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Pozzo artesiano: quali analisi fare e ogni quanto

Cosa distingue un pozzo artesiano

Si parla di pozzo artesiano quando la falda è confinata tra strati impermeabili e si trova in pressione: perforando, l’acqua risale da sola nel pozzo, a volte fino a sgorgare in superficie senza pompa. Rispetto a un pozzo freatico, che pesca nella prima falda sotto il piano campagna, la falda artesiana è più protetta dalle infiltrazioni dirette di liquami, fertilizzanti e acque superficiali. Questa protezione è reale ma non assoluta: un pozzo mal realizzato, con cementazione difettosa o testa pozzo non sigillata, può mettere in comunicazione la falda superficiale con quella profonda.

I parametri tipici delle falde profonde

Le acque di falde profonde e confinate sono spesso povere di ossigeno. In queste condizioni ferro e manganese si sciolgono facilmente e compaiono in concentrazioni anche elevate, con acqua che si colora di giallo-bruno o lascia macchie nere dopo il contatto con l’aria. L’ammonio può essere di origine naturale, legato alla degradazione di sostanza organica presente nei sedimenti, come accade in alcune falde profonde della Pianura Padana. L’arsenico è presente in modo naturale in diverse aree italiane, in particolare in contesti vulcanici e geotermici del Lazio, della Toscana e della Campania e in alcuni acquiferi della pianura lombarda e veneta. In zone vulcaniche vanno considerati anche i fluoruri.

L’analisi iniziale: cosa includere

Per un pozzo artesiano usato a scopo potabile il primo controllo dovrebbe essere ampio. Microbiologia: Escherichia coli, enterococchi intestinali e batteri coliformi, che verificano l’integrità del pozzo più che la qualità della falda. Chimica di base: pH, conducibilità, durezza, ammonio, nitrati e nitriti, cloruri, solfati. Metalli: ferro, manganese e arsenico, con eventuale pannello esteso ad altri metalli. A questi si aggiungono fluoruri in area vulcanica e, se ci sono fonti industriali nella zona, solventi o PFAS. I valori di riferimento per l’acqua destinata al consumo umano sono quelli del D.Lgs. 18/2023, per esempio 10 µg/L per l’arsenico e 50 mg/L per i nitrati.

Ogni quanto ripetere i controlli

La composizione chimica di una falda profonda tende a essere stabile nel tempo: dopo un primo quadro completo, i parametri naturali (arsenico, fluoruri, ferro, manganese) possono essere ricontrollati con cadenza più ampia, a meno di valori vicini ai limiti. I parametri microbiologici, che dipendono dallo stato della testa pozzo, del serbatoio e dell’impianto, vanno invece verificati con maggiore regolarità, indicativamente almeno una volta l’anno per un uso domestico potabile. Ripeti il controllo anche dopo interventi sul pozzo o sulla pompa, dopo lunghi periodi di inutilizzo e se l’acqua cambia aspetto, odore o sapore.

Uso domestico, agricolo o produttivo

Il profilo va adattato all’uso reale dell’acqua. Per bere, cucinare e lavarsi il riferimento sono i valori di parametro del D.Lgs. 18/2023. Per l’abbeveraggio degli animali contano soprattutto microbiologia, nitrati, solfati e salinità; per l’irrigazione pesano conducibilità, sodio, cloruri e boro, che incidono su suolo e colture. Se l’acqua del pozzo entra nella produzione o nella preparazione di alimenti — un agriturismo, un caseificio, un laboratorio artigianale — deve essere idonea al consumo umano e i controlli diventano parte del piano di autocontrollo HACCP, con frequenze definite in base al rischio.

Prelievo e interpretazione

Il campione va prelevato al rubinetto più vicino al pozzo, prima di eventuali filtri o addolcitori, dopo aver lasciato scorrere l’acqua; per la microbiologia si usano flaconi sterili e si consegna il campione refrigerato entro i tempi indicati dal laboratorio. Se dopo il pozzo c’è un sistema di trattamento, conviene un secondo prelievo a valle per verificarne l’efficacia. Le prove sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore; l’esito è riportato nel Rapporto di Prova insieme al valore di riferimento di ciascun parametro.

Se un parametro è fuori limite

Il rimedio dipende dal parametro. Una contaminazione microbiologica va affrontata verificando la testa pozzo e disinfettando pozzo e impianto, poi ricontrollando. Ferro e manganese si rimuovono con sistemi di ossidazione e filtrazione dedicati. Arsenico e fluoruri richiedono trattamenti specifici, come resine o media adsorbenti o l’osmosi inversa, da dimensionare sulla concentrazione misurata e da verificare con analisi a valle. Finché il problema non è risolto, per bere e cucinare è prudente usare un’altra fonte.

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Domande frequenti

L’acqua di un pozzo artesiano è più sicura di quella di un pozzo normale?
Di solito è meno esposta a batteri e nitrati, ma può contenere più spesso sostanze naturali come arsenico, ferro, manganese e ammonio. Solo un’analisi lo stabilisce.
Perché l’acqua del mio pozzo artesiano diventa gialla dopo un po’?
È il segno tipico del ferro disciolto che, a contatto con l’aria, si ossida e precipita. Un’analisi di ferro e manganese permette di scegliere il trattamento corretto.
Se il pozzo è profondo servono ancora le analisi microbiologiche?
Sì: la contaminazione batterica può entrare dalla testa pozzo, dal serbatoio o dall’impianto, indipendentemente dalla profondità della falda.
Un pozzo artesiano che sgorga da solo ha bisogno di autorizzazioni?
La realizzazione e l’uso dei pozzi sono regolati da norme regionali e richiedono di regola denuncia o concessione: verifica con la Regione o la Provincia competente.

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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)

Ultimo aggiornamento: 2026-10-14 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org