativi.
- Metodi qualitativi (presenza o assenza): sensibilità relativa, numero di risultati discordanti positivi e negativi, livello di rilevazione relativo rispetto al metodo di riferimento, inclusività ed esclusività verso ceppi bersaglio e non bersaglio.
- Metodi quantitativi (conte): giustezza relativa, profilo di accuratezza, limite di quantificazione, inclusività ed esclusività.
- Studio interlaboratorio: lo stesso materiale viene analizzato da più laboratori per verificare la riproducibilità del metodo fuori dal laboratorio che lo ha sviluppato.
Un aspetto pratico è il campo di applicazione. La norma organizza gli alimenti in categorie: se un metodo è stato validato su un numero sufficiente di categorie, può essere dichiarato valido per un'ampia gamma di alimenti; altrimenti vale solo per le categorie testate. Un kit validato su carni e latticini non è automaticamente valido per spezie o cacao.
La verifica in laboratorio: la parte 3
Un metodo validato non basta: il laboratorio deve dimostrare di saperlo applicare. La UNI EN ISO 16140-3 prevede due fasi, che il laboratorio documenta prima dell'uso di routine e che sono oggetto di valutazione nell'accreditamento.
- Verifica dell'implementazione: il laboratorio analizza uno degli alimenti già usati nello studio di validazione e dimostra di ottenere prestazioni in linea con quelle dichiarate.
- Verifica sugli alimenti del laboratorio: il laboratorio prova il metodo su alimenti rappresentativi delle categorie che analizza davvero, scegliendo quelli più difficili all'interno del campo di applicazione.
- Confronto con i criteri: per i metodi qualitativi si stima il limite di rilevazione ottenuto; per quelli quantitativi la riproducibilità intralaboratorio e lo scostamento rispetto al valore atteso.
- Registrazione: i dati e la decisione di adozione restano nella documentazione del laboratorio.
La parte 3 si applica anche ai metodi di riferimento ISO: prima di accreditare la UNI EN ISO 6579 o la ISO 11290 per una matrice, il laboratorio deve verificarle con questo protocollo.
Il legame con il Reg. (CE) 2073/2005
L'articolo 5 del Reg. (CE) 2073/2005 indica come metodi di analisi quelli di riferimento elencati nell'Allegato I, ma consente di usare metodi alternativi quando sono validati rispetto al metodo di riferimento e, se si tratta di metodi commerciali, certificati da terzi secondo il protocollo della EN ISO 16140 o di altri protocolli simili riconosciuti a livello internazionale.
Per l'operatore questo significa che un esito ottenuto con un kit rapido è utilizzabile per verificare i criteri microbiologici del Reg. 2073/2005 solo se il metodo rispetta queste condizioni. Gli schemi di certificazione dei metodi più diffusi in Europa, come NF VALIDATION e MicroVal, rilasciano certificati basati sulla parte 2 della norma, con l'indicazione del campo di applicazione validato.
Esempio: un caseificio che vuole un esito su Listeria in tempi brevi può accettare un metodo PCR certificato, purché il formaggio rientri nelle categorie validate e il laboratorio abbia completato la verifica. Se il prodotto è fuori campo, il metodo di riferimento resta la scelta più sicura.
Cosa controllare quando ricevi un risultato
Il Rapporto di Prova riporta il metodo usato. Se compare un metodo alternativo, verifica che:
- sia indicato il riferimento al certificato di validazione o al metodo commerciale, non una dicitura generica come "metodo interno";
- la matrice analizzata rientri nel campo di applicazione validato;
- la prova risulti accreditata per quel metodo e quella matrice: le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025 e sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore;
- un eventuale esito positivo o presunto positivo sia stato confermato secondo il metodo.
Il confronto tra metodi di riferimento e rapidi, con vantaggi e limiti per l'autocontrollo, è approfondito nella guida su metodi microbiologici di riferimento e rapidi. Quando ordini una ricerca di Listeria negli alimenti pronti, puoi chiedere in anticipo quale metodo verrà usato e con quali tempi.
Equivoci frequenti
- "Validato" e "accreditato" non sono sinonimi: la validazione riguarda il metodo, l'accreditamento riguarda la competenza del laboratorio su quel metodo e su quella matrice. Un metodo validato può essere eseguito da un laboratorio non accreditato per quella prova, come spiega la pagina su cosa significa metodo di prova accreditato.
- Un metodo rapido non è meno affidabile per definizione: se validato e verificato, offre prestazioni dimostrate equivalenti nel suo campo di applicazione.
- La validazione non è eterna: i certificati dei metodi commerciali vengono rinnovati periodicamente e possono essere estesi o ristretti; conviene controllare che siano in corso di validità.
- La ISO 16140 non vale per l'acqua potabile: per i metodi microbiologici sull'acqua si usano norme dedicate, come la ISO 17994.
Analisi correlate
Settori interessati
Approfondimenti normativi
- UNI EN ISO 17994: equivalenza dei metodi microbiologici dell’acqua
- Reg. (CE) 2073/2005: criteri microbiologici degli alimenti
- UNI EN ISO 11290: rilevazione e conta di Listeria monocytogenes
- UNI EN ISO 7218: regole generali microbiologia alimenti
- UNI CEI EN ISO/IEC 17025 — La norma dei laboratori accreditati
Guide correlate
Fonti
Domande frequenti
- Qual è la differenza tra validazione e verifica di un metodo?
- La validazione dimostra, con uno studio comparativo e interlaboratorio, che un metodo alternativo dà risultati equivalenti al metodo di riferimento in un determinato campo di applicazione. La verifica è la prova, eseguita dal singolo laboratorio secondo la ISO 16140-3, di saper ottenere quelle prestazioni con il proprio personale, le proprie attrezzature e gli alimenti che analizza.
- Posso usare un metodo rapido per verificare i criteri del Reg. 2073/2005?
- Sì, se il metodo è validato rispetto al metodo di riferimento e, quando è commerciale, certificato da terzi secondo la EN ISO 16140 o un protocollo internazionale analogo, come prevede l'articolo 5 del regolamento. Occorre inoltre che la matrice rientri nel campo validato e che il laboratorio abbia verificato il metodo prima dell'uso.
- Cosa significa che un metodo è validato per un'ampia gamma di alimenti?
- Significa che nello studio di validazione è stato provato su un numero sufficiente di categorie alimentari definite dalla ISO 16140-2 da poter essere considerato applicabile in generale agli alimenti. Se il metodo è stato validato solo su alcune categorie, l'uso su prodotti diversi richiede ulteriori dati o la scelta del metodo di riferimento.
- Anche i metodi ISO di riferimento vanno verificati?
- Sì. La ISO 16140-3 si applica sia ai metodi alternativi validati sia ai metodi di riferimento. Prima di usarli in routine e di chiederne l'accreditamento, il laboratorio deve dimostrare di ottenere le prestazioni attese sugli alimenti che analizza, documentando i risultati della verifica.
Ultimo aggiornamento: 2026-10-16