Laboratorio accreditato ISO/IEC 17025laboratorioaccreditato.orgAnalisi da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025

Analisi terre e rocce da scavo

L’analisi verifica se terre e rocce da scavo possono essere riutilizzate come sottoprodotto secondo il DPR 120/2017, confrontando i risultati con le concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) del D.Lgs. 152/2006 per la destinazione d’uso del sito di riutilizzo. Si rivolge a imprese edili, committenti, progettisti e direttori lavori. Sui campioni conferiti al laboratorio partner si determina il set analitico per metalli, idrocarburi e, quando pertinenti, amianto, BTEX e IPA; gli esiti sono riportati nel Rapporto di Prova.

Parametri analizzati

Tempi di risposta
12 giorni lavorativi
Modalità di campionamento
Laboratorio
Riferimenti normativi
D.Lgs 152/2006

A chi serve e quando richiederla

Serve a chi produce materiali da scavo in cantieri edili, stradali e infrastrutturali e vuole riutilizzarli, nello stesso sito o in un altro, invece di gestirli come rifiuto. Le analisi si eseguono di norma in fase di progettazione o prima dell’avvio degli scavi, perché i risultati devono essere disponibili per la dichiarazione di utilizzo dei cantieri di piccole dimensioni o per il piano di utilizzo dei cantieri di grandi dimensioni, da trasmettere agli enti competenti. Sono utili anche quando il materiale scavato mostra colorazioni o odori anomali.

Il quadro normativo: DPR 120/2017 e CSC

Il DPR 120/2017 disciplina la gestione delle terre e rocce da scavo come sottoprodotti. Per essere riutilizzate, devono rispettare le concentrazioni soglia di contaminazione della Tabella 1, Allegato 5, Titolo V, Parte IV del D.Lgs. 152/2006: la colonna A vale per siti a uso verde pubblico, privato e residenziale, la colonna B per siti a uso commerciale e industriale. Il confronto si fa con la colonna corrispondente alla destinazione d’uso del sito in cui il materiale verrà riutilizzato.

Il set analitico

L’allegato 4 del DPR 120/2017 indica un set analitico minimo che comprende metalli e metalloidi come arsenico, cadmio, cobalto, cromo totale e cromo esavalente, mercurio, nichel, piombo, rame e zinco, gli idrocarburi pesanti C>12 e l’amianto. In presenza di infrastrutture viarie o di attività potenzialmente inquinanti nelle vicinanze si aggiungono BTEX e idrocarburi policiclici aromatici. La composizione definitiva del set si conferma con il supporto in base alla storia del sito e alle richieste degli enti.

Come si campiona

Il numero di punti di prelievo dipende dall’estensione dell’area di scavo, secondo i criteri dell’allegato 2 del DPR 120/2017, e per le opere lineari si campiona a intervalli regolari lungo il tracciato. Il prelievo è eseguito da un tecnico con pozzetti o sondaggi alle profondità di scavo previste; in campo si scarta la frazione superiore a 2 cm e si conferisce al laboratorio la frazione fine in contenitori puliti, in vetro per gli analiti organici. Ogni campione va identificato con punto, profondità e data.

Come leggere il Rapporto di Prova

Il Rapporto di Prova riporta per ciascun parametro la concentrazione in mg/kg di sostanza secca, riferita al totale del campione secco come richiesto dal DPR 120/2017, con il limite di quantificazione. Se tutti i valori rientrano nella colonna di riferimento il materiale è idoneo dal punto di vista ambientale. Un superamento dovuto a fondo naturale, frequente per arsenico in aree vulcaniche o per cromo e nichel in terreni di origine ofiolitica, può essere gestito con le procedure previste per i valori di fondo, concordate con l’ARPA; altrimenti il materiale va gestito come rifiuto, con caratterizzazione e test di cessione. Le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Domande frequenti

Quando le terre da scavo sono riutilizzabili come sottoprodotto?
Quando rispettano le CSC della destinazione d’uso del sito di riutilizzo e gli altri requisiti del DPR 120/2017. Il Rapporto di Prova fornisce le evidenze analitiche per la documentazione di cantiere.
Devo confrontarmi con la colonna A o con la colonna B?
Con la colonna corrispondente al sito di destinazione: A per aree verdi e residenziali, B per aree commerciali e industriali. Lo stesso materiale può essere idoneo per un sito e non per un altro.
Cosa succede se l’arsenico supera il limite per cause naturali?
Se il superamento dipende dal fondo naturale dell’area, il DPR 120/2017 consente il riutilizzo nello stesso contesto geologico, previa procedura concordata con l’ARPA territorialmente competente.

Settori che richiedono questa analisi