Domande frequenti sulle analisi accreditate ISO/IEC 17025
Prima di ordinare: come capire quale analisi ti serve
Parti dallo scopo. Per un controllo privato dell’acqua di casa basta spesso un profilo di base; per un pozzo usato a scopo potabile serve un profilo più ampio, adattato alla zona; per un’attività alimentare le analisi derivano dal piano di autocontrollo HACCP; per una struttura ricettiva la Legionella segue la valutazione del rischio. Se l’analisi ti è stata chiesta da un ente, da un’ASL o da un cliente, fatti indicare per iscritto parametri, metodo o riferimento normativo: è l’informazione che evita di ripetere l’analisi. Le guide sulla scelta dell’analisi dell’acqua e delle analisi HACCP approfondiscono i singoli casi.
Campionamento: fai da te o tecnico?
Per molti controlli privati puoi prelevare il campione seguendo le istruzioni del kit: contenitori sterili per la microbiologia, eventuali conservanti, modalità di scorrimento dell’acqua. In quel caso il Rapporto di Prova indicherà che i risultati si riferiscono al campione così come ricevuto. Il prelievo da parte di un tecnico è consigliabile, e talvolta necessario, quando il dato deve essere presentato a terzi, quando servono misure in campo (temperatura dell’acqua, cloro residuo) o quando la procedura è complessa, come per la Legionella secondo le Linee guida nazionali del 2015 o per i campionamenti ambientali.
Spedizione e accettazione del campione
I campioni microbiologici devono arrivare al laboratorio refrigerati e in tempi brevi, di norma entro 24 ore dal prelievo per le acque, secondo le indicazioni della UNI EN ISO 19458 e del laboratorio. Per questo i prelievi vanno programmati in giorni che permettano la consegna, evitando venerdì e prefestivi se il corriere non garantisce la consegna rapida. Se il campione arriva oltre i tempi, a temperatura non idonea o in contenitori non conformi, il laboratorio può rifiutarlo oppure accettarlo con una riserva scritta nel rapporto: in questo caso il risultato potrebbe non essere utilizzabile per lo scopo previsto.
Tempi di risposta: da cosa dipendono
I tempi dipendono soprattutto dal metodo. Molte analisi chimiche di base si completano in pochi giorni lavorativi; le conte microbiologiche richiedono le ore di incubazione previste dalla norma, a cui si aggiungono eventuali conferme; la ricerca colturale della Legionella prevede un’incubazione di più giorni e quindi tempi più lunghi; analisi strumentali complesse, come PFAS o pesticidi, possono richiedere più tempo per la preparazione del campione. Un tempo di risposta molto più breve di quello del metodo dichiarato è un segnale da approfondire.
Il Rapporto di Prova: valore, durata e uso con gli enti
Il Rapporto di Prova documenta l’esito sul campione analizzato e non ha una scadenza propria; la frequenza dei controlli la stabiliscono la normativa e il tuo piano di autocontrollo. Puoi presentarlo a un ente o a un cliente come documento tecnico; la sua spendibilità per uno specifico adempimento dipende però da prova, matrice, metodo, campionamento e da chi lo ha eseguito. Conserva l’originale digitale firmato e non modificarlo: estrarre singole pagine o righe può renderlo non valido agli occhi di chi lo riceve. Se l’intestatario deve essere un altro soggetto (per esempio il condominio e non l’amministratore), indicalo al momento dell’ordine.
Prove accreditate e prove non accreditate nello stesso ordine
Capita spesso che un profilo comprenda parametri accreditati e parametri non accreditati presso il laboratorio esecutore. È normale e legittimo, purché il rapporto lo indichi chiaramente. Se per il tuo scopo servono solo prove accreditate, dichiaralo al momento dell’ordine: si potrà scegliere un laboratorio partner che abbia in accreditamento quelle specifiche prove o un metodo alternativo accreditato. La regola di fondo è sempre la stessa: prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore, accreditato UNI CEI EN ISO/IEC 17025.
Se un valore è fuori limite
Prima di tutto verifica il contesto: punto di prelievo, modalità di campionamento, eventuali interventi sull’impianto nei giorni precedenti. Poi ripeti il controllo in modo mirato e, se il dato si conferma, intervieni sulla causa con l’aiuto di un tecnico (idraulico, manutentore, consulente HACCP). Nei casi in cui l’acqua è fornita a terzi o il prodotto è già sul mercato, la normativa prevede obblighi specifici, inclusa la comunicazione all’autorità sanitaria. Il laboratorio può spiegarti il significato tecnico del risultato, ma non sostituisce il parere delle autorità e dei professionisti sanitari.
Riservatezza e dati personali
La UNI CEI EN ISO/IEC 17025 impone al laboratorio la riservatezza sulle informazioni del cliente e sui risultati, salvo i casi in cui la legge preveda una comunicazione alle autorità. I risultati sono comunicati all’intestatario del rapporto. Se più persone devono ricevere il documento (per esempio amministratore e consulente), indicalo al momento dell’ordine.
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Domande frequenti
- Posso far analizzare un campione prelevato giorni prima?
- Per la microbiologia di norma no: i campioni d’acqua vanno consegnati refrigerati e analizzati in tempi brevi, in genere entro 24 ore. Per alcuni parametri chimici i tempi sono più ampi se il campione è conservato correttamente: chiedi indicazioni prima di prelevare.
- Il laboratorio può dirmi se l’acqua è «potabile»?
- Può confrontare i parametri analizzati con i valori del D.Lgs. 18/2023 e dichiararne la conformità. Il giudizio di idoneità al consumo per un’utenza pubblica o un’attività spetta all’autorità sanitaria.
- Posso chiedere di ripetere un’analisi sullo stesso campione?
- Dipende dal parametro e da quanto campione resta. Per la microbiologia la ripetizione sullo stesso campione è raramente possibile: di solito si effettua un nuovo prelievo.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org