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Potassio

K

Che cos’è

Il potassio (K) è uno dei quattro cationi principali disciolti nelle acque naturali, insieme a calcio, magnesio e sodio. Nell’acqua potabile è di solito presente in pochi milligrammi per litro e non ha un valore di parametro nel D.Lgs. 18/2023: non è un indicatore di rischio sanitario, ma un dato utile per descrivere la mineralizzazione e per riconoscere apporti anomali da fertilizzanti, reflui o addolcitori rigenerati con cloruro di potassio.

Dove si trova

Arriva nell’acqua dalla lenta alterazione di minerali come feldspati, miche e argille; per questo le falde restano quasi sempre povere di potassio rispetto al sodio. Concentrazioni più alte si trovano in pozzi superficiali vicini a campi concimati con fertilizzanti potassici, a concimaie e liquami zootecnici o a fosse settiche. Un’altra fonte, tutta domestica, sono gli addolcitori che si rigenerano con cloruro di potassio invece del sale da cucina.

Perché si analizza

Si analizza per completare il quadro ionico dell’acqua: senza potassio il bilancio tra cationi e anioni non torna e il laboratorio non può verificare la coerenza dell’intera analisi. Nei pozzi un valore anomalo, letto insieme a nitrati, ammonio e cloruri, aiuta a capire se la falda riceve apporti agricoli o fognari. Interessa inoltre chi segue una dieta controllata in potassio per una malattia renale e usa un addolcitore al cloruro di potassio.

Matrici

Acque potabili, Acque di pozzo, Acque reflue

Riferimenti normativi

D.Lgs. 18/2023

Il D.Lgs. 18/2023 non fissa un valore di parametro per il potassio, né tra i parametri obbligatori né tra gli indicatori, e lo stesso vale per la direttiva (UE) 2020/2184. Il dato va quindi confrontato con il fondo naturale della zona e con le altre analisi dello stesso pozzo, non con una soglia di legge. Per le acque minerali naturali il potassio compare in etichetta ma non definisce alcuna dicitura.

Valori di riferimento e perché non c’è un limite

Il potassio non è tossico alle concentrazioni che si trovano nell’acqua: anche nelle acque più ricche l’apporto è piccolo rispetto a quello di frutta, verdura e legumi. Per questo né il D.Lgs. 18/2023 né la direttiva (UE) 2020/2184 lo inseriscono tra i parametri, e l’Organizzazione Mondiale della Sanità non propone un valore guida.

MatriceRiferimentoCome si legge il potassio
Acqua potabile di rete o di pozzoD.Lgs. 18/2023nessun valore di parametro: confronto con il fondo locale
Acqua minerale naturaleetichetta del produttoredato di composizione, senza dicitura legata al potassio
Acqua trattata con addolcitore al KClnessun limite specificoconfronto prima e dopo l’addolcitore
Acque refluecaratterizzazione del refluodato descrittivo, utile come tracciante di liquami

Nelle acque sotterranee italiane il potassio resta in genere molto al di sotto del sodio, perché le argille del suolo lo trattengono. Quando in un pozzo il rapporto si avvicina o si inverte, è un indizio da approfondire. Il quadro completo dei parametri di potabilità è riassunto nella scheda sul D.Lgs. 18/2023.

Come si analizza e come si legge il dato

Il potassio si determina con tre famiglie di tecniche: spettrometria a plasma (ICP-OES, UNI EN ISO 11885, o ICP-MS), cromatografia ionica dei cationi (UNI EN ISO 14911) oppure fotometria di fiamma e assorbimento atomico. Le prime due permettono di misurare nello stesso campione anche sodio, calcio e magnesio, ed è così che il potassio entra quasi sempre nei profili chimici di base.

Il risultato si esprime in mg/L di K. Il limite di quantificazione (LOQ) è il valore più basso che il metodo misura con un’incertezza accettabile: un esito «< 0,5 mg/L», per esempio, vuol dire che il potassio c’è forse in tracce ma sotto la soglia di misura, non che è assente. Accanto al valore il Rapporto di Prova riporta in genere l’incertezza di misura, spiegata nella guida su incertezza di misura e Rapporto di Prova.

