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PFOS (acido perfluoroottansolfonico)

C8HF17O3S

Che cos’è

Il PFOS (acido perfluoroottansolfonico) è una sostanza perfluoroalchilica a 8 atomi di carbonio, tra i PFAS più persistenti e bioaccumulabili. Usato per decenni in schiume antincendio, trattamenti idrorepellenti e cromatura, è vietato come inquinante organico persistente ma resta nell’ambiente. Nell’acqua potabile pesa in due parametri del D.Lgs. 18/2023, come modificato dal D.Lgs. 102/2025: la «Somma di 4 PFAS» (0,02 µg/L, cioè 20 ng/L) e la «Somma di PFAS» (0,10 µg/L).

Dove si trova

Si trova nelle falde e nei corsi d’acqua a valle di siti produttivi di fluorochimica, aeroporti e aree di addestramento antincendio dove si sono usate schiume AFFF, impianti galvanici e discariche. Dall’acqua passa ai pesci e agli animali, e attraverso la catena alimentare all’uomo: pesci d’acqua dolce, frattaglie e uova sono tra gli alimenti in cui si ritrova più spesso. È presente anche nei fanghi di depurazione e nei suoli che li hanno ricevuti.

Perché si analizza

Si analizza perché si accumula nel sangue umano e vi resta per anni: EFSA lo considera, con PFOA, PFNA e PFHxS, tra i quattro PFAS che pesano di più sull’esposizione della popolazione europea. I gestori lo controllano nell’ambito della Somma di PFAS, le aziende alimentari lo cercano in pesce, uova e carni per i tenori massimi di legge, e chi ha un pozzo vicino a siti a rischio ne verifica l’assenza.

Matrici

Acque potabili, Acque sotterranee, Acque superficiali, Scarichi industriali, Alimenti (pesce, uova, carni)

Riferimenti normativi

D.Lgs. 18/2023 (mod. D.Lgs. 102/2025), D.Lgs. 172/2015, Reg. (UE) 2023/915, Reg. (UE) 2019/1021

Acqua potabile: nessun limite per il solo PFOS; rientra nella «Somma di 4 PFAS» con PFOA, PFNA e PFHxS (0,02 µg/L, dal 13 luglio 2026) e nella «Somma di PFAS» (0,10 µg/L), D.Lgs. 18/2023 modificato dal D.Lgs. 102/2025. Acque superficiali interne: standard di qualità di 0,00065 µg/L come media annua (D.Lgs. 172/2015). Alimenti: tenori massimi del Reg. (UE) 2023/915 per uova, carni, frattaglie e prodotti della pesca.

Limiti del PFOS nelle diverse matrici

Il PFOS è regolato in quasi tutte le matrici, ma con logiche diverse: nell’acqua potabile pesa insieme agli altri PFAS, nelle acque superficiali ha uno standard ambientale proprio molto basso, negli alimenti ha tenori massimi specifici.

MatriceRiferimentoValore
Acqua destinata al consumo umanoD.Lgs. 18/2023 come modificato dal D.Lgs. 102/2025Somma di 4 PFAS (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS): 0,02 µg/L, cioè 20 ng/L
Acqua destinata al consumo umanoD.Lgs. 18/2023, All. I parte BSomma di PFAS: 0,10 µg/L (elenco di sostanze definito dal decreto, sulla base della direttiva (UE) 2020/2184)
Acque superficiali interneD.Lgs. 172/2015 (SQA-MA)0,00065 µg/L, media annua
Biota (pesci) per la qualità ambientaleD.Lgs. 172/20159,1 µg/kg
Uova, carni, frattaglie, pesci, crostacei e molluschiReg. (UE) 2023/915tenori massimi per PFOS e per la somma di 4 PFAS, diversi per alimento

La «Somma di 4 PFAS» è una scelta italiana più severa della direttiva: il D.Lgs. 102/2025 l’ha introdotta eliminando il «PFAS totale», e la legge di bilancio 2026 ne ha rinviato l’applicazione al 13 luglio 2026. Lo stesso decreto introduce l’acido trifluoroacetico (TFA), con obbligo di rispetto entro il 12 gennaio 2027. Il valore delle acque superficiali è migliaia di volte inferiore a quello dell’acqua potabile perché tiene conto dell’accumulo nei pesci e del loro consumo. Le Regioni con contaminazioni storiche possono adottare per gli acquedotti obiettivi più restrittivi. Il quadro normativo completo dei PFAS è nella scheda sulla normativa PFAS nell’acqua e nella pagina generale sui PFAS.

Perché il PFOS si accumula più degli altri PFAS

Il PFOS ha una catena di 8 atomi di carbonio completamente fluorurati e un gruppo solfonico: una combinazione che lo rende stabile al calore, agli acidi e ai microrganismi e lo fa legare alle proteine del sangue e del fegato. Nell’uomo il tempo di dimezzamento è stimato in diversi anni, molto più lungo di quello dei PFAS a catena corta come il PFBS.

