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Magnesio

Mg

Che cos’è

Il magnesio (Mg²⁺) è, dopo il calcio, il secondo responsabile della durezza dell’acqua. Il D.Lgs. 18/2023 non gli assegna un valore di parametro: il riferimento pratico resta la durezza totale, letta con l’intervallo consigliato di 15–50 °F della precedente normativa. Misurarlo separatamente dice da quali rocce proviene l’acqua, aiuta a spiegare un sapore amarognolo o un effetto lassativo quando è associato ai solfati e serve a regolare addolcitori e trattamenti.

Dove si trova

Il magnesio deriva soprattutto dalla dissoluzione della dolomia, un carbonato doppio di calcio e magnesio, e in misura minore da rocce ricche di minerali ferromagnesiaci come basalti e serpentiniti. Acque di falde dolomitiche alpine e prealpine o di aree con rocce ofiolitiche ne contengono quantità rilevanti. Lo si trova anche nell’acqua di mare, per cui un aumento del magnesio con cloruri e sodio in un pozzo costiero può indicare intrusione salina.

Perché si analizza

Si analizza per completare la composizione dell’acqua e per scopi tecnici: con il calcio fornisce la durezza, e il loro rapporto distingue le acque calcaree da quelle dolomitiche. È utile quando l’acqua ha un retrogusto amaro, quando contiene molti solfati, per scegliere acque destinate a caffè, birrificazione o allevamento, e per valutare l’apporto di magnesio con la dieta. Nei pozzi costieri aiuta a riconoscere l’ingresso di acqua marina.

Matrici

Acque potabili, Acque di pozzo

Riferimenti normativi

D.Lgs. 18/2023

Il magnesio non ha valore di parametro nel D.Lgs. 18/2023 né nella direttiva (UE) 2020/2184. Il riferimento indiretto è la durezza totale, per cui si usa ancora l’intervallo consigliato di 15–50 °F del D.Lgs. 31/2001. Per le acque minerali naturali la dicitura «magnesiaca» si applica sopra 50 mg/L di magnesio (direttiva 2009/54/CE, Allegato III).

Valori di riferimento per uso dell’acqua

Non esiste un limite sanitario per il magnesio nell’acqua perché non è tossico per chi ha reni funzionanti, che eliminano l’eccesso. I riferimenti utili sono di tipo descrittivo o nutrizionale; il testo del D.Lgs. 18/2023 non elenca il magnesio tra i parametri da rispettare.

ContestoRiferimentoValore
Acqua potabileD.Lgs. 18/2023nessun valore per il magnesio
Durezza totale (riferimento storico)D.Lgs. 31/2001, abrogatovalori consigliati 15–50 °F
Acqua minerale «magnesiaca»direttiva 2009/54/CE, Allegato IIImagnesio > 50 mg/L
Apporto con la dieta (adulti)EFSA, valori di riferimento 2015assunzione adeguata 350 mg/die uomini, 300 mg/die donne
Durezzaconversione1 °F = 2,43 mg/L di magnesio

Esempio: un litro e mezzo di un’acqua con 30 mg/L di magnesio porta 45 mg, circa il 15% dell’assunzione adeguata per una donna. Con un’acqua minerale magnesiaca da 100 mg/L il contributo arriva a 150 mg. La conversione completa da calcio e magnesio a durezza è nella scheda su calcio e magnesio.

Il rapporto tra magnesio e calcio

Lo stesso valore di durezza può nascondere acque molto diverse. Il rapporto tra magnesio e calcio, calcolato in milliequivalenti (mg/L di Mg diviso 12,15 e mg/L di Ca diviso 20,04), è un buon indicatore dell’origine dell’acqua.

Rapporto Mg/Ca in meq/LLettura tipica
inferiore a 0,3acqua di rocce calcaree, durezza quasi tutta calcica
tra 0,5 e 1contributo importante di dolomie
superiore a 1rocce ferromagnesiache, serpentiniti o influenza di acqua marina

Le soglie della tabella sono orientative e servono a formulare ipotesi, non a classificare l’acqua per legge. Nei pozzi vicini alla costa, un rapporto in crescita da un anno all’altro insieme a cloruri e conducibilità in aumento è un segnale tipico di intrusione salina. Le incrostazioni da acque ricche di magnesio sono inoltre più tenaci e meno solubili di quelle di solo carbonato di calcio.

