PFOA (acido perfluoroottanoico)
C8HF15O2
Che cos’è
Il PFOA (acido perfluoroottanoico) è un PFAS a otto atomi di carbonio con un gruppo carbossilico, usato per decenni come coadiuvante nella produzione di fluoropolimeri come il PTFE. È estremamente persistente, si accumula nel sangue e ha un tempo di dimezzamento nell’uomo di alcuni anni. La IARC nel 2023 lo ha classificato come cancerogeno per l’uomo (gruppo 1); nell’UE la produzione e l’uso sono vietati come inquinante organico persistente.
Dove si trova
Si trova nelle falde a valle di impianti che hanno prodotto o usato fluorochimici, in aree dove sono state impiegate schiume antincendio fluorurate, vicino a discariche e depuratori che ricevono reflui industriali. In Italia il caso più noto è la contaminazione della falda tra le province di Vicenza, Verona e Padova. Arriva all’uomo con acqua, pesce, uova e carne, e in misura minore da prodotti trattati per resistere a grassi e acqua.
Perché si analizza
Si analizza perché anche concentrazioni di nanogrammi per litro, bevute per anni, fanno aumentare i livelli nel sangue. È uno dei quattro PFAS su cui l’EFSA ha basato la dose settimanale tollerabile, per gli effetti sul sistema immunitario. Il controllo interessa gestori idrici, privati e aziende con pozzi in aree a rischio, industrie alimentari che usano acqua di falda, produttori di uova, carni e prodotti ittici e chi produce materiali a contatto con alimenti.
Matrici
Acque potabili, Acque sotterranee, Scarichi industriali, Uova, carni e prodotti della pesca
Riferimenti normativi
D.Lgs. 18/2023, D.Lgs. 102/2025, Reg. (UE) 2023/915, Reg. (UE) 2019/1021, ISO 21675
Dove il PFOA ha un valore di riferimento
Il PFOA non ha un limite «suo» nell’acqua potabile: entra in due somme. Negli alimenti ha invece tenori massimi propri, accanto a quelli per la somma dei quattro PFAS.
| Matrice | Riferimento | Come si applica al PFOA |
|---|---|---|
| Acqua destinata al consumo umano | D.Lgs. 18/2023, All. I | incluso nella somma di PFAS: 0,10 µg/L |
| Acqua destinata al consumo umano | D.Lgs. 18/2023 come modificato dal D.Lgs. 102/2025 | incluso nella somma di 4 PFAS (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS): 0,02 µg/L, con il rinvio di sei mesi disposto dalla Legge di bilancio 2026 |
| Uova, carni, frattaglie, pesci, crostacei e molluschi | Reg. (UE) 2023/915 | tenore massimo per il PFOA e per la somma dei 4 PFAS, diverso per alimento |
| Sostanze, miscele e articoli | Reg. (UE) 2019/1021 (inquinanti organici persistenti) | produzione, immissione sul mercato e uso vietati, salvo esenzioni |
Il correttivo è pubblicato in Gazzetta Ufficiale (D.Lgs. 102/2025); i tenori negli alimenti sono nel Reg. (UE) 2023/915. Il quadro di tutta la famiglia è nella scheda sui PFAS e nella pagina sulla normativa PFAS nell’acqua.
Perché il PFOA pesa tanto nelle somme
Nelle aree contaminate il PFOA è spesso il composto presente in concentrazione più alta, perché è stato prodotto e scaricato in grandi quantità ed è molto mobile in falda. Nella somma di 4 PFAS, che ha il valore più basso, basta quindi poco PFOA per avvicinarsi al limite.
Esempio: un pozzo dà PFOA 14 ng/L, PFOS 3 ng/L, PFHxS 2 ng/L e PFNA sotto il LOQ, più altri 30 ng/L di PFAS a catena corta. La somma di PFAS vale circa 49 ng/L, cioè 0,049 µg/L, sotto 0,10; la somma di 4 PFAS vale 19 ng/L, cioè 0,019 µg/L, appena sotto 0,02. In un caso così il risultato è conforme ma al limite, e l’incertezza di misura diventa decisiva: va ripetuto e monitorato.
Per la salute il riferimento è la dose settimanale tollerabile di 4,4 ng per kg di peso corporeo fissata dall’EFSA nel 2020 per la somma di PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS. Le differenze tra le molecole sono confrontate nella guida sulle sottoclassi PFOA, PFOS e PFHxS e nella scheda sul PFOS.