Per questo nel 2009 è stato inserito nella Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti e oggi la sua produzione e il suo uso sono vietati nell’UE dal Reg. (UE) 2019/1021, salvo esenzioni molto limitate. Nel 2020 EFSA ha fissato una dose settimanale tollerabile di 4,4 ng per kg di peso corporeo per la somma di PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS, basata sugli effetti sulla risposta immunitaria. Nel 2023 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato il PFOS come possibile cancerogeno (gruppo 2B).

Le differenze di comportamento tra PFOS, PFOA e PFHxS sono confrontate nella guida sulle sottoclassi PFOA, PFOS e PFHxS.

Come si analizza: LC-MS/MS e isomeri

Il PFOS si determina in cromatografia liquida con spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS), con estrazione su fase solida per le acque, come nella norma ISO 21675, e metodi dedicati per alimenti e biota. Il metodo è descritto nella pagina sulla determinazione dei PFAS in LC-MS/MS.

Isomeri lineari e ramificati

Il PFOS prodotto industrialmente è una miscela di isomeri: circa il 70% a catena lineare e il resto a catena ramificata. Un laboratorio che quantifica solo il picco lineare sottostima il totale. Nel referto conviene verificare che il valore indichi «PFOS totale (lineare + ramificati)» o che i due contributi siano riportati separatamente.

I risultati si esprimono in ng/L o µg/L per le acque (1 µg/L = 1000 ng/L) e in µg/kg per gli alimenti. Per un’acqua potabile il limite di quantificazione del singolo PFAS deve essere di pochi nanogrammi per litro, perché la somma dei quattro PFAS principali deve restare sotto 20 ng/L.

Prelievo, lettura del risultato e cosa fare

I PFAS sono presenti in molti materiali di uso comune, quindi il campionamento richiede attenzione per evitare contaminazioni.

  1. Usare solo i flaconi in polipropilene o polietilene forniti dal laboratorio; niente vetro, che trattiene i PFAS, e niente tappi con guarnizioni in PTFE.
  2. Evitare indumenti impermeabilizzati, creme, carta oleata e nastri adesivi durante il prelievo.
  3. Riempire, chiudere, refrigerare e consegnare nei tempi indicati.

Nella lettura, il PFOS va sommato due volte: con PFOA, PFNA e PFHxS per il confronto con 0,02 µg/L, e con tutti i PFAS dell’elenco per il confronto con 0,10 µg/L. Esempio: un pozzo con PFOS a 12 ng/L, PFOA a 9 ng/L e altri PFAS a 30 ng/L ha una Somma di PFAS di 51 ng/L, sotto 100, ma una Somma di 4 PFAS di almeno 21 ng/L, sopra il valore di 20 ng/L. In caso di superamento si sospende l’uso potabile e si valuta un trattamento a carbone attivo granulare o a osmosi inversa, da verificare con analisi successive.

La ricerca è disponibile come ricerca PFAS in acqua potabile o, per un profilo più ampio, come ricerca PFAS estesa. Le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Analisi che includono PFOS (acido perfluoroottansolfonico)

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Domande frequenti

Che differenza c’è tra PFOS e somma dei PFAS?
Il PFOS è una singola sostanza. Dopo il D.Lgs. 102/2025 conta in due somme: la «Somma di 4 PFAS», con PFOA, PFNA e PFHxS, che non deve superare 0,02 µg/L, e la «Somma di PFAS», che riunisce un elenco più ampio di sostanze e non deve superare 0,10 µg/L. Il parametro «PFAS totale» è stato invece eliminato. Un PFOS anche basso può quindi contribuire a un superamento.
Se il PFOS è vietato, perché si trova ancora nell’acqua?
Perché non si degrada: le quantità rilasciate in passato da industrie, schiume antincendio e discariche restano nei suoli e nelle falde per decenni e continuano a migrare verso pozzi e corsi d’acqua. Alcuni PFAS precursori, ancora presenti in prodotti e rifiuti, possono inoltre trasformarsi in PFOS nell’ambiente.
Quali alimenti contengono più PFOS?
Il PFOS si accumula lungo la catena alimentare, per cui si ritrova soprattutto in pesci, in particolare d’acqua dolce, in crostacei e molluschi, in frattaglie e uova. Per questi alimenti il Reg. (UE) 2023/915 fissa tenori massimi sia per il PFOS sia per la somma di PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS. Le aziende del settore li verificano con analisi in LC-MS/MS.
Bollire l’acqua elimina il PFOS?
No. Il PFOS non evapora e non si decompone alla temperatura di ebollizione; facendo evaporare parte dell’acqua la sua concentrazione può anzi aumentare. Per ridurlo servono trattamenti specifici come carbone attivo granulare, resine a scambio ionico o osmosi inversa, la cui efficacia va verificata con un’analisi a valle.

Ultimo aggiornamento: 2026-09-12