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Metodi di prova accreditati: cosa sono le norme ISO nel Rapporto di Prova

Come si legge il codice di una norma

I prefissi indicano chi ha pubblicato la norma e dove è stata recepita. ISO è la norma internazionale; EN indica che è stata adottata a livello europeo dal CEN; UNI che è stata recepita in Italia. «UNI EN ISO» significa quindi una norma internazionale recepita in Europa e in Italia, con contenuto tecnico identico. Il numero dopo il trattino indica la parte (per esempio 9308-1 è la parte 1 della serie 9308) e il numero dopo i due punti l’anno di pubblicazione. «ISO/TS» identifica una specifica tecnica, un documento normativo che non ha ancora lo status di norma piena. Le sigle «CEI» compaiono nelle norme sviluppate insieme al comitato elettrotecnico, come la stessa UNI CEI EN ISO/IEC 17025.

Metodi APAT-IRSA, EPA, ISTISAN e metodi interni

Non tutti i metodi sono norme ISO. Per le acque in Italia sono molto usati i «Metodi analitici per le acque» APAT-IRSA CNR (manuale 29/2003), identificati da un numero a quattro cifre, per esempio 2060 per il pH o 5130 per il COD. Compaiono anche metodi dell’agenzia statunitense EPA, frequenti per microinquinanti organici, e metodi pubblicati nei Rapporti ISTISAN dell’Istituto Superiore di Sanità. I metodi interni del laboratorio hanno un codice proprio e spesso riportano la dicitura «metodo interno» o il riferimento alla norma da cui derivano. Tutte queste tipologie possono essere accreditate, se incluse nel campo di accreditamento del laboratorio.

Acqua destinata al consumo umano: le norme più frequenti

Per i parametri microbiologici trovi in genere: UNI EN ISO 9308-1 o 9308-2 per Escherichia coli e batteri coliformi; UNI EN ISO 7899-2 per gli enterococchi intestinali; UNI EN ISO 6222 per il conteggio delle colonie a 22 °C e 36 °C; UNI EN ISO 16266 per Pseudomonas aeruginosa; UNI EN ISO 14189 per Clostridium perfringens. Per la chimica: UNI EN ISO 17294-2 (ICP-MS) o UNI EN ISO 11885 (ICP-OES) per i metalli; UNI EN ISO 10304-1 per anioni come nitrati, cloruri, solfati e fluoruri in cromatografia ionica; UNI EN ISO 10523 per il pH; UNI EN 27888 per la conducibilità. Il D.Lgs. 18/2023 fissa per i parametri chimici requisiti minimi di prestazione dei metodi, come limite di quantificazione e incertezza, più che un singolo metodo obbligatorio.

Alimenti e superfici: le norme della microbiologia alimentare

Il Reg. (CE) 2073/2005 indica per ogni criterio un metodo analitico di riferimento, ammettendo metodi alternativi validati. Le norme più ricorrenti sono: UNI EN ISO 6579-1 per Salmonella; UNI EN ISO 11290-1 e 11290-2 per la ricerca e la conta di Listeria monocytogenes; UNI EN ISO 21528-2 per gli Enterobacteriaceae; ISO 16649-2 per Escherichia coli beta-glucuronidasi positivo; UNI EN ISO 6888 per gli stafilococchi coagulasi positivi; UNI EN ISO 10272 per Campylobacter; UNI EN ISO 4833 per la carica microbica mesofila. Per i tamponi ambientali il riferimento per il prelievo è la UNI EN ISO 18593, mentre le regole generali di laboratorio sono raccolte nella UNI EN ISO 7218.

Legionella e altri ambiti

Per la Legionella il metodo colturale di riferimento è la UNI EN ISO 11731:2017, richiamata dalle Linee guida nazionali del 2015; la ISO/TS 12869 descrive la quantificazione in PCR quantitativa, utile come screening rapido ma con risultati espressi in unità genomiche e non in UFC. Il campionamento delle acque per analisi microbiologiche segue la UNI EN ISO 19458. Per l’amianto i metodi MOCF e SEM fanno riferimento al D.M. 6 settembre 1994; per il radon le norme della serie ISO 11665. Conoscere queste sigle ti aiuta a capire se un preventivo propone il metodo adatto.

Stesso parametro, metodi diversi: cosa cambia

Lo stesso parametro può essere determinato con metodi differenti, con limiti di quantificazione e incertezze diverse. Per i metalli, un metodo ICP-MS raggiunge di solito limiti più bassi rispetto a un ICP-OES: se devi confrontare il risultato con un limite di pochi microgrammi per litro, il limite di quantificazione deve essere sufficientemente inferiore. In microbiologia, un metodo rapido può dare un esito in meno tempo, ma per un controllo che deve reggere un confronto con i criteri di legge conviene un metodo di riferimento o un metodo alternativo validato. Quando confronti risultati nel tempo, usa possibilmente lo stesso metodo.

Cosa controllare nel tuo Rapporto di Prova

Per ogni riga verifica che il metodo sia indicato in modo completo, che sia coerente con la matrice analizzata e, se rilevante, che il limite di quantificazione sia adeguato al riferimento normativo. Controlla poi il simbolo che distingue le prove accreditate: un metodo normato non è automaticamente accreditato. Le analisi richieste tramite la piattaforma sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

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Domande frequenti

Cosa significa «UNI EN ISO» davanti al numero di una norma?
Che si tratta di una norma internazionale ISO adottata come norma europea (EN) e recepita in Italia da UNI, con lo stesso contenuto tecnico.
Un metodo APAT-IRSA è meno valido di una norma ISO?
No. I metodi APAT-IRSA CNR sono metodi ufficiali di riferimento per le acque in Italia. Ciò che conta è che la prova sia nel campo di accreditamento del laboratorio e adatta allo scopo.
Perché nel rapporto della Legionella c’è scritto ISO 11731 e non qPCR?
Perché il metodo colturale ISO 11731 è quello di riferimento per la verifica dei valori indicati dalle Linee guida nazionali. La qPCR è utile come screening, ma restituisce un dato diverso.

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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org