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Calcio

Ca

Che cos’è

Il calcio (Ca²⁺) è il catione più abbondante nella maggior parte delle acque italiane e la prima causa della durezza e del calcare. Il D.Lgs. 18/2023 non gli assegna un valore di parametro: il riferimento pratico è la durezza totale, per cui si usa ancora l’intervallo consigliato di 15–50 °F della precedente normativa (D.Lgs. 31/2001). Misurarlo da solo serve a capire quanto della durezza è dovuta al calcio, quanto calcare l’acqua può depositare e quanto calcio porta con sé nella dieta.

Dove si trova

Il calcio entra nell’acqua sciogliendo calcari, dolomie e gessi, con l’aiuto dell’anidride carbonica del suolo che rende l’acqua leggermente acida. Per questo le falde delle zone calcaree prealpine e appenniniche sono ricche di calcio, mentre le acque che scorrono su graniti, porfidi e rocce vulcaniche ne contengono poco. Lo si ritrova in acque di rete, di pozzo e minerali, nelle acque di processo e nelle incrostazioni di caldaie e scambiatori.

Perché si analizza

Si analizza per motivi tecnici più che sanitari: con i bicarbonati determina la tendenza dell’acqua a depositare carbonato di calcio, cioè calcare, oppure a corrodere le tubazioni. Il dato serve a dimensionare e regolare un addolcitore, a valutare acque per caffè, birra, caldaie e impianti industriali e a calcolare indici di equilibrio come quello di Langelier. Interessa anche a chi vuole sapere quanto calcio assume bevendo l’acqua di casa o una minerale.

Matrici

Acque potabili, Acque di pozzo

Riferimenti normativi

D.Lgs. 18/2023

Nessun valore di parametro per il calcio nel D.Lgs. 18/2023 né nella direttiva (UE) 2020/2184. Il riferimento indiretto è la durezza totale, letta di solito con l’intervallo consigliato di 15–50 °F del D.Lgs. 31/2001, non vincolante. Per le acque minerali naturali la dicitura «calcica» spetta solo sopra 150 mg/L di calcio (direttiva 2009/54/CE, Allegato III).

Valori di riferimento e conversioni utili

Il calcio non ha un limite di legge per l’acqua potabile perché non è tossico ai livelli che si trovano in natura. Il testo vigente del D.Lgs. 18/2023 è consultabile su Normattiva. Nel referto il suo valore va letto insieme a quello della durezza e del magnesio, che ne completano il quadro.

ContestoRiferimentoValore
Acqua potabileD.Lgs. 18/2023nessun valore per il calcio
Durezza totale (riferimento storico)D.Lgs. 31/2001, abrogatovalori consigliati 15–50 °F
Acqua minerale «calcica»direttiva 2009/54/CE, Allegato IIIcalcio > 150 mg/L
Apporto con la dieta (adulti)EFSA, valori di riferimento 2015assunzione raccomandata di circa 950–1000 mg al giorno

Per passare dal calcio alla durezza basta una divisione: 1 °F corrisponde a 4,0 mg/L di calcio, quindi un’acqua con 100 mg/L di calcio porta circa 25 °F di durezza dovuti al solo calcio. Il resto della durezza viene dal magnesio. Il calcolo completo con entrambi i cationi è nella scheda su calcio e magnesio, mentre la scala dei gradi è spiegata nella pagina sulla durezza dell’acqua.

Quanto calcio si assume bevendo l’acqua

Il calcio disciolto nell’acqua è assorbito dall’intestino in misura paragonabile a quello del latte, quindi l’acqua può contribuire davvero all’apporto quotidiano. Il contributo si stima moltiplicando la concentrazione per i litri bevuti.

Calcio nell’acquaCalcio in 1,5 LQuota indicativa di 950 mg
20 mg/L (acqua molto dolce)30 mgcirca 3%
80 mg/L (acqua di rete media-dura)120 mgcirca 13%
150 mg/L (soglia «calcica»)225 mgcirca 24%
300 mg/L (minerale molto calcica)450 mgcirca 47%

Esempio: una famiglia che addolcisce l’acqua fino a 5 °F e beve solo quella riduce di molto questo apporto rispetto all’acqua di partenza. Non è un problema se la dieta è varia, ma è un elemento da considerare nel decidere la durezza residua. Il confronto tra acqua di casa e acque in bottiglia è approfondito nella guida su acqua del rubinetto e acqua minerale.

