Laboratorio accreditato ISO/IEC 17025laboratorioaccreditato.orgAnalisi da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025

Tetracloroetilene e tricloroetilene

Che cos’è

Tetracloroetilene (PCE, percloroetilene) e tricloroetilene (TCE, trielina) sono solventi clorurati volatili usati per decenni nello sgrassaggio dei metalli, nelle lavanderie a secco e in vernici e adesivi. Sono più pesanti dell’acqua, poco degradabili e molto mobili nel sottosuolo. Per l’acqua destinata al consumo umano il D.Lgs. 18/2023 fissa un valore di parametro di 10 µg/L riferito alla somma dei due composti.

Dove si trova

Si trovano nelle falde sotto o a valle di aree industriali, officine meccaniche, galvaniche, lavanderie a secco e discariche, anche dismesse da molti anni. Penetrano nel suolo da perdite di serbatoi, sversamenti e smaltimenti scorretti e formano pennacchi che possono estendersi per chilometri. Sono tra i contaminanti più frequenti delle falde nelle aree urbanizzate del Nord Italia, e possono raggiungere pozzi privati e campi pozzi.

Perché si analizza

Si analizzano perché un’esposizione prolungata attraverso l’acqua comporta rischi per fegato, reni e sistema nervoso, e perché entrambi sono classificati come cancerogeni o probabili cancerogeni per l’uomo. Non danno odore né sapore percepibili alle concentrazioni di interesse, quindi solo l’analisi li rileva. Sono parametri chiave per pozzi in aree industriali, per le verifiche di bonifica e per le acque usate in produzioni alimentari.

Matrici

Acque potabili, Acque di pozzo

Riferimenti normativi

D.Lgs. 18/2023

Acqua destinata al consumo umano: 10 µg/L come somma di tetracloroetilene e tricloroetilene (D.Lgs. 18/2023, Allegato I, parte B, come la direttiva UE 2020/2184). Per le acque sotterranee nei siti contaminati valgono le concentrazioni soglia di contaminazione del D.Lgs. 152/2006, parte IV, distinte per i due composti.

Come si applica il valore di 10 µg/L

Il valore del D.Lgs. 18/2023 riguarda la somma: il laboratorio misura separatamente PCE e TCE e il confronto con il limite si fa sommando i due risultati. Un valore di 6 µg/L di PCE e 5 µg/L di TCE dà 11 µg/L, quindi non conforme, anche se ciascun composto preso da solo è sotto 10. La direttiva (UE) 2020/2184 fissa lo stesso valore.

MatriceRiferimentoCome si esprime
Acqua potabile (rete, pozzo usato per bere)D.Lgs. 18/2023, All. I parte B10 µg/L somma PCE + TCE
Acque sotterranee in siti contaminatiD.Lgs. 152/2006, parte IV, All. 5 tab. 2soglie distinte per ciascun composto
Scarichi idriciD.Lgs. 152/2006, parte III, All. 5solventi clorurati come gruppo

Nei siti contaminati le soglie per le acque sotterranee sono molto più basse di quella potabile e si applicano a ogni composto separatamente: il quadro è spiegato nella scheda su solventi clorurati nelle acque sotterranee.

Metodo di analisi e significato del LOQ

PCE e TCE si determinano per gascromatografia con rivelatore a spettrometria di massa (GC-MS) o a cattura di elettroni, dopo estrazione dei volatili con spazio di testa (headspace) o purge and trap. Il metodo di riferimento per gli idrocarburi alogenati volatili nelle acque è la UNI EN ISO 10301, descritta nella scheda UNI EN ISO 10301; molti laboratori usano metodi equivalenti validati.

