Tallio
Tl
Che cos’è
Il tallio è un metallo raro ma tra i più tossici, capace di accumularsi nell’organismo anche con esposizioni basse e prolungate. Non è tra i parametri del D.Lgs. 18/2023 sulle acque potabili, quindi non compare nelle analisi di routine: va cercato in modo mirato quando il contesto geologico o industriale lo rende plausibile. Per acque sotterranee e suoli contaminati i riferimenti sono le concentrazioni soglia del D.Lgs. 152/2006.
Dove si trova
In natura accompagna i minerali di solfuri, in particolare pirite e minerali di piombo e zinco: le acque che drenano aree minerarie o rocce mineralizzate possono arricchirsene. Fonti industriali sono la combustione del carbone, la produzione di cemento, la metallurgia di piombo e zinco e la lavorazione della pirite. Si ritrova in acque di pozzo e di sorgente di aree mineralizzate, acque sotterranee di siti contaminati, terreni, ceneri e rifiuti.
Perché si analizza
Si analizza quando il contesto lo giustifica: sorgenti e pozzi vicini a vecchie miniere, siti contaminati in fase di caratterizzazione o bonifica, terre da scavo e rifiuti da combustione. In Italia il caso dell’acquedotto di Valdicastello, nel comune di Pietrasanta, ha mostrato nel 2014 che una sorgente in un’area mineraria può portare tallio fino al rubinetto senza che i controlli di routine lo rilevino.
Matrici
Acque di pozzo e sorgente, Acque sotterranee, Terreni e suoli, Rifiuti e ceneri
Riferimenti normativi
D.Lgs. 152/2006 (Parte IV, Allegato 5), D.Lgs. 18/2023, UNI EN ISO 17294-2
Valori di riferimento per matrice
L’assenza del tallio dal D.Lgs. 18/2023 non significa che sia innocuo: significa che non è un contaminante diffuso nelle acque europee e che va gestito come rischio locale. Per le acque potabili, se viene rilevato, l’ASL e l’Istituto Superiore di Sanità esprimono valutazioni specifiche sul singolo caso. Per altre matrici esistono riferimenti numerici.
| Matrice | Riferimento | Valore |
|---|---|---|
| Acqua destinata al consumo umano | D.Lgs. 18/2023 | nessun valore di parametro; valutazione sanitaria caso per caso |
| Acque sotterranee (siti contaminati) | D.Lgs. 152/2006, Parte IV, All. 5, Tab. 2 | 2 µg/L |
| Suoli a uso verde e residenziale | D.Lgs. 152/2006, Parte IV, All. 5, Tab. 1 col. A | CSC specifica, in mg/kg s.s. |
| Suoli a uso commerciale e industriale | D.Lgs. 152/2006, Parte IV, All. 5, Tab. 1 col. B | CSC più alta, in mg/kg s.s. |
Per confronto, l’agenzia statunitense per l’ambiente (US EPA) fissa per l’acqua potabile un livello massimo di 2 µg/L. Il testo del D.Lgs. 152/2006 è consultabile su Normattiva; il quadro dei metalli nell’acqua potabile è nella scheda sui metalli pesanti nel D.Lgs. 18/2023.
Come si analizza: ICP-MS e limiti di quantificazione
Il tallio si determina con spettrometria di massa a plasma accoppiato induttivamente (ICP-MS) secondo UNI EN ISO 17294-2, l’unica tecnica di routine abbastanza sensibile per misurarlo nelle acque a frazioni di microgrammo per litro. Con l’ICP-OES o l’assorbimento atomico in fiamma il limite di quantificazione è troppo alto per una valutazione sanitaria. I principi della tecnica sono nella pagina sulla UNI EN ISO 17294.
Il risultato si esprime in µg/L nelle acque e in mg/kg di sostanza secca nei suoli. Prima di ordinare l’analisi conviene verificare che il limite di quantificazione del laboratorio sia nettamente inferiore a 2 µg/L, idealmente intorno a 0,1 µg/L. Un esito «< LOQ» con un LOQ di 5 µg/L, per esempio, non permette alcun confronto con la soglia.
Prelievo
Il campione d’acqua si preleva in contenitore di polietilene pulito per metalli e si acidifica con acido nitrico, di norma a cura del laboratorio o con il flacone già predisposto. Se interessa la frazione disciolta, la filtrazione a 0,45 µm va fatta prima dell’acidificazione.