Come si analizza il calcio

Le tecniche più usate sono la titolazione complessometrica con EDTA (UNI ISO 6058), la spettrometria di assorbimento atomico (ISO 7980), la spettrometria a plasma ICP-OES (UNI EN ISO 11885) e la cromatografia ionica dei cationi (UNI EN ISO 14911). Con le tecniche strumentali il calcio si ottiene insieme a magnesio, sodio e potassio in un’unica corsa analitica.

Il risultato si esprime in mg/L di Ca, a volte affiancato dalla durezza calcica in °F o in mg/L di CaCO₃. Il limite di quantificazione non è un problema per il calcio, che è quasi sempre ben misurabile; conta di più l’incertezza di misura, utile quando si confrontano due prelievi molto vicini. Il metodo titrimetrico per la durezza è descritto nella pagina sul metodo titrimetrico.

Prelievo

Si usa un contenitore pulito in polietilene, riempito dopo aver fatto scorrere l’acqua. Se c’è un addolcitore conviene prelevare prima e dopo l’impianto: la differenza misura l’efficienza dello scambio e la miscelazione impostata.

Calcio alto o basso: cosa fare

Un calcio elevato non rende l’acqua non potabile, ma ha effetti pratici. La scelta dell’intervento dipende dall’uso dell’acqua.

  1. Confrontare calcio, magnesio e durezza totale: se il calcio spiega quasi tutta la durezza, l’acqua deposita soprattutto carbonato di calcio, il calcare bianco e friabile.
  2. Leggere anche bicarbonati e pH, che con il calcio stabiliscono se l’acqua è incrostante o aggressiva, come spiega la scheda sull’indice di Langelier.
  3. Per caldaie, macchine da caffè e lavastoviglie professionali valutare un addolcitore o un trattamento dedicato, mantenendo una durezza residua per l’acqua da bere.
  4. Dopo l’installazione verificare il risultato con l’analisi acqua addolcitore — durezza.

Un calcio molto basso, tipico di acque di montagna o trattate a osmosi, rende invece l’acqua più aggressiva verso i metalli delle tubazioni. In quel caso vale la pena controllare anche rame e piombo al rubinetto. Il calcio è compreso nell’analisi della durezza dell’acqua; le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.

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Domande frequenti

Il calcio nell’acqua favorisce i calcoli renali?
Gli studi disponibili non indicano che l’acqua ricca di calcio aumenti il rischio di calcoli nelle persone sane; un apporto adeguato di calcio con la dieta è anzi associato a un rischio minore di calcoli di ossalato. Chi ha già sofferto di calcolosi deve però seguire le indicazioni del proprio medico, che può consigliare un’acqua con una composizione specifica in base al tipo di calcolo.
Quanti mg/L di calcio servono perché un’acqua sia «calcica»?
Per le acque minerali naturali la dicitura «calcica» si può usare solo quando il calcio supera 150 mg/L, come stabilito dall’Allegato III della direttiva 2009/54/CE. Per l’acqua del rubinetto non esiste un’etichetta equivalente: il gestore pubblica i valori medi di durezza e spesso anche di calcio per ciascuna zona servita.
Come calcolo la durezza dal valore del calcio?
Dividendo i mg/L di calcio per 4,0 si ottengono i gradi francesi dovuti al calcio; dividendo i mg/L di magnesio per 2,43 si ottengono quelli dovuti al magnesio. La somma è la durezza totale. Esempio: 80 mg/L di calcio e 12 mg/L di magnesio danno circa 20 °F più 5 °F, cioè 25 °F.
L’addolcitore toglie tutto il calcio dall’acqua?
In uscita dalle resine il calcio è quasi del tutto sostituito dal sodio; per questo gli impianti destinati all’acqua da bere hanno un miscelatore che lascia passare una parte di acqua non trattata. La durezza residua va regolata e verificata con un’analisi, perché un’acqua troppo dolce è più aggressiva e contiene più sodio.

Ultimo aggiornamento: 2026-09-12