Analisi in LC-MS/MS e prelievo senza contaminazioni
Il PFOA si determina in cromatografia liquida con spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS), di solito dopo concentrazione su fase solida, come prevede la ISO 21675 per le acque. Per gli alimenti si usano metodi dedicati, con LOQ di frazioni di µg/kg. Il metodo è descritto nella scheda sul metodo LC-MS/MS per i PFAS. I risultati si esprimono in ng/L o µg/L: 1 µg/L corrisponde a 1.000 ng/L.
Il prelievo è il punto debole, perché il PFOA è presente in molti materiali di uso comune.
- Usare solo i flaconi in polipropilene o polietilene del laboratorio, non vetro e non tappi con guarnizioni in PTFE.
- Non indossare abiti impermeabilizzati e non usare creme sulle mani; preferire guanti in nitrile.
- Non usare nastro in PTFE, tubi in fluoropolimero o contenitori intermedi.
- Far scorrere l’acqua, riempire senza toccare l’interno del tappo e chiudere subito.
- Conservare al fresco e consegnare nei tempi indicati, con il bianco di campo se fornito.
Come leggere il risultato e cosa fare
Nel Rapporto di Prova il PFOA compare come singolo valore e dentro le somme. La prima verifica riguarda il numero di composti cercati e il LOQ di ciascuno: se il laboratorio ha cercato solo alcuni PFAS, la somma non è confrontabile con il valore di legge. Poi si controlla come sono stati trattati i valori sotto LOQ nella somma.
Se la somma di 4 PFAS o la somma di PFAS supera il valore in un pozzo usato per bere, si sospende l’uso potabile e si informa l’ASL. La bollitura non serve: il PFOA non evapora e l’acqua si concentra. Funzionano il carbone attivo granulare, le resine a scambio ionico e l’osmosi inversa, sempre con analisi a valle e sostituzione programmata dei materiali.
La ricerca PFAS in acqua potabile include il PFOA e la ricerca PFAS estesa amplia l’elenco; sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Le aree più esposte sono descritte nella guida su PFAS nell’acqua: limiti e diffusione.
Analisi che includono PFOA (acido perfluoroottanoico)
Ricerca PFAS in acqua potabile
Determinazione dei PFAS in acqua potabile con LC-MS/MS e confronto con il limite “Somma di PFAS”.
Analisi acqua potabile — conforme D.Lgs. 18/2023
Profilo allineato ai parametri del D.Lgs. 18/2023 e correttivo 102/2025.
Analisi acqua di pozzo — completa
Profilo per pozzi privati: batteri fecali, coliformi, nitrati e arsenico, i rischi più frequenti nelle falde.
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Domande frequenti
- Esiste un limite per il solo PFOA nell’acqua potabile?
- No. La normativa italiana ed europea non fissa un valore per il PFOA da solo: il composto entra nella somma di PFAS (0,10 µg/L) e, con il correttivo del 2025, nella somma di 4 PFAS insieme a PFOS, PFNA e PFHxS. Per questo il Rapporto di Prova riporta sia il valore del PFOA sia le somme da confrontare con i limiti.
- Le padelle antiaderenti rilasciano PFOA?
- Il PFOA era usato come coadiuvante nella produzione del PTFE, non come componente del rivestimento finito, e oggi nell’UE è vietato. I rivestimenti in buono stato e usati alle temperature normali di cottura non sono considerati una fonte rilevante. Per le aziende che producono materiali a contatto con alimenti, l’assenza di residui si verifica con prove analitiche dedicate.
- Il PFOA si può misurare nel sangue?
- Sì, ma è un esame di biomonitoraggio diverso dall’analisi dell’acqua e va richiesto tramite il medico o i programmi sanitari regionali, come quelli attivati nelle aree contaminate del Veneto. L’analisi dell’acqua serve invece a capire se la fonte di esposizione è ancora presente e se un trattamento domestico funziona.
- Il PFOA nell’acqua di pozzo può contaminare uova e ortaggi?
- Sì. Animali che bevono acqua contaminata accumulano PFOA nelle uova e nella carne, e gli ortaggi irrigati possono assorbirne una parte, soprattutto i PFAS a catena corta. Per le uova e le carni immesse sul mercato valgono i tenori massimi del regolamento europeo sui contaminanti. Chi alleva o coltiva in un’area a rischio dovrebbe analizzare l’acqua usata in azienda.
Ultimo aggiornamento: 2026-09-12