Analisi dell'acqua per caldaia e impianti termici
Tre acque diverse nello stesso impianto
Quando si parla di «acqua della caldaia» si confondono spesso tre cose distinte, con regole e analisi diverse.
| Acqua | Dove si trova | Cosa si valuta | Riferimento |
|---|---|---|---|
| Acqua di riempimento e reintegro | quella che entra nel circuito dalla rete o dal pozzo | durezza, pH, conducibilità, cloruri | UNI 8065, indicazioni del costruttore |
| Acqua del circuito di riscaldamento | circola chiusa tra generatore e terminali | corrosione, depositi, condizionante, aspetto | UNI 8065, manutenzione |
| Acqua calda sanitaria | esce dai rubinetti di cucina e bagno | potabilità, Legionella | D.Lgs. 18/2023, linee guida Legionella |
Le prime due sono acque tecniche: non si bevono e non si giudicano con i limiti di potabilità. La terza è acqua destinata al consumo umano a tutti gli effetti, anche se è stata scaldata dalla caldaia. Mescolare i criteri porta a errori: un condizionante adatto al circuito chiuso non va mai immesso nell'acqua sanitaria, e un'acqua potabile perfetta può comunque essere troppo dura per riempire un impianto.
Cosa chiede la normativa
Il trattamento dell'acqua negli impianti termici è richiamato dal decreto sui requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici. Nella formulazione del DM 26 giugno 2015 (Allegato 1, punto 2.3, comma 5) il riferimento tecnico è la norma UNI 8065: per gli impianti fino a 100 kW era richiesto un trattamento di condizionamento chimico, mentre sopra 100 kW, con acqua di alimentazione di durezza superiore a 15 °f, si aggiungeva l'addolcimento.
Il DM 28 ottobre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 283 del 5 dicembre 2025, ha sostituito integralmente gli allegati del decreto del 2015. Le indicazioni operative del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica chiariscono che il condizionamento chimico dell'acqua calda sanitaria non è obbligatorio; se adottato, segue la UNI 8065 e non deve compromettere la qualità chimica e microbiologica dell'acqua ai punti d'uso, nel rispetto del D.Lgs. 18/2023. Il fluido del circuito di riscaldamento, inoltre, non deve potersi mescolare con l'acqua sanitaria.
Per gli impianti realizzati prima del 2015 valgono le regole in vigore al momento dell'installazione. Le soglie applicabili al singolo impianto vanno verificate con il progettista o il manutentore sul testo vigente del decreto.
L'acqua di riempimento: cosa analizzare
L'analisi dell'acqua di riempimento serve a decidere se può entrare nel circuito così com'è o se va trattata prima. I parametri utili sono pochi ma vanno letti insieme.
- Durezza totale: con il riscaldamento il calcio precipita come carbonato e forma incrostazioni sugli scambiatori, che isolano termicamente le superfici e riducono il rendimento.
- pH e alcalinità: determinano se l'acqua tende a incrostare o ad aggredire i metalli; la guida su durezza e calcare spiega perché la sola durezza non basta.
- Conducibilità: un'acqua molto salina favorisce la corrosione elettrochimica; vedi la guida sulla conducibilità dell'acqua.
- Cloruri: in concentrazioni elevate aggrediscono acciai e alluminio.
- Ferro e manganese, se l'acqua viene da un pozzo: possono formare depositi e fanghi.
Per gli scambiatori in alluminio o acciaio inox i costruttori indicano spesso intervalli di pH e di durezza specifici, da rispettare per mantenere la garanzia. Il libretto di installazione è quindi il primo documento da leggere insieme al Rapporto di Prova.
L'acqua del circuito: i segnali da controllare
Un circuito chiuso ben gestito cambia poco nel tempo. Quando l'analisi dell'acqua del circuito si discosta molto da quella di riempimento, qualcosa sta succedendo all'interno.
| Segnale nell'acqua del circuito | Possibile causa | Cosa verificare |
|---|---|---|
| Ferro elevato, acqua scura | corrosione di tubi, radiatori o valvole in acciaio | ingressi d'aria, vaso d'espansione, reintegri |
| Rame elevato | corrosione delle tubazioni in rame | pH, condizionante esaurito |
| Durezza in calo rispetto al riempimento | calcare depositato negli scambiatori | rendimento, pulizia del generatore |
| Conducibilità in aumento nel tempo | reintegri frequenti di acqua nuova | perdite nascoste nell'impianto |
| Torbidità, odore, fanghi | crescita batterica, tipica degli impianti a bassa temperatura | pavimenti radianti, necessità di bonifica |
Esempio: in un condominio con impianto centralizzato l'acqua del circuito, analizzata dopo un anno, mostra ferro elevato e conducibilità raddoppiata rispetto al riempimento. Il quadro indica reintegri frequenti, quindi una perdita, e corrosione in corso: prima di aggiungere altro condizionante va trovata la perdita.