Il controllo del bilancio ionico

Sommando cationi (calcio, magnesio, sodio, potassio) e anioni (bicarbonati, cloruri, solfati, nitrati) espressi in milliequivalenti per litro, le due somme devono quasi coincidere. Per il potassio la conversione è semplice: mg/L diviso 39,1 dà meq/L. Uno scarto ampio segnala un errore analitico o uno ione non determinato, ed è il motivo per cui un parametro «senza limite» compare comunque nel referto.

Potassio alto: cause possibili e verifiche

Un potassio superiore all’abituale non è un allarme sanitario, ma è un segnale da interpretare. La lettura dipende da cosa si trova insieme a lui nello stesso campione.

Quadro del refertoIpotesi da verificare
Potassio alto con nitrati elevaticoncimazioni potassiche e azotate vicino al pozzo
Potassio alto con ammonio, cloruri e indicatori fecaliinfiltrazione di liquami, concimaie o fosse settiche
Potassio alto solo dopo l’addolcitore, sodio bassorigenerazione con cloruro di potassio
Potassio alto e conducibilità molto elevataacqua salmastra o contatto con rocce evaporitiche

Esempio: un pozzo di campagna mostra potassio quattro volte il valore dell’anno precedente e nitrati in salita dopo una stagione di concimazioni. La prima verifica è l’integrità della testata e la distanza da concimaie; poi si ripete l’analisi con nitrati, ammonio ed Escherichia coli. I criteri per scegliere il profilo sono nella guida su ogni quanto analizzare l’acqua di pozzo.

Prelievo del campione

Per i cationi il prelievo è semplice, ma alcuni accorgimenti evitano dati falsati.

  1. Usare il contenitore in polietilene fornito dal laboratorio e rispettare l’eventuale acidificazione prevista dal metodo.
  2. Far scorrere l’acqua alcuni minuti prima del prelievo, salvo che si voglia valutare proprio il primo getto.
  3. Se c’è un addolcitore, prelevare due campioni: uno a monte (o dal rubinetto di by-pass) e uno a valle, indicandolo in etichetta.
  4. Riempire, chiudere, conservare al fresco e consegnare entro i tempi indicati nelle istruzioni del kit.

Le regole generali di campionamento sono riprese dalla serie UNI EN ISO 5667. Il potassio è compreso nell’analisi acqua di pozzo completa e, per chi vuole controllare il rubinetto di casa, nell’analisi acqua potabile — pacchetto base ove previsto dal profilo. Le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Analisi che includono Potassio

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Domande frequenti

Che valori di potassio sono normali nell’acqua del rubinetto?
Nella maggior parte delle acque potabili il potassio è presente in pochi milligrammi per litro e resta nettamente inferiore al sodio. Non esiste un valore «normale» fissato per legge, perché dipende dalla geologia della falda. Il modo più utile per giudicare un risultato è confrontarlo con le analisi precedenti dello stesso punto o con i dati pubblicati dal gestore dell’acquedotto per la propria zona.
L’addolcitore al cloruro di potassio è adatto a chi segue una dieta iposodica?
Rigenerare l’addolcitore con cloruro di potassio evita di aggiungere sodio all’acqua, perché lo scambio ionico rilascia potassio al posto di calcio e magnesio. Chi deve invece limitare il potassio per una malattia renale dovrebbe parlarne con il proprio medico e far misurare il potassio a valle dell’impianto. Un’analisi prima e dopo l’addolcitore mostra l’effettivo aumento.
Un potassio alto rende l’acqua del pozzo non potabile?
No, il potassio da solo non rende l’acqua non conforme, perché il D.Lgs. 18/2023 non gli assegna un valore di parametro. Può però indicare che la falda riceve fertilizzanti o reflui, e in quel caso possono essere fuori norma altri parametri come nitrati, ammonio o batteri fecali. Per questo il dato va sempre letto insieme al resto del Rapporto di Prova.
Perché il potassio compare nel referto se non ha un limite?
Perché serve a descrivere la composizione dell’acqua e a controllare la qualità dell’analisi. Con calcio, magnesio e sodio forma la somma dei cationi, che deve bilanciare quella degli anioni; uno scarto ampio segnala un errore o uno ione mancante. In più è un tracciante utile per riconoscere apporti agricoli, fognari o dovuti all’addolcitore.

Ultimo aggiornamento: 2026-09-12