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Cromo esavalente nell'acqua: cosa sapere

Due forme dello stesso metallo

Il cromo nell'acqua si trova soprattutto in due stati di ossidazione. Il cromo trivalente, Cr(III), è poco solubile, tende a legarsi ai sedimenti ed è considerato un micronutriente. Il cromo esavalente, Cr(VI), presente come cromato o dicromato, è invece molto solubile, si muove facilmente in falda e attraversa le membrane cellulari: la IARC lo classifica come cancerogeno per l'uomo.

La distinzione ha una conseguenza pratica: un'analisi del cromo totale misura la somma delle due forme e non dice quanta parte sia esavalente. Due pozzi con lo stesso cromo totale possono avere un rischio molto diverso se in uno prevale il Cr(VI) e nell'altro il Cr(III). Per saperlo serve una prova specifica, detta speciazione.

Il cromo esavalente si cerca soprattutto nell'acqua di pozzo e nelle acque sotterranee. Per l'acqua di rete il gestore controlla il cromo totale secondo il proprio piano di monitoraggio, e i casi in cui un privato ha bisogno della speciazione sono rari.

Quali valori si applicano

Il quadro normativo italiano sul Cr(VI) è cambiato più volte, e molte informazioni che circolano sono superate. La situazione a ottobre 2026 è questa.

AcquaNormaValore
Destinata al consumo umano (rete, pozzo usato per bere)D.Lgs. 18/2023, All. I, parte Bcromo totale 25 µg/L, da rispettare entro il 12 gennaio 2026 (prima 50 µg/L); nessun valore separato per il Cr(VI)
Sotterranee, nei procedimenti sui siti contaminatiD.Lgs. 152/2006, Parte IV, All. 5, tab. 2Cr(VI) 5 µg/L; cromo totale 50 µg/L

La direttiva (UE) 2020/2184 concede agli Stati membri tempo fino al 12 gennaio 2036 per arrivare a 25 µg/L; l'Italia ha anticipato la scadenza al 2026, e la scadenza è rimasta nell'Allegato I aggiornato dal D.Lgs. 102/2025. Le soglie del D.Lgs. 152/2006 sono concentrazioni soglia di contaminazione: non sono limiti di potabilità, ma valori il cui superamento attiva le procedure di indagine su un sito.

Il limite di 10 µg/L che non è mai entrato in vigore

Chi cerca informazioni sul cromo esavalente trova spesso citato un limite di 10 µg/L per l'acqua potabile. Quel valore era stato introdotto da un decreto del Ministero della Salute del 14 novembre 2016 come misura precauzionale, ma la sua applicazione è stata rinviata più volte e il decreto è stato abrogato dal DM 30 giugno 2021, che ha fissato invece il percorso per il cromo totale da 50 a 25 µg/L.

Oggi, quindi, un risultato di Cr(VI) su acqua potabile non si confronta con 10 µg/L ma con il valore del cromo totale, di cui il Cr(VI) è una parte. Questo non rende il dato inutile. Un Cr(VI) vicino al cromo totale indica che quasi tutto il metallo è nella forma più mobile e tossica, ed è un'informazione rilevante per decidere se trattare l'acqua di un pozzo anche quando il totale è sotto 25 µg/L.

Esempio: un pozzo dà cromo totale 18 µg/L, di cui Cr(VI) 16 µg/L. Il valore per l'acqua potabile è rispettato, ma la falda supera la soglia di 5 µg/L prevista per le acque sotterranee: è un segnale che merita un approfondimento, anche con l'ARPA.

Quando ha senso cercarlo

Il Cr(VI) non è un parametro da inserire per abitudine in ogni analisi. Ha senso cercarlo in situazioni precise.

  • Pozzi in aree industriali o artigianali, attive o dismesse: galvaniche, cromature, concerie, trattamento del legno, lavorazioni dei metalli.
  • Falde in rocce ofiolitiche come le serpentiniti, presenti in diverse zone delle Alpi occidentali e dell'Appennino, dove il cromo dei minerali può ossidarsi naturalmente a Cr(VI).
  • Cromo totale già misurato e non trascurabile: la speciazione dice quanto di quel cromo è esavalente.
  • Segnalazioni di ARPA o del Comune su contaminazioni della falda nella zona.

