Atrazina
C8H14ClN5
Che cos’è
L’atrazina è un erbicida triazinico usato per decenni sul mais, oggi non più ammesso nell’Unione europea. È molto persistente e mobile nel suolo, per cui insieme ai suoi metaboliti, in particolare la desetilatrazina, si ritrova ancora nelle acque sotterranee di aree agricole. Nell’acqua potabile rientra negli antiparassitari del D.Lgs. 18/2023, con valore di 0,10 µg/L per sostanza e 0,50 µg/L per il totale.
Dove si trova
Si trova soprattutto nelle falde delle pianure a lunga tradizione maidicola, dove le acque sotterranee si rinnovano lentamente e conservano per anni le sostanze arrivate in passato. Pozzi superficiali e falde freatiche sono i più esposti; quelle profonde e confinate lo sono meno. Nelle acque sotterranee, nel tempo, i metaboliti come desetilatrazina e desisopropilatrazina tendono a prevalere sulla molecola originaria.
Perché si analizza
Si analizza perché, a differenza di molti pesticidi più recenti, è un contaminante «storico» ancora presente: chi ha un pozzo in zona agricola non può escluderla solo perché non si usa più. La sua ricerca è comune nei controlli dei gestori che attingono da falda e nelle analisi complete dei pozzi privati, e va sempre estesa ai metaboliti, che contano per il rispetto del valore di parametro.
Matrici
Acque potabili, Acque di pozzo, Acque sotterranee
Riferimenti normativi
D.Lgs. 18/2023
Limiti e valori di riferimento
L’atrazina è uscita dal mercato europeo con la decisione 2004/248/CE, che ne ha escluso l’inclusione tra le sostanze attive ammesse. In Italia, come ricorda ISPRA, l’impiego era stato limitato già dal 1986, dopo la contaminazione delle falde in diverse aree del Nord, e vietato su tutto il territorio nazionale nel 1990. Eppure la molecola continua a comparire nei monitoraggi delle acque sotterranee.
| Matrice | Riferimento | Valore |
|---|---|---|
| Acqua destinata al consumo umano | D.Lgs. 18/2023, All. I parte B | 0,10 µg/L per sostanza |
| Metaboliti rilevanti (es. desetilatrazina) | D.Lgs. 18/2023 | 0,10 µg/L ciascuno |
| Somma antiparassitari | D.Lgs. 18/2023 | 0,50 µg/L |
| Acque sotterranee (qualità ambientale) | D.Lgs. 30/2009 | 0,1 µg/L per singolo pesticida |
Il valore di 0,10 µg/L non è una soglia tossicologica calcolata sull’atrazina: è un valore precauzionale uguale per tutti i pesticidi, pensato per mantenere l’acqua potabile praticamente priva di queste sostanze. Il quadro dei parametri è riassunto nella scheda sulla direttiva (UE) 2020/2184.
Come si analizza e perché contano i metaboliti
L’atrazina si determina con metodi multiresiduo per pesticidi: estrazione su fase solida o iniezione diretta e cromatografia gassosa o liquida con spettrometria di massa (GC-MS/MS o LC-MS/MS). La stessa corsa analitica permette di cercare simazina, terbutilazina e i metaboliti delle triazine.
Cosa chiedere al laboratorio
- Che il profilo includa, oltre all’atrazina, almeno desetilatrazina e desisopropilatrazina.
- Che il limite di quantificazione sia ben sotto 0,10 µg/L, di norma 0,01–0,02 µg/L.
- Che il referto riporti ogni sostanza separatamente e la somma degli antiparassitari quantificati.
Esempio: un pozzo con atrazina a 0,04 µg/L e desetilatrazina a 0,12 µg/L è non conforme, anche se la molecola madre è sotto il valore. Un profilo che cerca solo l’atrazina lo avrebbe dichiarato conforme. Nel risultato «< LOQ» indica che la sostanza non è stata quantificata al livello di sensibilità del metodo, non che sia assente in assoluto.
