Cloriti e clorati
Che cos’è
Clorito (ClO2−) e clorato (ClO3−) sono anioni che si formano come sottoprodotti della disinfezione dell’acqua. Il clorito deriva quasi solo dal biossido di cloro; il clorato si forma sia dal biossido di cloro sia dalla degradazione dell’ipoclorito di sodio conservato a lungo o al caldo. Il D.Lgs. 18/2023 fissa per entrambi 0,25 mg/L, oppure 0,70 mg/L quando si usa una disinfezione che li genera.
Dove si trova
Si trovano nelle acque di rete e negli impianti privati disinfettati con biossido di cloro, frequente negli ospedali, negli hotel e nelle reti di acqua calda per il controllo della Legionella. Il clorato compare anche in acque clorate con ipoclorito di sodio vecchio, stoccato al sole o in locali caldi, e nei sistemi che producono ipoclorito per elettrolisi. Un pozzo o una sorgente non disinfettati, di norma, non ne contengono.
Perché si analizza
Si analizzano perché a dosi elevate il clorito può danneggiare i globuli rossi e il clorato può interferire con l’assorbimento di iodio da parte della tiroide; lattanti e bambini piccoli sono i più esposti. Il controllo serve ai gestori di acquedotti e a chi disinfetta in proprio, come strutture sanitarie, alberghi, industrie alimentari e case dell’acqua, per dimostrare che la disinfezione non genera sottoprodotti oltre i valori di parametro.
Matrici
Acque potabili, Acque di rete disinfettate, Acque di pozzo trattate
Riferimenti normativi
D.Lgs. 18/2023
Quale valore si applica: 0,25 o 0,70 mg/L
L’Allegato I, parte B, del D.Lgs. 18/2023 prevede due valori per ciascun anione, legati al tipo di disinfezione. Il decreto aggiunge che, ove possibile, i gestori devono puntare a valori inferiori senza compromettere la disinfezione, e che i due parametri si misurano solo dove si usano i metodi che li generano.
| Situazione | Clorito | Clorato |
|---|---|---|
| Disinfezione che genera il sottoprodotto (in particolare biossido di cloro) | 0,70 mg/L | 0,70 mg/L |
| Disinfezione che non lo genera | 0,25 mg/L | 0,25 mg/L |
| Clorito, regime transitorio fino all’11 gennaio 2026 | 0,7 mg/L | – |
Il valore di 0,70 mg/L corrisponde a quello della direttiva (UE) 2020/2184. La scelta della riga corretta dipende dal trattamento dichiarato nel piano di controllo, che va indicato al laboratorio al momento dell’ordine. Il quadro generale dei parametri è nella scheda sul D.Lgs. 18/2023.
Da dove arrivano: biossido di cloro e ipoclorito
I due anioni non hanno sempre la stessa origine, e capirla indica dove intervenire.
- Biossido di cloro: nella rete una parte consistente del disinfettante dosato si trasforma in clorito; il clorato si forma per decomposizione e da generatori mal tarati o con reagenti in eccesso. Il biossido di cloro ha una scheda dedicata al residuo e al dosaggio.
- Ipoclorito di sodio: durante lo stoccaggio l’ipoclorito si degrada e produce clorato, tanto più quanto più è concentrato, caldo e vecchio. Il clorito in questo caso è in genere trascurabile.
- Ipoclorito da elettrolisi del sale: anche questi sistemi possono generare clorato, in funzione della gestione delle celle.
Esempio: una casa di riposo che usa ipoclorito acquistato in grandi fusti e conservato in un locale tecnico caldo d’estate può trovare clorato più alto ad agosto che a febbraio, a parità di dosaggio. Acquistare quantità più piccole, conservarle al fresco e al buio e usarle in ordine di arrivo riduce il problema senza cambiare disinfettante. Cloriti e clorati fanno parte dei sottoprodotti della disinfezione insieme a bromati e trialometani.
Analisi in cromatografia ionica e prelievo
Clorito e clorato si determinano per cromatografia ionica con rivelatore a conducibilità, che separa i due anioni da cloruri, nitrati e solfati nella stessa corsa; il metodo di riferimento è la UNI EN ISO 10304-4. Il risultato si esprime in mg/L e il Rapporto di Prova riporta il limite di quantificazione (LOQ). Il D.Lgs. 18/2023, Allegato III, fissa per entrambi un’incertezza di misura massima del 40% del valore di parametro.
- Usare i flaconi indicati dal laboratorio, al riparo dalla luce: il biossido di cloro residuo può continuare a trasformarsi nel campione.
- Se il laboratorio lo prevede, eliminare il biossido residuo o aggiungere il conservante fornito, nelle quantità indicate.
- Prelevare nel punto più lontano dal dosaggio e, se utile, anche subito a valle, per vedere l’evoluzione in rete.
- Conservare refrigerato e consegnare nei tempi indicati, annotando disinfettante, dose e data dell’ultima fornitura.
Il profilo analisi cloro residuo e sottoprodotti comprende i parametri utili a chi disinfetta; per verificare tutto l’Allegato I c’è l’analisi acqua conforme D.Lgs. 18/2023. Prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Valore oltre il limite: interventi
Un superamento rende l’acqua non conforme e, per un gestore, va comunicato secondo le procedure previste. La bollitura non serve: clorito e clorato non sono volatili e con l’evaporazione si concentrano. I filtri a carbone attivo riducono il clorito ma trattengono poco il clorato; l’osmosi inversa riduce entrambi.
- Ripetere il campione e misurare anche il disinfettante residuo nello stesso punto, per capire se il dosaggio è eccessivo.
- Con il biossido di cloro, verificare taratura e rendimento del generatore e ridurre la dose al minimo efficace, controllando che la protezione da Legionella resti adeguata.
- Con l’ipoclorito, controllare età, concentrazione e condizioni di stoccaggio del prodotto.
- Ricampionare dopo ogni modifica e registrare i risultati.
La guida su come leggere un Rapporto di Prova spiega come confrontare valore, LOQ e incertezza con il valore di parametro.
Analisi che includono Cloriti e clorati
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Domande frequenti
- Ho un pozzo senza disinfezione: devo analizzare cloriti e clorati?
- Di norma no. Il D.Lgs. 18/2023 prevede di misurarli solo dove si usano metodi di disinfezione che possono generarli. Un pozzo non trattato non li contiene in quantità significative. Diventano utili se sul pozzo è installato un dosatore di ipoclorito o un generatore di biossido di cloro, oppure se l’acqua è trattata con elettroclorazione.
- Clorito, clorato e cloruro sono la stessa cosa?
- No. Il cloruro è lo ione naturalmente presente in quasi tutte le acque, con un valore di parametro di 250 mg/L. Clorito e clorato sono forme ossidate del cloro che si formano durante la disinfezione, con valori molto più bassi, 0,25 o 0,70 mg/L. Nel Rapporto di Prova compaiono come parametri distinti, spesso misurati nella stessa cromatografia ionica.
- Perché per il biossido di cloro il valore è più alto?
- Il biossido di cloro genera inevitabilmente clorito e clorato, e un valore troppo basso costringerebbe a ridurre la disinfezione con rischi microbiologici maggiori. Il legislatore ha quindi fissato 0,70 mg/L per questo caso, chiedendo comunque ai gestori di puntare a valori inferiori quando è possibile senza compromettere la sicurezza microbiologica dell’acqua.
Ultimo aggiornamento: 2026-09-12