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PFAS — Sostanze perfluoroalchiliche

Che cos’è

I PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) sono migliaia di composti di sintesi con catene di carbonio legate al fluoro, un legame tra i più stabili della chimica. Resistono a calore, acqua e grassi, per questo sono usati in tessuti tecnici, schiume antincendio, rivestimenti e processi industriali, ma non si degradano nell’ambiente e si accumulano nell’organismo. Nell’acqua potabile il D.Lgs. 18/2023, modificato dal D.Lgs. 102/2025, regola la somma di un elenco definito di PFAS e, dal 2026, la somma di 4 PFAS prioritari.

Dove si trova

Si trovano nelle falde e nei corsi d’acqua a valle di stabilimenti che li hanno prodotti o usati, di aeroporti e aree di addestramento antincendio con schiume fluorurate, di discariche e depuratori che ricevono reflui industriali. In Italia il caso più noto è la contaminazione di una vasta area del Veneto. Possono raggiungere sia acquedotti sia pozzi privati, anche lontano dalla sorgente, perché si muovono con la falda.

Perché si analizza

Si analizzano perché l’esposizione prolungata ad alcuni PFAS è associata a effetti su fegato, sistema immunitario, metabolismo dei lipidi, sviluppo fetale e, per il PFOA, a un rischio cancerogeno. I PFAS non hanno colore, odore né sapore e i comuni trattamenti di potabilizzazione non li rimuovono. Il controllo serve ai gestori idrici, alle attività alimentari con approvvigionamento autonomo e ai privati con pozzo in aree esposte.

Matrici

Acque potabili, Acque di pozzo

Riferimenti normativi

D.Lgs. 18/2023

Metodi e norme tecniche

Come si analizza questo parametro: norme tecniche e metodi di prova di riferimento.

Acqua destinata al consumo umano (D.Lgs. 18/2023 come modificato dal D.Lgs. 102/2025): somma di PFAS 0,10 µg/L; il parametro PFAS totale è stato soppresso e si aggiunge la somma di 4 PFAS (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS), con valore più restrittivo indicato in Allegato I. Controllo del TFA obbligatorio dal 13 gennaio 2027.

Cosa ha cambiato il D.Lgs. 102/2025

Il D.Lgs. 18/2023 recepiva la direttiva (UE) 2020/2184 con due parametri: la somma di PFAS, riferita a un elenco di composti, e i PFAS totale, cioè tutto il fluoro organico. Il correttivo D.Lgs. 19 giugno 2025, n. 102 (GU n. 153 del 4 luglio 2025, in vigore dal 19 luglio 2025) ha soppresso il parametro PFAS totale, ha aggiunto la somma di 4 PFAS prioritari e ha introdotto l’acido trifluoroacetico.

ParametroValoreCompostiApplicazione
Somma di PFAS0,10 µg/Lelenco di PFAS indicato in Allegato Idal 13 gennaio 2026
Somma di 4 PFASvalore in Allegato I, più basso della somma di PFASPFOA, PFOS, PFNA, PFHxSsecondo le scadenze del decreto
TFA (acido trifluoroacetico)valore in Allegato I, parte BPFAS a catena ultracortacontrollo obbligatorio dal 13 gennaio 2027
PFAS totalesoppresso——

Il quadro normativo, comprese le scadenze per gestori e regioni, è approfondito nella scheda PFAS nell’acqua: normativa e nella guida sui nuovi limiti PFAS 2026.

Come si analizzano: LC-MS/MS e limite di quantificazione

I PFAS si determinano con cromatografia liquida accoppiata a spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS), che identifica e quantifica ciascun composto dell’elenco a concentrazioni di nanogrammi per litro. Il risultato è riportato per singola molecola e come somma, in µg/L o ng/L: 0,10 µg/L corrispondono a 100 ng/L.

Il limite di quantificazione (LOQ) è decisivo: per sommare 20 o più composti e confrontarli con 100 ng/L, ogni LOQ deve essere di pochi ng/L. Quando si confrontano due Rapporti di Prova occorre controllare quante molecole sono state cercate, con quale LOQ e come sono stati trattati i valori sotto LOQ nella somma. Il metodo è descritto nella scheda PFAS: metodo LC-MS/MS; le singole molecole hanno schede dedicate, ad esempio PFOA e PFOS.