Prelievo e cosa fare se il pozzo supera il valore
Per i pesticidi si usano bottiglie in vetro scuro fornite dal laboratorio, riempite dopo aver fatto scorrere l’acqua e conservate al fresco fino alla consegna. Il campione va preso nel punto in cui l’acqua viene effettivamente usata e, se c’è un filtro, sia prima sia dopo.
In caso di superamento in un’acqua usata per bere o in un’attività alimentare:
- sospendere l’uso potabile e usare una fonte alternativa;
- ripetere l’analisi per confermare il dato e verificare la stagionalità;
- valutare un trattamento a carbone attivo granulare, efficace sulle triazine, oppure un impianto a osmosi inversa;
- verificare l’efficacia del trattamento con un campione a valle e programmare la sostituzione del carbone prima della saturazione.
Le falde contaminate da erbicidi spesso contengono anche nitrati, che arrivano dalle stesse superfici agricole: conviene cercarli insieme. La guida su quando è obbligatoria l’analisi dell’acqua di pozzo aiuta a capire chi deve farla.
Rischio per la salute e analisi disponibili
L’atrazina ha mostrato effetti sul sistema endocrino negli studi sperimentali ed è uno dei motivi per cui non è stata riammessa in Europa. Le concentrazioni trovate nelle acque sono in genere molto basse, ma il valore di parametro non lascia margini: l’obiettivo è che non sia presente.
Per un pozzo privato in area agricola il punto di partenza è l’analisi acqua di pozzo completa, da integrare con il pannello pesticidi; per chi usa il pozzo in un’attività aperta al pubblico c’è il pacchetto acqua di pozzo completo. Un erbicida molto diverso per comportamento, il glifosato, richiede invece un metodo dedicato. Le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore.
Analisi che includono Atrazina
Analisi acqua di pozzo — completa
Profilo per pozzi privati: batteri fecali, coliformi, nitrati e arsenico, i rischi più frequenti nelle falde.
Analisi acqua potabile — pacchetto base
Primo controllo di potabilità con E. coli, enterococchi, coliformi e nitrati, prelievo con kit a casa.
Ricerca residui di pesticidi in frutta e verdura
Analisi pesticidi su frutta e verdura: screening multiresiduo dei fitofarmaci e confronto con gli LMR del Reg. (CE) 396/2005 per lotti, fornitori e capitolati.
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Domande frequenti
- Se l’atrazina è vietata da anni, perché si trova ancora nell’acqua?
- Perché nel sottosuolo si degrada molto lentamente, soprattutto in assenza di luce e con poca attività microbica, e perché le falde si rinnovano in tempi lunghi. L’acqua estratta oggi può essersi infiltrata molti anni fa. Per questo l’atrazina e soprattutto i suoi metaboliti compaiono ancora nei monitoraggi delle acque sotterranee delle aree agricole.
- Che cos’è la desetilatrazina?
- È il principale prodotto di degradazione dell’atrazina, che si forma quando la molecola perde un gruppo etilico. È più solubile e mobile della sostanza di partenza, per cui nelle falde si ritrova spesso a concentrazioni più alte dell’atrazina stessa. Nell’acqua potabile le si applica lo stesso valore di 0,10 µg/L previsto per la molecola madre.
- Un filtro a carbone attivo elimina l’atrazina?
- Il carbone attivo granulare trattiene bene le triazine ed è il trattamento più usato, ma ha una capacità limitata: quando si satura l’atrazina torna a passare. Per questo il filtro va dimensionato sulla portata reale e sostituito con regolarità. Un’analisi a valle del filtro conferma che il trattamento funziona.
- Ogni quanto cercare l’atrazina nel pozzo?
- Per un pozzo domestico non c’è una frequenza fissata per legge. Se una prima analisi completa non la rileva, un controllo ogni qualche anno è in genere sufficiente; se è presente, anche sotto il valore di parametro, conviene ripeterla almeno ogni anno per seguirne l’andamento. Per i pozzi di attività aperte al pubblico la frequenza la stabiliscono l’ASL e il piano di autocontrollo.
Ultimo aggiornamento: 2026-09-12