Ossigeno disciolto
Che cos’è
L’ossigeno disciolto è la quantità di ossigeno gassoso presente in soluzione nell’acqua, espressa in mg/L di O2 oppure come percentuale di saturazione rispetto al massimo possibile a quella temperatura e pressione. È l’indicatore più diretto della capacità di un corpo idrico di sostenere pesci e invertebrati, e insieme a BOD5 e COD racconta quanto carico organico l’acqua sta smaltendo.
Dove si trova
Si misura in fiumi, torrenti, laghi, invasi, acque di transizione e marine, negli impianti di acquacoltura e nelle vasche di ossidazione dei depuratori. La concentrazione cambia con la temperatura, l’altitudine, la salinità, la turbolenza e l’attività biologica: di giorno le alghe producono ossigeno con la fotosintesi, di notte la respirazione lo consuma, per cui nello stesso punto il valore può variare molto tra alba e pomeriggio.
Perché si analizza
Si analizza perché valori bassi indicano inquinamento organico, scarichi non depurati o eutrofizzazione, e sotto certe soglie causano morie di pesci. Nel monitoraggio dei corsi d’acqua del D.Lgs. 152/2006 entra nell’indice LIMeco come percentuale di saturazione; serve anche a chi gestisce scarichi, laghetti di pesca, allevamenti ittici e depuratori, dove l’ossigeno nelle vasche regola l’efficienza della depurazione biologica.
Matrici
Acque superficiali, Acque destinate alla vita dei pesci, Acque reflue
Riferimenti normativi
D.Lgs. 152/2006
mg/L e percentuale di saturazione: la tabella che serve
Lo stesso valore in mg/L può essere buono o critico a seconda della temperatura, perché l’acqua calda trattiene meno ossigeno. Per questo si riporta anche la percentuale di saturazione: il 100% indica equilibrio con l’aria, valori molto bassi indicano consumo, valori ben oltre il 100% di giorno indicano fotosintesi intensa, tipica delle acque eutrofiche.
| Temperatura dell’acqua | Ossigeno a saturazione (acqua dolce, livello del mare) |
|---|---|
| 0 °C | circa 14,6 mg/L |
| 10 °C | circa 11,3 mg/L |
| 15 °C | circa 10,1 mg/L |
| 20 °C | circa 9,1 mg/L |
| 25 °C | circa 8,3 mg/L |
| 30 °C | circa 7,6 mg/L |
Esempio: 7 mg/L a 10 °C corrispondono a poco più del 60% di saturazione, quindi a un consumo marcato; lo stesso valore a 28 °C è vicino alla saturazione. In quota la solubilità diminuisce ancora per la minore pressione atmosferica, e nelle acque salate è più bassa che nelle dolci. Per questo nel Rapporto di Prova la temperatura dell’acqua al prelievo è un dato indispensabile.
Riferimenti normativi per le acque superficiali
Nella classificazione dello stato ecologico dei fiumi, l’Allegato 1 alla Parte III del D.Lgs. 152/2006, come modificato dal DM 260/2010, usa l’indice LIMeco, che combina ossigeno disciolto come scostamento dalla saturazione, azoto ammoniacale, azoto nitrico e fosforo totale. La pagina sul monitoraggio delle acque superficiali spiega come si arriva alla classe di qualità.
| Ambito | Riferimento | Come si usa l’ossigeno |
|---|---|---|
| Stato ecologico dei fiumi | D.Lgs. 152/2006, All. 1 Parte III, tab. 4.1.2/a (LIMeco) | % di saturazione, punteggio per classi |
| Acque salmonicole | D.Lgs. 152/2006, All. 2 sez. B, tab. 1/B | imperativo: 50% dei campioni ≥ 9 mg/L |
| Acque ciprinicole | D.Lgs. 152/2006, All. 2 sez. B, tab. 1/B | imperativo: 50% dei campioni ≥ 7 mg/L |
| Scarichi in acque superficiali | D.Lgs. 152/2006, All. 5 Parte III | nessun limite; si controllano BOD5, COD e azoto |
I valori per le acque dei pesci derivano dalla direttiva 2006/44/CE, che indica la misura con metodo di Winkler o con elettrodo e un campionamento almeno mensile, con più prelievi al giorno quando si sospettano forti variazioni giornaliere.
