Caratterizzazione di base del rifiuto
La caratterizzazione di base fornisce al produttore del rifiuto i dati analitici per classificarlo: attribuire il codice EER, decidere tra voce pericolosa e non pericolosa nei codici a specchio e verificare le caratteristiche di pericolo HP. Il set di parametri si definisce sul processo che ha generato il rifiuto. Ricevi un Rapporto di Prova; prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Classificare è un obbligo del produttore
Nella Parte IV del D.Lgs. 152/2006 la classificazione spetta al produttore del rifiuto, che deve attribuire il codice dell’elenco europeo dei rifiuti prima di avviarlo a recupero o smaltimento. Il codice EER compare nel formulario, nel registro di carico e scarico e nelle autorizzazioni dell’impianto che lo riceve: un codice sbagliato espone a sanzioni chi lo ha attribuito e fa respingere il carico.
I criteri tecnici sono quelli delle Linee guida SNPA sulla classificazione dei rifiuti, approvate con il D.M. 9 agosto 2021 n. 47, che rimandano al Reg. (UE) 1357/2014 per le caratteristiche di pericolo e alla Decisione 2014/955/UE per l’elenco. Una spiegazione dei codici è nella guida su classificazione dei rifiuti e codici EER; il testo del regolamento è su EUR-Lex.
Quando servono le analisi e quando no
Non tutti i rifiuti richiedono analisi. Le voci assolute, pericolose o non pericolose, si attribuiscono in base all’origine; le analisi diventano decisive nei codici a specchio, cioè le coppie di voci con lo stesso rifiuto in versione pericolosa e non pericolosa, come i fanghi o i materiali da demolizione.
- Si individua il capitolo dell’elenco in base all’attività che ha prodotto il rifiuto.
- Si verifica se la voce è assoluta o a specchio.
- Per le voci a specchio si individuano le sostanze che il processo può aver introdotto.
- Il laboratorio determina quelle sostanze e le confronta con i valori soglia delle caratteristiche HP.
- Il produttore attribuisce il codice e conserva il Rapporto di Prova con la documentazione di classificazione.
Il terzo passo è quello che determina il costo: per questo il set analitico non è fisso e si concorda sulla base della scheda del processo, delle schede di sicurezza delle materie prime e di eventuali analisi precedenti.
Dalle sostanze alle caratteristiche di pericolo
Il laboratorio non misura direttamente la pericolosità: misura concentrazioni, che si confrontano con i limiti delle caratteristiche HP. Alcuni esempi frequenti:
| Caratteristica | Esempio di sostanze cercate | Rifiuti tipici |
|---|---|---|
| HP7 cancerogeno | IPA, alcuni metalli come composti del cromo esavalente | Scorie, fanghi, terre da attività industriali |
| HP14 ecotossico | Metalli come rame, zinco, piombo, idrocarburi | Fanghi di trattamento, polveri di lavorazione |
| HP6 tossicità acuta | Metalli, solventi, sostanze del processo | Residui di verniciatura, fondami |
| HP4 / HP8 irritante o corrosivo | pH estremi | Fanghi alcalini, residui di decapaggio |
Quando il laboratorio misura un metallo ma non può stabilirne la forma chimica, le Linee guida SNPA prevedono di considerare il composto più pericoloso plausibile per quel processo: conoscere bene il ciclo produttivo evita classificazioni inutilmente severe.
Campione, Rapporto di Prova e dopo
Il campione deve rappresentare il rifiuto come viene effettivamente prodotto. Per un rifiuto eterogeneo, come materiale da demolizione o fanghi stratificati, si preleva da più punti e si forma un campione composito; per un rifiuto di processo stabile basta un campione rappresentativo di un ciclo normale. Il verbale di campionamento, con data, punto e modalità, va conservato con il Rapporto di Prova.
Con il risultato il produttore attribuisce il codice. Se il rifiuto va in discarica serve un passaggio ulteriore, il test di cessione e la verifica dei criteri di ammissibilità, offerto dalla caratterizzazione per smaltimento in discarica. La caratterizzazione va ripetuta quando cambia il processo o le materie prime.
Esempio pratico
Esempio: un’officina meccanica produce fanghi dalla vasca di lavaggio dei pezzi, classificabili con un codice a specchio. Il produttore comunica il processo e i prodotti usati; il set analitico comprende metalli e idrocarburi. Il prezzo di partenza è 180 euro e si conferma con preventivo sul set definitivo; il Rapporto di Prova arriva in circa 10 giorni dall’arrivo del campione.
I valori restano sotto le soglie delle caratteristiche HP pertinenti e il fango si classifica con la voce non pericolosa, con un risparmio rilevante sul conferimento. Per le terre di scavo, che seguono regole proprie, c’è l’analisi delle terre e rocce da scavo; il quadro normativo è nella pagina sulla classificazione dei rifiuti nel D.Lgs. 152/2006.
Domande frequenti
- Posso usare l’analisi di un rifiuto simile prodotto da un’altra azienda?
- No. La classificazione riguarda il rifiuto prodotto dal tuo processo, con le tue materie prime e le tue condizioni operative. Un’analisi di un altro produttore può aiutare a scegliere i parametri, ma non dimostra nulla sul tuo rifiuto. In caso di controllo serve un Rapporto di Prova riferito a un campione del rifiuto effettivamente prodotto, con verbale di campionamento.
- Ogni quanto va ripetuta la caratterizzazione?
- Ogni volta che cambiano il processo, le materie prime o le caratteristiche del rifiuto, e comunque con la periodicità richiesta dall’impianto di destinazione o dalle autorizzazioni. Molti impianti chiedono un aggiornamento almeno annuale per i rifiuti prodotti con continuità. Conviene verificarlo nel contratto di conferimento, così da pianificare un solo campionamento per entrambe le esigenze.
- Che differenza c’è con la caratterizzazione per la discarica?
- Questa analisi serve a classificare il rifiuto e ad attribuire il codice EER, qualunque sia la destinazione. La caratterizzazione per la discarica aggiunge la verifica dei criteri di ammissibilità della categoria di discarica, che si basa soprattutto sul test di cessione dell’eluato. Se il rifiuto va a recupero, spesso basta la classificazione più le analisi richieste dall’impianto.
Guide e approfondimenti
- Campionamento accreditato: perché conta quanto l’analisi
- Classificazione dei rifiuti e codici EER: il ruolo delle analisi
- Test di cessione sui rifiuti: cos'è e quando serve
- Classificazione dei rifiuti e D.Lgs 152/2006
- Terre e rocce da scavo: il DPR 120/2017
- UNI EN 12457: test di cessione (lisciviazione) dei rifiuti
- Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA): IPPC e D.Lgs 152/2006