Analizzare il pozzo dopo siccità o alluvioni
Dopo un’alluvione: prima la sicurezza, poi l’acqua
Se l’area del pozzo è stata allagata, non usare l’acqua per bere, cucinare, lavare alimenti o lavarsi i denti finché non è stata verificata. Prima di qualsiasi intervento fai controllare l’impianto elettrico della pompa: apparecchi rimasti sott’acqua sono pericolosi. Valuta poi i segni di ingresso diretto dell’acqua alluvionale: testa pozzo sommersa, chiusino divelto, fango nel pozzetto, acqua torbida o con odore anomalo. In questi casi la contaminazione microbiologica è molto probabile e la sola analisi non basta: servono pulizia del pozzetto, ripristino della tenuta della testa pozzo e una disinfezione eseguita da un professionista, con un controllo analitico successivo.
Disinfezione e tempi della verifica
La procedura tipica prevede di pompare l’acqua fino a che torna limpida, disinfettare pozzo e impianto con una soluzione clorata secondo le indicazioni del tecnico, lasciarla agire per il tempo previsto e poi spurgare fino a eliminare il cloro residuo. Il campione per la verifica va prelevato solo dopo che il cloro è stato eliminato e l’impianto è tornato in uso normale per alcuni giorni: un prelievo fatto subito dopo la disinfezione risulterebbe negativo per effetto del cloro e darebbe una falsa sicurezza. Se il primo risultato è favorevole, un secondo controllo a distanza di qualche settimana conferma che la falda non continua a ricevere contaminazioni.
Cosa analizzare dopo un’alluvione
La priorità sono gli indicatori di contaminazione fecale: Escherichia coli ed enterococchi, con coliformi e conteggio delle colonie per valutare lo stato generale. A questi si aggiungono torbidità, ammonio, nitriti e nitrati, che segnalano l’ingresso di acque superficiali o reflue e il carico organico. Se l’alluvione ha interessato aree agricole o industriali, o se nella zona sono stati segnalati sversamenti, conviene ampliare il profilo a idrocarburi, solventi o prodotti fitosanitari, secondo le indicazioni di ARPA e del Comune. Se in zona più pozzi sono stati allagati, le autorità locali spesso diffondono indicazioni specifiche: seguile.
Dopo una siccità: falda più bassa, acqua diversa
Una siccità prolungata abbassa il livello della falda e cambia l’acqua che arriva al pozzo. La pompa può aspirare da strati più profondi o più ricchi di minerali, con aumento di durezza, conducibilità, ferro e manganese; se il livello scende vicino alla presa, l’acqua può diventare torbida per il richiamo di sedimenti. Nelle zone costiere l’emungimento intenso favorisce l’intrusione di acqua di mare, che si riconosce dall’aumento di cloruri, sodio, conducibilità e talvolta boro. Un paradosso frequente si verifica con le prime piogge dopo la siccità: i nitrati accumulati nel suolo vengono dilavati tutti insieme verso la falda, con picchi temporanei.
Cosa analizzare dopo una siccità
Il profilo utile è soprattutto chimico-fisico: conducibilità, cloruri, sodio, durezza, ferro, manganese, torbidità, nitrati, oltre ai parametri tipici della zona come arsenico nelle aree vulcaniche. I parametri microbiologici restano importanti, perché i pozzi poco profondi possono risentire di infiltrazioni quando la falda si abbassa e quando arrivano le prime piogge. Se hai analisi degli anni precedenti, confronta i valori: più del singolo risultato conta capire se la qualità sta cambiando, ad esempio con cloruri in aumento di anno in anno, segnale di un problema di intrusione salina da non sottovalutare.
Leggere il Rapporto di Prova e decidere
Il Rapporto di Prova riporta risultati, unità di misura, metodo e, se richiesto, i valori di parametro del D.Lgs. 18/2023. Con indicatori fecali positivi l’acqua non va usata per scopi alimentari finché la causa non è rimossa e un nuovo controllo non risulta favorevole. Con parametri chimici fuori limite valuta se il fenomeno è temporaneo, legato all’evento, o stabile: nel primo caso un nuovo controllo dopo qualche settimana chiarisce, nel secondo servono un trattamento o una fonte alternativa. Le analisi sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Analisi correlate
Settori interessati
Altre guide su Analisi dell’acqua
- Analisi dell’acqua in laboratorio accreditato: guida completa
- Quale analisi dell’acqua potabile scegliere
- Analisi acqua di pozzo: quando è obbligatoria
- PFAS nell’acqua: come si analizzano in un laboratorio accreditato
- Come leggere i parametri dell’acqua potabile
- Acqua del rubinetto sicura? Quando conviene analizzarla
Domande frequenti
- Il pozzo è stato allagato: posso usare l’acqua se è limpida?
- No. La limpidezza non esclude contaminazioni batteriche. Va considerata non idonea finché non sono stati eseguiti pulizia, disinfezione e un’analisi microbiologica favorevole dopo l’eliminazione del cloro.
- Quando prelevo il campione dopo aver clorato il pozzo?
- Solo dopo che il cloro residuo è stato eliminato e l’impianto è tornato in uso per alcuni giorni. Un campione con cloro residuo darebbe un falso risultato negativo.
- L’acqua del pozzo è diventata salata con la siccità: cosa significa?
- Nelle zone costiere è spesso segno di intrusione di acqua di mare per l’abbassamento della falda. Analizza cloruri, sodio e conducibilità e confronta i valori nel tempo.
- Posso usare l’acqua del pozzo allagato per irrigare l’orto?
- Per colture consumate crude è meglio aspettare l’esito delle analisi microbiologiche, perché l’acqua può contaminare la parte edibile. Per altri usi non alimentari il rischio è minore, ma evita la formazione di aerosol.
- La siccità può peggiorare la qualità microbiologica?
- Sì, indirettamente: con la falda bassa i pozzi poco profondi risentono di più delle infiltrazioni, e le prime piogge possono trascinare in falda contaminanti accumulati in superficie.
Hai bisogno di questa analisi?
Acquista online o richiedi un preventivo gratuito: prove eseguite da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025, con Rapporto di Prova.
Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org