PFAS in LC-MS/MS: il metodo di analisi
I PFAS nell’acqua si determinano in cromatografia liquida accoppiata a spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS), la tecnica che consente di misurare i singoli composti a livelli di nanogrammi per litro. Capire il metodo ti serve per scegliere il pannello giusto (quali e quanti PFAS), verificare che il limite di quantificazione sia adeguato ai valori del D.Lgs. 18/2023 ed evitare contaminazioni durante il prelievo.
Cosa si misura e rispetto a quali valori
Il D.Lgs. 18/2023, recependo la Direttiva (UE) 2020/2184, prevede dal 12 gennaio 2026 la “somma di PFAS”, pari alla somma di composti specifici elencati (acidi perfluoroalchilici carbossilici e solfonici, tra cui PFOA, PFOS, PFHxS e PFNA), con valore 0,10 µg/L. Il correttivo D.Lgs. 102/2025 ha eliminato il parametro “PFAS totale” previsto dalla direttiva e ha aggiunto la “somma di 4 PFAS” (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS), con valore 0,02 µg/L dal 13 luglio 2026. La LC-MS/MS è il metodo di riferimento per entrambe le somme, perché misura ogni composto singolarmente.
Come si svolge l’analisi
A seconda dei livelli attesi, il campione viene iniettato direttamente oppure concentrato con estrazione in fase solida (SPE), che arricchisce i PFAS e rimuove le interferenze. Prima della preparazione si aggiungono standard interni marcati con isotopi stabili, che correggono perdite ed effetti matrice. La cromatografia liquida separa i composti, lo spettrometro di massa tandem li identifica tramite transizioni ione precursore/ione prodotto specifiche e li quantifica. Metodi di riferimento sono, per esempio, la ISO 21675 e metodi EPA dedicati alle acque potabili.
Limite di quantificazione: il dato da controllare
Per la verifica di conformità la direttiva richiede in generale metodi con limite di quantificazione non superiore al 30% del valore di parametro. Per la somma di PFAS questo significa poter quantificare ciascun composto a pochi nanogrammi per litro. Quando confronti preventivi o rapporti, controlla quanti e quali PFAS sono compresi nel pannello e il limite di quantificazione di ciascuno: un pannello ridotto o limiti alti possono dare una somma sottostimata.
Prelievo: come evitare contaminazioni
I PFAS sono presenti in molti materiali di uso comune (PTFE, alcuni tessuti tecnici, carte e imballaggi trattati, alcuni prodotti per la cura personale), per cui il rischio di contaminare il campione è concreto. Si usano contenitori in polipropilene o polietilene ad alta densità forniti dal laboratorio, senza tappi o guarnizioni in PTFE, evitando contatti con guanti, nastri o fogli non idonei. Il laboratorio usa bianchi di campo e di procedura per escludere contaminazioni.
Come leggere il Rapporto di Prova
Il rapporto elenca i singoli PFAS determinati con il loro risultato (valore o “minore del limite di quantificazione”) e la somma calcolata. Verifica come vengono trattati i valori sotto il limite nel calcolo della somma e se è indicata l’incertezza di misura. Un risultato sotto il valore di parametro ma con PFAS quantificati merita di essere monitorato nel tempo, soprattutto se il pozzo si trova in un’area con contaminazione nota.
Quando ha senso analizzare i PFAS
Il controllo è prioritario per chi usa pozzi in aree con contaminazione documentata, come la zona tra le province di Vicenza, Verona e Padova in Veneto, oggetto di monitoraggi sanitari e ambientali dal 2013, o in prossimità di siti industriali che hanno prodotto o impiegato composti fluorurati, aeroporti e aree di addestramento antincendio in cui sono state usate schiume filmogene, discariche e impianti di trattamento rifiuti. È utile anche per le imprese alimentari che usano acqua di pozzo e per chi deve rispettare i nuovi parametri dal 2026. Per chi è allacciato all’acquedotto, i dati sui PFAS sono in genere disponibili presso il gestore.
Cosa fare se i PFAS superano il valore
Per l’acqua destinata al consumo umano: sospendi l’uso potabile o valuta un trattamento efficace sui PFAS, come carbone attivo granulare, resine a scambio ionico o osmosi inversa, verificandone il rendimento con analisi a valle e la sostituzione periodica dei media. Informa l’ASL se l’acqua è fornita a terzi. Per i dettagli normativi, le aree più interessate e il quadro regolatorio vedi la pagina dedicata alla normativa PFAS. Le analisi offerte sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
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Fonti
Domande frequenti
- Perché i PFAS richiedono un metodo così sensibile?
- Perché i valori di legge sono dell’ordine di decine o centinaia di nanogrammi per litro e ogni composto della somma deve essere quantificato a pochi ng/L. Solo la LC-MS/MS offre sensibilità e selettività sufficienti.
- Quanti PFAS devo far analizzare?
- Per verificare la “somma di PFAS” del D.Lgs. 18/2023 servono i 20 composti indicati dalla direttiva. Pannelli estesi possono includere altri PFAS di interesse locale o emergenti.
- Posso usare una bottiglia d’acqua minerale vuota per il campione?
- No. Usa solo i contenitori forniti dal laboratorio, puliti e privi di materiali fluorurati, per evitare contaminazioni o perdite per adsorbimento.
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14