Quando cercarlo: una checklist
Il tallio non entra nei profili standard, quindi la decisione di cercarlo nasce dal contesto. Le situazioni in cui una ricerca mirata ha senso sono poche ma ben riconoscibili.
- Pozzi o sorgenti in aree con miniere attive o dismesse, in particolare di pirite, piombo, zinco o argento.
- Caratterizzazione di siti contaminati e piani di bonifica, dove il tallio fa parte dei metalli indicati dal D.Lgs. 152/2006.
- Terre e rocce da scavo provenienti da aree mineralizzate o industriali.
- Ceneri, scorie e fanghi da combustione di carbone o da impianti metallurgici destinati a smaltimento o recupero.
- Acque che hanno già mostrato arsenico, antimonio o piombo elevati di origine geologica.
Esempio: un agriturismo con sorgente propria in una valle con vecchie gallerie minerarie ottiene un’analisi di routine conforme. Una ricerca mirata dei metalli in ICP-MS, tallio compreso, chiarisce se la sorgente risente delle mineralizzazioni. Per i suoli il riferimento operativo è l’analisi del terreno per bonifica di siti contaminati.
Effetti sulla salute e cosa fare se viene rilevato
Il tallio è assorbito facilmente per via orale, si distribuisce nei tessuti e viene eliminato lentamente. L’esposizione cronica può causare perdita di capelli, disturbi dei nervi periferici e affaticamento; per questo, in caso di rilevamento nell’acqua potabile, le autorità sanitarie adottano di norma misure prudenziali come la non potabilità della fonte.
Se un’analisi mirata lo rileva in un’acqua usata per bere:
- sospendere l’uso potabile e informare l’ASL competente;
- ripetere il prelievo per confermare il dato e individuare la sorgente o il tratto di rete interessato;
- valutare con un tecnico trattamenti specifici o una fonte alternativa, perché i comuni filtri domestici non sono progettati per il tallio.
La ricerca si ordina con l’analisi dei metalli pesanti nell’acqua, chiedendo esplicitamente il tallio, oppure con il pacchetto metalli pesanti. La guida sui rischi dei metalli pesanti nell’acqua inquadra gli altri metalli da considerare. Le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Analisi che includono Tallio
Analisi metalli pesanti nell'acqua
Arsenico, piombo, cromo, nichel, rame e alluminio in acqua di rete o di pozzo, prelievo da tecnico.
Analisi acqua di pozzo — completa
Profilo per pozzi privati: batteri fecali, coliformi, nitrati e arsenico, i rischi più frequenti nelle falde.
Analisi acque reflue di scarico
Controllo periodico dello scarico come da autorizzazione: profilo costruito sui parametri prescritti.
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Domande frequenti
- Perché il tallio non è nelle analisi standard dell’acqua potabile?
- Perché non è tra i parametri del D.Lgs. 18/2023 e della direttiva europea: è un contaminante raro, legato a situazioni geologiche o industriali particolari. I gestori lo cercano dove c’è un motivo per farlo. Per un pozzo o una sorgente privata in un’area mineraria la ricerca va richiesta esplicitamente al laboratorio.
- Qual è il valore di riferimento del tallio nelle acque sotterranee?
- Il D.Lgs. 152/2006, nella Parte IV dedicata ai siti contaminati, fissa una concentrazione soglia di contaminazione di 2 µg/L per il tallio nelle acque sotterranee. È un riferimento per la gestione dei siti contaminati, non un valore di potabilità, ma è spesso usato come termine di confronto quando il tallio viene trovato in un pozzo.
- Un filtro domestico rimuove il tallio?
- Non c’è da contarci. Le caraffe filtranti e i filtri a carbone sono progettati per cloro, sapori e alcuni contaminanti organici, non per il tallio. Impianti a osmosi inversa possono ridurlo, ma l’efficacia va dimostrata con un’analisi prima e dopo il trattamento. Con un rilevamento confermato la scelta più prudente è una fonte alternativa, d’intesa con l’ASL.
- Quale limite di quantificazione serve per il tallio?
- Il limite di quantificazione deve essere ben sotto il valore con cui si vuole confrontare il risultato. Per confrontarsi con i 2 µg/L delle acque sotterranee serve un LOQ di qualche decimo di microgrammo per litro, ottenibile con l’ICP-MS. Prima di ordinare l’analisi conviene chiedere al laboratorio qual è il suo LOQ per il tallio.
Ultimo aggiornamento: 2026-09-12