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Analisi dell’acqua in asili e scuole

Perché le scuole sono edifici prioritari

Il D.Lgs. 18/2023, recependo la direttiva (UE) 2020/2184, ha introdotto la valutazione e gestione del rischio dei sistemi di distribuzione idrica interni, con un’attenzione particolare a un elenco di edifici prioritari che comprende, tra gli altri, strutture sanitarie, case di riposo, strutture ricettive, istituti penitenziari, scuole e servizi per l’infanzia. Il motivo è duplice: l’utenza è sensibile e numerosa, e gli edifici scolastici hanno impianti spesso estesi, con molti terminali e lunghi periodi di inutilizzo (vacanze, fine settimana, aule chiuse). La responsabilità dell’impianto interno è del gestore della distribuzione idrica interna (GIDI): in pratica l’ente proprietario dell’edificio o il soggetto che gestisce la struttura, che deve organizzare la valutazione del rischio e i controlli.

Piombo: perché proprio nelle scuole

Il piombo non arriva quasi mai dall’acquedotto, ma da tubazioni, saldature, raccordi e rubinetteria in leghe che lo contengono, frequenti negli edifici costruiti fino agli anni ’70–’80. Il rilascio aumenta quando l’acqua ristagna: proprio ciò che accade in una scuola il lunedì mattina o al rientro da settembre. Il D.Lgs. 18/2023 fissa per il piombo un valore di 10 µg/L e prevede che, entro il 2036, si arrivi a 5 µg/L, con la sostituzione dei componenti in piombo esistenti. I bambini sono più vulnerabili agli effetti del piombo sul sistema nervoso, per questo gli edifici scolastici sono un obiettivo prioritario dei controlli. Insieme al piombo conviene controllare rame, nichel e ferro, indicatori dello stato dell’impianto.

Legionella: docce, palestre e acqua calda

Per gli edifici prioritari il D.Lgs. 18/2023 indica per la Legionella un valore di 1000 UFC/L nei sistemi di distribuzione interni, come soglia che fa scattare azioni di valutazione e correzione. Nelle scuole il rischio si concentra dove l’acqua calda forma aerosol: docce degli spogliatoi delle palestre, eventuali cucine e, nei nidi, i locali per l’igiene dei bambini. Gli spogliatoi delle palestre scolastiche sono un punto critico tipico: docce poco usate, acqua calda prodotta in boiler che restano tiepidi, utilizzi concentrati in alcuni giorni. Il piano di controllo segue le Linee guida nazionali del 2015 e la ricerca si esegue secondo UNI EN ISO 11731.

Parametri microbiologici e cucina

Il controllo di base dell’acqua ai punti d’uso comprende Escherichia coli, enterococchi, coliformi e conteggio delle colonie, utili a riconoscere contaminazioni di serbatoi o tratti di impianto. Se la scuola ha una cucina interna, l’acqua usata per preparare i pasti rientra anche nel piano di autocontrollo HACCP della mensa, che riguarda il gestore del servizio di ristorazione. Distributori di acqua refrigerata o erogatori a boccione introdotti nelle scuole vanno inclusi nel piano: se mal manutenuti, filtri e serbatoi possono peggiorare la qualità microbiologica. Le fontanelle esterne poco usate meritano un controllo dopo la pausa estiva.

Come campionare in modo significativo

Il modo di prelevare cambia la risposta. Per il piombo, il campione di primo getto dopo un ristagno (ad esempio al mattino prima delle lezioni) rappresenta ciò che bevono i bambini nel caso peggiore; un secondo campione dopo scorrimento distingue tra problema del rubinetto e problema della rete. Scegli i punti in modo ragionato: rubinetti dei bagni usati per bere, fontanelle, cucina, terminali più lontani dall’ingresso, docce delle palestre per la Legionella. Alla riapertura di settembre conviene far scorrere l’acqua in tutti i terminali prima dell’inizio delle lezioni e programmare i prelievi dopo questa operazione, così da verificare l’efficacia della procedura.

Risultati e azioni conseguenti

Il Rapporto di Prova riporta i risultati con metodo, unità di misura e, quando richiesto, i valori di parametro di riferimento. Un piombo elevato solo nel primo getto indica ristagno e componenti del rubinetto: la misura immediata è lo scorrimento programmato, quella definitiva la sostituzione dei componenti. Valori elevati anche dopo scorrimento richiedono un’indagine sull’impianto e un confronto con l’ASL. Per la Legionella oltre la soglia si seguono le azioni delle Linee guida. Le analisi sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

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Domande frequenti

Chi deve far analizzare l’acqua di una scuola?
Il gestore della distribuzione idrica interna, cioè di norma l’ente proprietario o chi gestisce l’edificio. Il gestore dell’acquedotto risponde solo fino al punto di consegna.
Perché si controlla il piombo se l’acquedotto è a norma?
Perché il piombo proviene quasi sempre da tubazioni, raccordi e rubinetti dell’edificio e aumenta con il ristagno, tipico degli edifici scolastici dopo fine settimana e vacanze.
Serve controllare la Legionella in un asilo senza docce?
Il rischio è legato all’aerosol di acqua calda, quindi è minore senza docce. La valutazione del rischio dell’impianto stabilisce se e dove campionare; in presenza di acqua calda centralizzata o accumuli è comunque consigliabile.
Cosa fare se il piombo supera 10 µg/L in un rubinetto?
Escludere quel punto dall’uso per bere, introdurre lo scorrimento programmato prima dell’uso, ripetere il prelievo dopo scorrimento per capire se il problema è il rubinetto o l’impianto e programmare la sostituzione dei componenti responsabili, informando l’ASL secondo le procedure.
Ogni quanto controllare l’acqua di una scuola?
La frequenza deriva dalla valutazione del rischio dell’impianto interno prevista dal D.Lgs. 18/2023. In pratica è utile un controllo dopo la pausa estiva e dopo lavori, con campagne periodiche su piombo e Legionella nei punti critici.

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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org