Analisi del terreno agricolo
L’analisi del terreno agricolo dice due cose a chi coltiva o acquista un fondo: quali caratteristiche ha il suolo, utili a impostare concimazioni e colture, e se piombo e arsenico sono presenti a livelli che richiedono attenzione. È pensata per aziende agricole, agronomi, orticoltori e acquirenti di terreni. Ricevi un Rapporto di Prova; prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Quando conviene analizzare il terreno
Per la gestione agronomica l’analisi non è imposta da una norma generale, ma è il presupposto di molti adempimenti e scelte: i piani di concimazione richiesti in alcune zone e da alcuni disciplinari, le misure dei programmi di sviluppo rurale, l’impianto di colture pluriennali come vigneti e frutteti. I metodi di riferimento sono i Metodi ufficiali di analisi chimica del suolo approvati con il D.M. 13 settembre 1999.
La ricerca dei metalli serve invece quando il fondo è vicino a strade molto trafficate, aree industriali, vecchie discariche o è stato oggetto di riporti, oppure quando lo si acquista. Per le aree agricole le soglie di riferimento sui contaminanti sono state fissate dal D.M. 1 marzo 2019, n. 46, che integra la disciplina del Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/2006. Chi intende spandere fanghi di depurazione deve inoltre analizzare il suolo prima dell’utilizzo, come prevede il D.Lgs. 99/1992. Altre analisi per l’agricoltura sono raccolte nella pagina dedicata alle aziende agricole e agriturismi.
Cosa dicono i parametri e come usarli
Il profilo chimico-fisico descrive la fertilità del suolo; piombo e arsenico ne descrivono la qualità ambientale. La tabella riassume come si leggono i dati più usati.
| Parametro | Cosa indica | Come si usa |
|---|---|---|
| Tessitura (sabbia, limo, argilla) | Capacità di trattenere acqua e nutrienti | Irrigazione, lavorazioni, rischio di dilavamento |
| pH | Reazione acida, neutra o alcalina | Scelta delle colture, disponibilità di fosforo e microelementi |
| Sostanza organica | Riserva di nutrienti e struttura del suolo | Apporti di letame o ammendanti |
| Azoto, fosforo assimilabile, potassio scambiabile | Dotazione di elementi nutritivi | Dosi di concimazione |
| Calcare totale e attivo | Rischio di clorosi ferrica | Scelta dei portinnesti in vigneto e frutteto |
| Piombo e arsenico | Contaminazione antropica o di origine naturale | Confronto con le soglie per le aree agricole |
I dati agronomici si interpretano per classi di dotazione (basso, medio, alto) in relazione alla coltura; i metalli si confrontano con valori numerici di riferimento.
Come si preleva un campione rappresentativo
Il risultato vale quanto il campione. Un singolo prelievo in un punto del campo non rappresenta l’appezzamento: serve un campione composito, formato da più sottocampioni.
- Dividi il fondo in zone omogenee per tipo di suolo, coltura e storia di gestione.
- In ogni zona preleva numerosi sottocampioni distribuiti a zig-zag su tutta la superficie, evitando bordi, scoline, punti di accumulo di letame e capezzagne.
- Rimuovi la vegetazione e preleva alla profondità delle radici, di solito lo strato lavorato.
- Mescola i sottocampioni in un secchio pulito e invia la quantità di miscela indicata nelle istruzioni di spedizione.
- Evita di campionare subito dopo concimazioni o con terreno fradicio.
Per la ricerca dei metalli usa attrezzi in acciaio inox o plastica, non zincati. Se il terreno sarà oggetto di una verifica ambientale formale, il campionamento va eseguito da un tecnico con verbale.
Se piombo o arsenico risultano elevati
Un valore elevato non significa per forza contaminazione: in alcune zone, per esempio su suoli di origine vulcanica, l’arsenico può avere un fondo naturale alto. Il primo passo è confrontare il dato con le soglie per le aree agricole e con i valori di fondo noti per quel territorio, disponibili presso ARPA e Regioni.
Se il superamento è confermato e non spiegabile con il fondo naturale, si entra nel percorso del Titolo V del D.Lgs. 152/2006, con la comunicazione agli enti e l’indagine sul sito: in quel caso serve l’analisi del terreno per bonifica dei siti, con un set di parametri più ampio. Vale la pena controllare anche l’acqua usata per irrigare, come spiega la guida sull’analisi dell’acqua per irrigazione.
Esempio pratico
Esempio: un’azienda agricola acquista due ettari confinanti con una strada provinciale per impiantare un frutteto. Divide il fondo in due zone, la fascia vicina alla strada e il resto, e invia due campioni compositi. Ogni analisi costa 129 euro e il Rapporto di Prova arriva in circa 10 giorni dall’arrivo del campione.
Il profilo chimico-fisico mostra un calcare attivo elevato, che orienta la scelta del portinnesto; il piombo nella fascia stradale è più alto che nel resto del fondo ma resta entro i riferimenti. L’azienda decide di tenere una fascia di rispetto a prato lungo la strada.
Domande frequenti
- Ogni quanto rifare l’analisi del terreno?
- Non esiste una scadenza fissa. Tessitura e calcare cambiano pochissimo, quindi basta misurarli una volta; sostanza organica e nutrienti variano con la gestione e si ricontrollano a intervalli di qualche anno, prima con colture molto esigenti o dopo cambi importanti di gestione o di disciplinare. I metalli si ricontrollano solo se emergono nuovi fattori di rischio vicino al fondo.
- L’analisi serve anche per un orto domestico?
- Sì, soprattutto per i metalli. Gli orti urbani o vicini a strade, ferrovie, vecchi capannoni o terreni di riporto possono contenere piombo in quantità non trascurabili. In questo caso basta un campione composito dell’area coltivata. Il risultato ti dice se puoi coltivare senza precauzioni o se è meglio usare cassoni rialzati con terriccio di provenienza nota.
- Che differenza c’è con l’analisi delle terre e rocce da scavo?
- Le terre e rocce da scavo seguono il D.P.R. 120/2017 e servono a dimostrare che il materiale scavato può essere riutilizzato come sottoprodotto in un altro sito. L’analisi del terreno agricolo riguarda invece il suolo coltivato rimasto al suo posto. Se devi movimentare terra da un cantiere, il prodotto giusto è l’analisi delle terre e rocce da scavo.