Per un pozzo nuovo o di cui non si conosce la storia, il primo passo è di solito un profilo ampio come l'analisi completa dell'acqua di pozzo; la speciazione si aggiunge se il contesto lo giustifica. La guida su ogni quanto analizzare l'acqua di pozzo aiuta a impostare il calendario dei controlli.

Come si preleva e si analizza

Il Cr(VI) è instabile: in presenza di sostanza organica, ferro ferroso o solfuri si riduce a Cr(III) e il risultato scende anche se l'acqua è contaminata. Per questo il prelievo segue regole diverse da quelle degli altri metalli.

  1. Usare il contenitore dedicato fornito dal laboratorio, non il flacone acidificato dei metalli: l'acido favorisce la riduzione del Cr(VI).
  2. Far scorrere l'acqua del pozzo fino a stabilizzazione, così da prelevare acqua di falda e non acqua ferma nelle tubazioni.
  3. Riempire, chiudere e refrigerare subito.
  4. Consegnare nei tempi indicati dal laboratorio, che per il Cr(VI) sono brevi salvo l'uso di conservanti specifici.
  5. Prelevare nello stesso momento il campione per il cromo totale, nel suo flacone, così da poter confrontare i due dati.

In laboratorio il cromo totale si misura in ICP-MS secondo la UNI EN ISO 17294, mentre il Cr(VI) richiede metodi selettivi, colorimetrici o cromatografici. La scheda del glossario sul cromo esavalente descrive i metodi e i limiti di quantificazione; prima di ordinare conviene verificare che il limite di quantificazione del metodo sia adatto al valore con cui si vuole confrontare il dato.

Cosa fare se il cromo esavalente è presente

Se il cromo totale supera 25 µg/L l'acqua non è conforme per l'uso potabile e non va bevuta né usata per cucinare finché il problema non è risolto. Se il totale è sotto il valore ma il Cr(VI) è rilevante, la decisione richiede più attenzione: conviene ripetere l'analisi per confermare il dato, informarsi presso ARPA e Comune su eventuali contaminazioni note e valutare un trattamento.

Tra i trattamenti domestici, l'osmosi inversa e alcune resine a scambio anionico riducono efficacemente il Cr(VI), mentre caraffe e filtri a carbone attivo non sono progettati per questo scopo. In ogni caso l'efficacia si verifica analizzando l'acqua a valle dell'impianto, a impianto nuovo e periodicamente; per l'osmosi esiste la verifica dell'impianto a osmosi inversa.

Il Cr(VI) rientra tra i metalli con cui si costruisce un profilo più ampio: la guida sui metalli pesanti nell'acqua potabile spiega come scegliere quali cercare. Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore, e gli esiti sono riportati nel Rapporto di Prova.

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Domande frequenti

Esiste un limite per il cromo esavalente nell'acqua potabile?
No, non come parametro separato. Il D.Lgs. 18/2023 fissa un valore per il cromo totale, 25 µg/L da rispettare entro il 12 gennaio 2026, che comprende anche la forma esavalente. Il limite di 10 µg/L per il Cr(VI) previsto dal decreto del 2016 non è mai stato applicato ed è stato abrogato nel 2021. Per le acque sotterranee resta la soglia di 5 µg/L del D.Lgs. 152/2006.
Perché il laboratorio chiede due flaconi diversi?
Perché il cromo totale si conserva acidificando il campione, mentre l'acido altera il cromo esavalente, che va raccolto in un contenitore non acidificato e refrigerato. Usare un solo flacone per entrambe le prove porta spesso a sottostimare il Cr(VI). Il laboratorio indica anche entro quanto tempo consegnare il campione dal prelievo.
Il cromo esavalente può essere naturale?
Sì. Nelle falde che attraversano serpentiniti e altre rocce ofiolitiche il cromo contenuto nei minerali può ossidarsi e passare in acqua come Cr(VI), anche lontano da attività industriali. In questi casi è utile confrontare il dato con quello dei pozzi vicini e con le informazioni dell'ARPA sui valori di fondo naturale della zona.
Bollire l'acqua elimina il cromo esavalente?
No. La bollitura elimina parte dei microrganismi ma non rimuove i metalli: facendo evaporare una parte dell'acqua, anzi, la loro concentrazione aumenta leggermente. Per ridurre il Cr(VI) servono trattamenti specifici come l'osmosi inversa o resine selettive, la cui efficacia va verificata con un'analisi a valle.

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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)

Ultimo aggiornamento: 2026-10-16 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org