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Benzene

C6H6

Che cos’è

Il benzene (C6H6) è l’idrocarburo aromatico più semplice: un liquido volatile, poco solubile ma molto mobile in falda, presente nella benzina e usato come materia prima nell’industria chimica. La IARC lo classifica come cancerogeno per l’uomo (gruppo 1) per il legame con la leucemia. Nell’acqua destinata al consumo umano il D.Lgs. 18/2023 fissa un valore di parametro di 1,0 µg/L.

Dove si trova

Nelle falde arriva soprattutto da perdite di serbatoi interrati di carburante, distributori stradali, depositi e oleodotti, da sversamenti accidentali e da siti industriali e petrolchimici. Nell’aria è presente per il traffico e il fumo di tabacco. In alcune bevande analcoliche può formarsi in piccole quantità dalla reazione tra benzoato di sodio e acido ascorbico, favorita da calore e luce.

Perché si analizza

Si analizza perché è genotossico, non ha soglia di sicurezza e in falda si sposta rapidamente, raggiungendo pozzi anche lontani dalla perdita. Il controllo serve a chi usa pozzi vicino a distributori o aree industriali, ai gestori di siti contaminati e di impianti con serbatoi interrati, a chi acquista terreni o immobili in aree produttive e ai produttori di bevande che verificano la formazione di benzene in prodotto.

Matrici

Acque potabili, Acque sotterranee, Suoli, Scarichi industriali

Riferimenti normativi

D.Lgs. 18/2023, D.Lgs. 152/2006, D.Lgs. 155/2010, UNI EN ISO 15680

Acqua destinata al consumo umano: 1,0 µg/L (D.Lgs. 18/2023). Acque sotterranee: CSC 1 µg/L; suoli: 0,1 mg/kg (verde e residenziale) e 2 mg/kg (industriale), D.Lgs. 152/2006, Parte IV. Negli scarichi il benzene rientra nel parametro «solventi organici aromatici» della Tabella 3 (0,2 mg/L in acque superficiali, 0,4 mg/L in fognatura). Aria ambiente: 5 µg/m³ come media annua (D.Lgs. 155/2010).

Limiti di riferimento per matrice

Il benzene compare in norme diverse a seconda che si parli di acqua da bere, di falda, di suolo o di aria. Confondere questi riferimenti porta a conclusioni sbagliate, in un senso o nell’altro.

MatriceRiferimentoValore
Acqua destinata al consumo umanoD.Lgs. 18/2023, All. I1,0 µg/L
Acque sotterraneeD.Lgs. 152/2006, Parte IV, All. 5, Tab. 21 µg/L
Suolo verde e residenziale / industrialeD.Lgs. 152/2006, Parte IV, All. 5, Tab. 10,1 / 2 mg/kg s.s.
Scarico in acque superficiali / fognaturaD.Lgs. 152/2006, Parte III, All. 5, Tab. 3 (solventi organici aromatici)0,2 / 0,4 mg/L
Aria ambienteD.Lgs. 155/20105 µg/m³ media annua

Nello scarico il valore riguarda la somma dei solventi aromatici, non il solo benzene. I testi sono su Normattiva: D.Lgs. 18/2023 e D.Lgs. 152/2006. Per il contesto della direttiva europea vedi la scheda sulla direttiva (UE) 2020/2184.

Come si analizza: GC-MS, spazio di testa e LOQ

Il benzene si separa dall’acqua sfruttandone la volatilità. Nello spazio di testa il campione viene scaldato in una vial chiusa e si analizza il vapore sovrastante; nel purge and trap (UNI EN ISO 15680) un gas inerte strappa i composti volatili, che vengono concentrati su una trappola e poi inviati al gascromatografo. La rivelazione con spettrometria di massa (GC-MS) identifica con certezza ogni composto.

Lo stesso passaggio quantifica di solito i BTEX (benzene, toluene, etilbenzene, xileni), lo MTBE e spesso i solventi clorurati. Per l’acqua potabile la direttiva chiede un LOQ non superiore al 30% del valore, cioè 0,3 µg/L; i metodi purge and trap arrivano tipicamente a 0,1 µg/L o meno. Un esito «< 0,1 µg/L» indica che il benzene, se c’è, è sotto quella soglia.

