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Monitoraggio microclima ambienti di lavoro

Il monitoraggio misura sul posto i parametri che determinano il benessere termico: temperatura dell'aria e radiante, umidità relativa, velocità dell'aria. Serve a datori di lavoro, RSPP e consulenti che devono valutare il rischio microclimatico in uffici, negozi, magazzini, cucine o reparti produttivi. Ricevi un Rapporto di Prova con i valori misurati per postazione, da usare nel documento di valutazione dei rischi.

Tempi di risposta
10 giorni lavorativi
Modalità di campionamento
On-site
Riferimenti normativi
D.Lgs. 81/2008, artt. 180-181 e allegato IV punto 1.9, UNI EN ISO 7730 (ambienti moderati), UNI EN ISO 7726 (strumenti di misura), UNI EN ISO 7243 (ambienti severi caldi), UNI EN ISO 11079 (ambienti severi freddi)

Quando la misura del microclima è richiesta

Il D.Lgs. 81/2008 include il microclima tra gli agenti fisici (articolo 180) e chiede che la valutazione dei rischi da agenti fisici sia programmata ed effettuata con cadenza almeno quadriennale da personale qualificato (articolo 181). L'allegato IV, punto 1.9, aggiunge che la temperatura dei locali deve essere adeguata all'organismo umano, tenuto conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici richiesti.

La misura strumentale diventa necessaria quando la valutazione non può basarsi solo su osservazioni: lamentele ricorrenti per caldo o correnti d'aria, nuovi impianti di climatizzazione, cambi di layout, lavorazioni con forni o celle frigorifere, ambienti con grandi vetrate. Il quadro normativo è riassunto nella scheda sul microclima nel D.Lgs. 81/2008.

Quale norma tecnica si applica al tuo ambiente

Il primo passo è classificare l'ambiente, perché da questo dipendono gli indici da calcolare e il tipo di misura.

Tipo di ambienteEsempiNorma e indice
Moderatouffici, negozi, scuole, laboratoriUNI EN ISO 7730: PMV e PPD, rischio di corrente d'aria
Severo caldofonderie, cucine industriali, lavoro estivo all'apertoUNI EN ISO 7243 (indice WBGT) e UNI EN ISO 7933
Severo freddocelle frigorifere, magazzini refrigeratiUNI EN ISO 11079 (isolamento richiesto del vestiario)

Indicazioni operative per ciascun caso sono raccolte nel Portale Agenti Fisici, riferimento tecnico per la valutazione degli agenti fisici. In tutti i casi le caratteristiche degli strumenti e le modalità di misura seguono la UNI EN ISO 7726. Negli ambienti moderati l'indice PMV stima il voto medio di comfort su una scala da -3 (freddo) a +3 (caldo), il PPD la percentuale prevista di insoddisfatti. La norma UNI EN ISO 7730 definisce tre categorie: A con PPD inferiore al 6%, B inferiore al 10%, C inferiore al 15%.

Come si svolge il sopralluogo

Il tecnico misura con una centralina microclimatica i quattro parametri ambientali: temperatura dell'aria, temperatura media radiante tramite globotermometro, umidità relativa e velocità dell'aria. Negli ambienti moderati con lavoro seduto le sonde si posizionano all'altezza di caviglie, addome e testa, cioè 0,1, 0,6 e 1,1 m dal pavimento.

Oltre alle misure servono due dati che solo l'azienda può fornire: l'attività svolta, da cui si stima il metabolismo, e l'abbigliamento abituale, da cui si stima l'isolamento del vestiario. Per un risultato rappresentativo:

  1. Scegli il giorno in base al problema: in estate per il caldo, in inverno per il freddo.
  2. Mantieni impianti, finestre e orari come in un normale giorno di lavoro.
  3. Segnala in anticipo le postazioni con lamentele, vicino a vetrate, bocchette o porte.
  4. Prepara una planimetria con le postazioni numerate.

L'errore più comune è misurare in una giornata mite di mezza stagione: i valori risultano buoni ma non dicono nulla sui mesi critici.

Dal Rapporto di Prova agli interventi

Il Rapporto di Prova, emesso secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, riporta per ogni punto di misura i parametri rilevati e gli indici calcolati; le prove sono accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore. Il datore di lavoro e l'RSPP usano questi dati nel documento di valutazione dei rischi.

Se una postazione esce dalla categoria scelta, gli interventi dipendono dal parametro critico: velocità dell'aria elevata richiede di spostare o regolare le bocchette; temperatura radiante alta suggerisce schermature delle vetrate; umidità bassa in inverno indica di rivedere l'impianto. Dopo l'intervento la misura si ripete sulle sole postazioni critiche. Per gli uffici, la guida sui parametri del microclima in ufficio spiega come leggere gli indici con esempi.

Esempio: ufficio open space con lamentele per correnti d'aria

Esempio: un'azienda con un open space di 25 postazioni riceve lamentele per aria fredda vicino alle bocchette del condizionamento. L'RSPP ordina il monitoraggio a 190 € in una giornata estiva tipica, segnalando sei postazioni critiche e due di confronto; il numero di punti compreso va confermato in fase d'ordine. Il Rapporto di Prova arriva in circa 10 giorni.

Se tre postazioni risultano in categoria C per il rischio di corrente d'aria, l'azienda modifica l'orientamento dei diffusori e ripete la misura su quelle tre. Chi valuta nello stesso sopralluogo anche l'esposizione ad agenti chimici può affiancare il monitoraggio polveri e VOC; nei locali interrati o al piano terra va considerata la misura del radon nei luoghi di lavoro.

Domande frequenti

In un ufficio climatizzato serve davvero la misura strumentale?
Il D.Lgs. 81/2008 chiede di valutare il rischio microclimatico, non impone sempre una misura. In un ufficio senza lamentele la valutazione può basarsi su verifiche documentali degli impianti. La misura diventa la scelta più solida quando ci sono segnalazioni dei lavoratori, nuovi impianti o cambi di layout, perché trasforma un giudizio soggettivo in dati confrontabili con la UNI EN ISO 7730.
Ogni quanto va ripetuto il monitoraggio?
L'articolo 181 del D.Lgs. 81/2008 prevede che la valutazione dei rischi da agenti fisici sia aggiornata con cadenza almeno quadriennale. Va anticipata quando cambiano impianti, layout o lavorazioni, oppure quando la sorveglianza sanitaria o le segnalazioni dei lavoratori ne indicano la necessità. Nei luoghi con stress termico stagionale conviene misurare nella stagione critica.
Il monitoraggio vale anche per il lavoro all'aperto in estate?
La valutazione del caldo all'aperto usa indici diversi da quelli degli uffici, in particolare il WBGT della UNI EN ISO 7243, e una misura puntuale fotografa solo la giornata in cui è eseguita. Per cantieri e lavori agricoli il sopralluogo serve soprattutto a tarare le misure organizzative, come pause e turni, da collegare alle previsioni meteo giornaliere.
Cosa devo preparare prima del sopralluogo?
Una planimetria con le postazioni, l'elenco delle mansioni svolte in ciascuna area, l'abbigliamento abituale dei lavoratori e le eventuali segnalazioni ricevute. Lascia impianti, finestre e orari come in un normale giorno di lavoro. Queste informazioni servono al tecnico per stimare metabolismo e vestiario, due dati necessari per calcolare correttamente gli indici di comfort.

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