Come si misura: sonda in campo o metodo di Winkler
L’ossigeno cambia appena il campione entra in contatto con l’aria o si scalda, quindi la misura più affidabile è quella in campo. Le tre tecniche principali sono la sonda elettrochimica (UNI EN ISO 5814), la sonda ottica a luminescenza (ISO 17289), che non consuma ossigeno e richiede poca manutenzione, e il metodo iodometrico di Winkler (UNI EN 25813), in cui l’ossigeno viene fissato sul posto con reattivi e titolato in laboratorio. Il metodo APAT CNR IRSA 4120 descrive le stesse tecniche.
- Misurare in sito, a profondità e punto rappresentativi, annotando ora del giorno, temperatura dell’acqua e, se possibile, pressione o quota.
- Se si usa il metodo di Winkler, riempire la bottiglia tarata facendola traboccare, senza bolle d’aria, e aggiungere subito i reattivi di fissaggio.
- Non trasportare in laboratorio un campione non fissato per misurare l’ossigeno: il dato non sarebbe più rappresentativo.
- Per confrontare campagne diverse, ripetere la misura alla stessa ora del giorno.
Le regole generali di prelievo sono nella scheda sulla UNI EN ISO 5667. Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025; prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Come leggere il risultato
Un valore basso va interpretato insieme ai parametri che spiegano il consumo di ossigeno. Il BOD5 misura quanto ossigeno serve ai batteri per degradare la sostanza organica biodegradabile; il COD stima tutta la sostanza ossidabile; l’ammonio consuma ossigeno quando viene nitrificato. Se a valle di uno scarico l’ossigeno cala e questi parametri salgono, il nesso è probabile.
- Valori vicini al 100% di saturazione: acqua ben ossigenata, condizione tipica dei torrenti montani.
- Forte sovrasaturazione di pomeriggio e valori bassi all’alba: crescita algale e possibile eutrofizzazione.
- Valori bassi stabili, odore e acque torbide: carico organico in eccesso o ristagno.
Esempio: il gestore di un laghetto di pesca sportiva che misura l’ossigeno solo a mezzogiorno d’estate può trovare valori rassicuranti e subire comunque una moria notturna. La misura all’alba, quando l’ossigeno è al minimo, è quella che indica il rischio. Per i depuratori e gli scarichi, il profilo analisi acque reflue e la guida su COD e BOD nelle acque reflue completano il quadro.
Analisi che includono Ossigeno disciolto
Analisi acque reflue di scarico
Controllo periodico dello scarico come da autorizzazione: profilo costruito sui parametri prescritti.
Analisi acqua di pozzo — completa
Profilo per pozzi privati: batteri fecali, coliformi, nitrati e arsenico, i rischi più frequenti nelle falde.
Analisi COD e BOD nelle acque reflue
Analisi COD e BOD5 delle acque reflue con azoto ammoniacale e ossigeno disciolto: carico organico dello scarico e resa del depuratore rispetto al D.Lgs. 152/2006.
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Scegli l’analisi adatta tra quelle disponibili o richiedi un preventivo gratuito: le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025 con Rapporto di Prova.
Domande frequenti
- Qual è un valore normale di ossigeno disciolto in un fiume?
- Non esiste un valore unico, perché dipende dalla temperatura: un fiume sano è in genere vicino alla saturazione, che a 20 °C corrisponde a circa 9 mg/L e a 10 °C a circa 11 mg/L. Valori stabilmente lontani dalla saturazione, in difetto o in eccesso, indicano un’alterazione. Per questo è utile leggere sempre anche la percentuale di saturazione e la temperatura.
- Posso spedire un campione d’acqua al laboratorio per misurare l’ossigeno?
- Solo se il campione è stato fissato sul posto con i reattivi del metodo di Winkler, in una bottiglia riempita senza bolle d’aria. Un campione semplicemente raccolto e spedito scambia ossigeno con l’aria e cambia temperatura durante il trasporto, quindi il valore misurato all’arrivo non rappresenta più l’acqua di partenza. Per questo di solito si misura in campo con una sonda.
- Che differenza c’è tra ossigeno disciolto e BOD5?
- L’ossigeno disciolto è quanto ossigeno c’è nell’acqua in quel momento. Il BOD5 misura quanto ossigeno viene consumato in cinque giorni dai microrganismi che degradano la sostanza organica del campione. Il primo descrive lo stato dell’ecosistema, il secondo il carico inquinante che tende a impoverirlo. Nel controllo degli scarichi si misura il BOD5, nei corsi d’acqua entrambi.
Ultimo aggiornamento: 2026-09-12