Prelievo: la regola delle vial senza bolle

Con i composti volatili la maggior parte degli errori nasce al momento del prelievo. Ogni bolla d’aria nel contenitore fa passare benzene dall’acqua al gas e il risultato si abbassa.

  1. Usare le vial in vetro da 40 mL con setto in PTFE fornite dal laboratorio; spesso contengono già acido come conservante.
  2. Far scorrere l’acqua con flusso basso, senza gorgogliamento, e riempire la vial fino a formare un menisco convesso.
  3. Chiudere subito, capovolgere e controllare che non ci siano bolle; se ci sono, ripetere con una nuova vial.
  4. Prelevare almeno due vial per punto e conservarle al buio a circa 4 °C, lontano da carburanti, vernici e gas di scarico.
  5. Per i pozzi, spurgare prima del prelievo; non campionare dopo autoclavi o serbatoi, dove i volatili si perdono.

Le indicazioni generali sul prelievo sono nella scheda sulla UNI EN ISO 5667.

Leggere il risultato insieme a BTEX e MTBE

Il benzene isolato dice che c’è una contaminazione; il profilo completo aiuta a capire quale. Benzene con toluene, xileni e MTBE indica di solito benzina, mentre il rapporto tra benzene e composti più pesanti cambia con l’età della perdita, perché il benzene si scioglie e si degrada più in fretta.

Esempio: un pozzo a 150 metri da un distributore dà benzene 3 µg/L, toluene 5 µg/L e MTBE 40 µg/L. L’acqua non è utilizzabile per bere, e la presenza di MTBE, molto solubile e poco degradabile, conferma un’origine da carburante. Il proprietario dovrebbe sospendere l’uso potabile, segnalare il dato al Comune e all’ARPA e conservare il Rapporto di Prova come documento per l’indagine sull’origine.

Per chi è responsabile di un sito, un superamento delle CSC avvia le procedure di comunicazione e caratterizzazione del Titolo V, Parte IV del D.Lgs. 152/2006; la guida su benzene e idrocarburi nell’acqua e quella sulla bonifica dei siti contaminati descrivono i passaggi. Per i pozzi è disponibile l’analisi acqua di pozzo completa, eseguita da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

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Domande frequenti

L’acqua con benzene si può usare per lavarsi?
Con concentrazioni rilevanti è meglio evitarlo, perché il benzene evapora dall’acqua calda della doccia e si inala, e passa in parte attraverso la pelle. Per valori bassi, di poco sopra il limite, la valutazione spetta all’ASL in base alla concentrazione e alla durata. Nell’attesa conviene usare acqua di altra provenienza almeno per bere, cucinare e preparare alimenti per bambini.
Un filtro a carbone attivo elimina il benzene?
Il carbone attivo granulare trattiene bene benzene e altri BTEX ed è la tecnica più usata, insieme allo strippaggio ad aria negli impianti più grandi. La capacità del carbone però si esaurisce, e oltre quel punto il contaminante passa. Servono quindi analisi periodiche a valle del filtro e una sostituzione programmata della carica, non un controllo una tantum.
Perché il benzene si cerca anche nelle bibite?
Perché in alcune bevande che contengono insieme benzoato di sodio come conservante e acido ascorbico può formarsi benzene, soprattutto con calore e luce durante la conservazione. Non esiste un limite europeo specifico per le bevande; come riferimento si usa spesso il valore dell’acqua potabile. I produttori lo verificano in particolare durante gli studi di stabilità e di shelf-life.
Che differenza c’è tra il risultato «benzene» e «idrocarburi totali»?
Il benzene è un singolo composto identificato e quantificato in GC-MS. Gli idrocarburi totali sono invece un parametro cumulativo che misura insieme molte molecole di origine petrolifera e non distingue i composti più tossici. Un campione può avere idrocarburi totali bassi e benzene sopra il limite: per questo in un sospetto di perdita di carburante si richiedono entrambi.

Ultimo aggiornamento: 2026-09-12