Come si analizza il magnesio

Il magnesio si determina per spettrometria di assorbimento atomico (ISO 7980), con ICP-OES (UNI EN ISO 11885) o con cromatografia ionica dei cationi (UNI EN ISO 14911). Nei metodi titrimetrici si ricava per differenza tra la durezza totale, titolata con EDTA, e il calcio titolato separatamente: è un calcolo corretto, ma somma gli errori delle due misure.

Il risultato si esprime in mg/L di Mg. Il valore è quasi sempre ben al di sopra del limite di quantificazione; l’incertezza di misura riportata nel Rapporto di Prova serve soprattutto quando si confrontano prelievi successivi, per esempio prima e dopo un trattamento. Il campione si preleva in contenitore pulito di polietilene, dopo aver fatto scorrere l’acqua, e si conserva al fresco fino alla consegna.

Per la misura insieme agli altri parametri della durezza è disponibile l’analisi della durezza dell’acqua; per un pozzo conviene il profilo più ampio dell’analisi acqua di pozzo completa. Le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

Magnesio e solfati: sapore ed effetto lassativo

Da solo il magnesio dà all’acqua al massimo un leggero retrogusto. Quando però è accompagnato da molti solfati forma in soluzione l’equivalente del solfato di magnesio, il «sale inglese», noto per l’effetto lassativo.

  1. Se l’acqua ha sapore amaro o provoca disturbi intestinali a chi non è abituato, leggere insieme magnesio e solfati, che hanno un valore di parametro di 250 mg/L.
  2. Escludere altre cause, in particolare contaminazioni microbiologiche, con un controllo di base.
  3. Se la causa è la composizione naturale, valutare un trattamento a osmosi inversa per l’acqua da bere e verificarne l’effetto con un’analisi dopo l’impianto.

Esempio: un allevamento che usa l’acqua di un pozzo con molti solfati e magnesio può notare feci più molli negli animali giovani. In questi casi conviene l’analisi acqua a uso zootecnico, che legge insieme i parametri minerali rilevanti per l’abbeveraggio.

Analisi che includono Magnesio

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Domande frequenti

Il magnesio nell’acqua fa bene?
Il magnesio è un nutriente e quello disciolto nell’acqua viene assorbito bene. Un’acqua ricca di magnesio contribuisce quindi all’apporto quotidiano, che per un adulto è indicato da EFSA in 300–350 mg al giorno. Non serve però cercare l’acqua più ricca possibile: con una dieta varia l’acqua resta una fonte complementare, e chi ha problemi renali deve seguire le indicazioni del medico.
Quando un’acqua minerale si può dire «magnesiaca»?
Quando il magnesio supera 50 mg/L, secondo l’Allegato III della direttiva 2009/54/CE sulle acque minerali naturali. L’indicazione riguarda solo le acque minerali in bottiglia; per l’acqua del rubinetto il magnesio non compare in etichetta ma può essere richiesto al gestore o misurato con un’analisi.
Perché l’addolcitore abbassa anche il magnesio?
Le resine a scambio ionico trattengono tutti i cationi bivalenti, quindi rimuovono magnesio e calcio insieme e cedono sodio al loro posto. Se l’acqua addolcita è usata per bere, il miscelatore deve lasciare una durezza residua: un’analisi a valle dell’impianto mostra quanto magnesio e calcio restano e quanto sodio è stato aggiunto.
Magnesio alto in un pozzo vicino al mare: cosa può significare?
L’acqua di mare è ricca di magnesio, sodio e cloruri. Se in un pozzo costiero questi tre parametri e la conducibilità crescono nel tempo, l’ipotesi da verificare è l’intrusione di acqua salata, spesso legata a prelievi eccessivi nei mesi estivi. Conviene ripetere l’analisi in stagioni diverse e confrontare i risultati.

Ultimo aggiornamento: 2026-09-12