Come prelevare il campione
Un buon campione dice com'è l'acqua che circola davvero, non quella ferma in un rubinetto di scarico. Per l'acqua di riempimento si preleva dal punto di alimentazione dell'impianto, a valle di eventuali filtri e addolcitori; per il circuito si procede così.
- Far funzionare l'impianto in circolazione per un tempo sufficiente a mescolare l'acqua.
- Prelevare da una valvola di scarico o da un rubinetto di prova sulla tubazione di ritorno, lontano da punti morti.
- Far defluire una quantità d'acqua sufficiente a eliminare quella ferma nel raccordo.
- Riempire il contenitore pulito fornito dal laboratorio, chiuderlo e annotare data, punto di prelievo e temperatura.
- Indicare sul modulo il tipo di condizionante usato, se noto, e la data dell'ultimo reintegro.
L'acqua del circuito può essere calda e in pressione: il prelievo va eseguito dal manutentore o da personale che conosce l'impianto.
L'acqua calda sanitaria è un capitolo a parte
L'acqua calda che esce dai rubinetti deve restare potabile. Bollitori, accumuli e ricircoli possono però favorire la crescita della Legionella se la temperatura non è gestita correttamente, soprattutto negli impianti centralizzati e nelle strutture ricettive. Le linee guida nazionali per la prevenzione della legionellosi, approvate in Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015, indicano le misure di gestione degli impianti. La guida sull'acqua calda sanitaria e la temperatura spiega come impostarla, e la ricerca della Legionella nell'acqua sanitaria si esegue con campioni e metodi dedicati.
Per l'acqua di riempimento il punto di partenza è l'analisi della durezza dell'acqua, da integrare con pH, conducibilità e cloruri; se l'impianto ha un addolcitore, l'analisi dell'acqua addolcitore verifica la durezza residua a valle. Le analisi sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Il Rapporto di Prova riporta i risultati: il confronto con i requisiti della UNI 8065 e del costruttore spetta al progettista o al manutentore.
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Domande frequenti
- L'acqua della caldaia deve essere potabile?
- L'acqua del circuito di riscaldamento no: è un'acqua tecnica, che spesso contiene condizionanti e non va mai usata per bere. Si valuta per la tendenza a incrostare o corrodere. L'acqua calda sanitaria prodotta dalla caldaia, invece, è acqua destinata al consumo umano e deve rispettare il D.Lgs. 18/2023: i due circuiti devono restare separati senza possibilità di mescolarsi.
- Quando conviene analizzare l'acqua di un impianto termico?
- I momenti utili sono il primo riempimento, la sostituzione del generatore, uno svuotamento con nuovo carico e i casi in cui compaiono problemi come rumori, perdite di rendimento, acqua scura o reintegri frequenti. Un controllo periodico dell'acqua del circuito, per esempio in occasione della manutenzione annuale degli impianti più grandi, permette di accorgersi di corrosione e perdite prima dei guasti.
- L'addolcitore basta a proteggere la caldaia?
- No. L'addolcitore riduce la durezza e quindi il calcare, ma non protegge dalla corrosione: un'acqua addolcita troppo può anzi diventare più aggressiva verso i metalli. Per questo la UNI 8065 prevede anche il condizionamento chimico del circuito. Le due misure sono complementari, e l'analisi dell'acqua prima e dopo il trattamento serve a regolarle.
- Con acqua di pozzo serve un'analisi diversa?
- Conviene un profilo più ampio. L'acqua di pozzo può avere durezza alta, ferro e manganese che formano depositi, e caratteristiche che cambiano con le stagioni. Prima di riempire l'impianto è utile conoscere durezza, pH, conducibilità, cloruri, ferro e manganese, e ripetere il controllo in caso di reintegri importanti con acqua prelevata in un periodo diverso.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-16 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org