Prelievo: evitare la contaminazione del campione

Con limiti di decine di ng/L anche piccole fonti di PFAS presenti sugli operatori o sui materiali possono falsare il risultato. Il campione si preleva nei flaconi in polipropilene o polietilene forniti dal laboratorio, mai in vetro, che può trattenere alcuni PFAS.

  1. Non usare nastro in PTFE, guanti o abbigliamento impermeabilizzato, contenitori o tappi non forniti dal laboratorio.
  2. Lavarsi le mani senza creme o cosmetici, usare guanti in nitrile.
  3. Far scorrere l’acqua, riempire senza toccare l’interno del tappo, chiudere subito.
  4. Conservare al fresco e consegnare nei tempi indicati, insieme all’eventuale bianco di campo fornito dal laboratorio.

Esempio: un caseificio con pozzo in un’area con contaminazione nota che preleva usando un tubo in PTFE rischia un falso positivo; meglio prelevare direttamente dal rubinetto, dopo scorrimento.

Come leggere il risultato e cosa fare

Il primo controllo da fare è sulla somma dei 4 PFAS prioritari, che ha il valore più basso, poi sulla somma complessiva. Un esito sotto i valori con alcune molecole quantificate segnala comunque una pressione sulla falda da monitorare nel tempo.

  • Se il valore è superato in un acquedotto, il gestore e l’ASL comunicano le misure; per un pozzo privato occorre sospendere l’uso potabile e segnalarlo al Comune e all’ASL.
  • I PFAS non si eliminano con la bollitura, che li concentra. I trattamenti efficaci sono carboni attivi granulari, resine a scambio ionico e osmosi inversa, con efficacia minore sui composti a catena corta.
  • Qualunque trattamento va verificato con analisi a monte e a valle e con sostituzione regolare dei materiali filtranti.

La ricerca PFAS in acqua potabile copre le molecole principali, mentre la ricerca PFAS estesa amplia l’elenco; prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Analisi che includono PFAS — Sostanze perfluoroalchiliche

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Domande frequenti

Le caraffe filtranti eliminano i PFAS?
Alcune caraffe con carbone attivo riducono una parte dei PFAS a catena lunga, ma l’efficacia varia molto tra prodotti, cala rapidamente con l’uso ed è bassa per i composti a catena corta come PFBS e TFA. Se l’acqua supera i valori serve un sistema dimensionato, ad esempio osmosi inversa o carbone attivo granulare in colonna, verificato con un’analisi dell’acqua trattata.
Perché il TFA è stato aggiunto separatamente?
Il TFA è un PFAS a catena ultracorta, molto mobile e diffuso, che si forma anche dalla degradazione di altri composti fluorurati, compresi alcuni pesticidi e gas refrigeranti. Si trova in concentrazioni più alte degli altri PFAS e richiede un metodo analitico specifico. Per questo il D.Lgs. 102/2025 lo ha regolato a parte, con controllo obbligatorio dal 13 gennaio 2027.
Chi ha un pozzo privato deve analizzare i PFAS?
Non c’è un obbligo generale per il singolo privato, ma l’analisi è consigliabile se il pozzo è in un’area con contaminazione nota, vicino a impianti industriali, aeroporti, discariche o depuratori, oppure se l’acqua è usata per un’attività alimentare. Le regioni e le ASL delle zone interessate forniscono spesso mappe e indicazioni sui comuni coinvolti.
Che differenza c’è tra somma di PFAS e PFAS totale?
La somma di PFAS è la somma delle concentrazioni di un elenco definito di molecole, ciascuna misurata singolarmente. Il PFAS totale era invece una stima di tutto il fluoro organico, compresi composti non identificati. Il D.Lgs. 102/2025 ha soppresso in Italia il parametro PFAS totale e ha aggiunto una somma più restrittiva limitata ai 4 PFAS prioritari.

Ultimo aggiornamento: 2026-06-20