Il limite di quantificazione (LOQ) è la concentrazione più bassa che il metodo misura con affidabilità: per i solventi clorurati è di norma di qualche decimo di µg/L, quindi ben sotto il valore di parametro. Un esito «< LOQ» significa che il composto non è quantificabile; per la somma, i laboratori indicano nel Rapporto di Prova come trattano i valori sotto LOQ. Lo stesso profilo analitico include spesso altri composti dello stesso gruppo, come 1,2-dicloroetano e cloruro di vinile, che è un prodotto di degradazione di PCE e TCE.

Prelievo: il campione non deve perdere i volatili

Con i composti volatili un prelievo sbagliato produce falsi negativi: basta una bolla d’aria o un flacone lasciato aperto per perdere parte degli analiti. Le regole sono precise.

  1. Usare le vial in vetro con tappo a setto fornite dal laboratorio, eventualmente con conservante.
  2. Far scorrere l’acqua con flusso moderato, senza schiumare, e riempire la vial fino all’orlo formando un menisco convesso.
  3. Chiudere subito e capovolgere: non devono esserci bolle; se ci sono, ripetere il riempimento.
  4. Conservare a 4 °C circa, al buio, lontano da carburanti, solventi e vernici, e consegnare entro i tempi indicati dal laboratorio.

Esempio: un capannone riconvertito ad abitazione con pozzo proprio, che in passato ospitava una carpenteria metallica, è una situazione tipica in cui vale la pena di includere i solventi clorurati nel primo controllo dell’acqua.

Superamento: rischi e cosa fare

Se la somma supera 10 µg/L l’acqua non è conforme e non va usata per bere né per cucinare. Poiché i composti sono volatili, l’esposizione avviene anche per inalazione durante docce e bagni: con concentrazioni elevate conviene limitare anche questi usi finché non si interviene.

  • Avvisare l’ASL e, per i pozzi, il Comune: un superamento può segnalare un sito contaminato da indagare.
  • Ripetere l’analisi per confermare il dato e verificare eventuali prodotti di degradazione.
  • Valutare l’allacciamento alla rete pubblica o un trattamento a carbone attivo, con verifica analitica periodica dell’acqua trattata.

La guida tetracloroetilene e tricloroetilene nell’acqua approfondisce la gestione del caso; per i pozzi privati vedi anche solventi clorurati nell’acqua di pozzo. L’analisi solventi clorurati nell’acqua misura il gruppo completo; prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Analisi che includono Tetracloroetilene e tricloroetilene

Devi far analizzare Tetracloroetilene e tricloroetilene?

Scegli l’analisi adatta tra quelle disponibili o richiedi un preventivo gratuito: le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati ISO/IEC 17025 con Rapporto di Prova.

Domande frequenti

Perché il limite è sulla somma e non su ciascun solvente?
PCE e TCE hanno origini, comportamento in falda ed effetti sulla salute simili, e spesso compaiono insieme perché il tetracloroetilene si degrada in parte a tricloroetilene. Un valore sulla somma garantisce che l’esposizione complessiva resti contenuta. Per questo il Rapporto di Prova riporta i due composti separati e la somma va calcolata e confrontata con 10 µg/L.
Un filtro domestico a carbone attivo è sufficiente?
Il carbone attivo trattiene bene i solventi clorurati, ma si satura: senza sostituzioni regolari può rilasciare i contaminanti accumulati. Per un pozzo contaminato serve un impianto dimensionato sulla concentrazione misurata, con prelievi periodici a monte e a valle del filtro. Per concentrazioni alte l’allacciamento alla rete pubblica è spesso la soluzione più sicura.
Come capisco se il mio pozzo è a rischio solventi clorurati?
Il rischio è più alto se il pozzo si trova in un’area urbanizzata o industriale, a valle di officine, lavanderie a secco, galvaniche o discariche, anche chiuse da tempo. Utile anche chiedere al Comune o all’ARPA se nella zona sono noti siti contaminati o pennacchi in falda. In questi casi conviene includere i solventi clorurati almeno nel primo controllo e ripeterli periodicamente.

Ultimo aggiornamento: 2026-06-23