Cloruri e sodio nell’acqua: cosa indicano
Due parametri che di solito viaggiano insieme
I cloruri sono ioni del cloro presenti in quasi tutte le acque naturali; il sodio è il catione più comune associato. Insieme formano il cloruro di sodio, il sale da cucina, ed è per questo che nei Rapporti di Prova si leggono quasi sempre in coppia. Nelle acque di falda dell’entroterra i valori sono di norma contenuti, nell’ordine delle decine di milligrammi per litro; crescono vicino al mare, in terreni con depositi salini e dove l’uomo immette sale nell’ambiente.
Nessuno dei due, alle concentrazioni tipiche delle acque potabili, è tossico. Sono però parametri molto utili perché sono conservativi: non si degradano, non vengono trattenuti dal terreno e si muovono con l’acqua. Se cambiano, è cambiato qualcosa nell’origine dell’acqua o in ciò che vi arriva. Le schede del glossario su cloruri e sodio riassumono i riferimenti per le diverse matrici.
I valori di riferimento e cosa significano
Il D.Lgs. 18/2023 colloca entrambi i parametri nell’Allegato I, parte C, tra i parametri indicatori. Sono valori che segnalano un’anomalia da capire, non soglie di tossicità.
| Parametro | Valore di riferimento | Nota del decreto | A cosa serve davvero |
|---|---|---|---|
| Cloruri | 250 mg/L | l’acqua non deve essere corrosiva | sapore salato, corrosione di tubazioni e boiler |
| Sodio | 200 mg/L | nessuna | sapore, informazione per diete iposodiche |
| Conducibilità | 2.500 µS/cm a 20 °C | l’acqua non deve essere aggressiva | misura complessiva dei sali disciolti |
La nota sui cloruri è la chiave di lettura: oltre certe concentrazioni il cloruro favorisce la corrosione dell’acciaio, anche inox, e la cessione di metalli dalle tubazioni. Per questo un’acqua ricca di cloruri va valutata insieme ai metalli e al pH, non da sola. La conducibilità, che sale insieme ai sali disciolti, è spiegata nella guida su cosa indica la conducibilità.
Da dove arrivano: le cinque origini più comuni
Un valore alto di cloruri e sodio ha quasi sempre una di queste cause. Riconoscerla cambia completamente cosa fare dopo.
### Intrusione di acqua marina Nei pozzi costieri, il prelievo eccessivo abbassa la falda dolce e richiama acqua salata dal mare. I valori salgono lentamente, spesso con un andamento stagionale che peggiora d’estate, quando si pompa di più.
### Sale stradale Il cloruro di sodio sparso d’inverno su strade e piazzali si scioglie e si infiltra. I pozzi superficiali vicini a strade trafficate o a grandi parcheggi possono mostrare picchi a fine inverno e in primavera.
### Scarichi civili e zootecnici Urine e reflui contengono cloruri e sodio. In questo caso i sali arrivano quasi sempre insieme a nitrati, ammonio o indicatori fecali, ed è questa combinazione a segnalare il problema.
### Addolcitori domestici Gli addolcitori a resine scambiano calcio e magnesio con sodio. Il sodio sale, i cloruri restano uguali. Se l’apparecchio è mal regolato o la rigenerazione non risciacqua bene, può passare anche salamoia.
### Geologia Alcune falde attraversano formazioni con sali evaporitici o acque fossili. Qui i valori sono alti ma stabili nel tempo, e il confronto con analisi storiche lo conferma.
Leggere il rapporto tra cloruri e sodio
Il rapporto tra le due concentrazioni, espresse in mg/L, è un indizio poco usato ma molto informativo. Si calcola dividendo i cloruri per il sodio ed è una conseguenza diretta della chimica: nel sale da cucina il cloro pesa circa 1,5 volte il sodio, nell’acqua di mare il rapporto è vicino a 1,8.
| Rapporto cloruri/sodio (mg/L su mg/L) | Origine più probabile | Cosa verificare |
|---|---|---|
| circa 1,5 | sale da cucina o sale stradale disciolto | vicinanza a strade, piazzali, depositi di sale |
| circa 1,8 | acqua marina | distanza dalla costa, andamento stagionale |
| nettamente sotto 1 | sodio in eccesso rispetto ai cloruri | addolcitore a valle del punto di prelievo, acque bicarbonato-sodiche |
| variabile, con nitrati o ammonio | scarichi civili o zootecnici | indicatori fecali, pozzi neri e fosse vicine |
Esempio: un’analisi di casa riporta cloruri 30 mg/L e sodio 140 mg/L. Il rapporto è circa 0,2, troppo basso per un’origine salina. Se in casa c’è un addolcitore, il sodio in più arriva quasi certamente da lì. Il funzionamento di questi apparecchi è spiegato nella guida sull’acqua addolcita, sodio e durezza residua.
Il rapporto è un indizio, non una prova. In acque con più fonti di sali le firme si mescolano, e una sola analisi conta meno di una serie nel tempo.
Sodio e dieta: quanto pesa davvero l’acqua
Chi segue una dieta a basso contenuto di sodio, per ipertensione o problemi renali, guarda spesso l’acqua con sospetto. Un calcolo semplice aiuta a mettere il dato in proporzione.
Esempio: bevendo 2 litri al giorno di un’acqua con 20 mg/L di sodio si assumono 40 mg di sodio. Con 150 mg/L, valore possibile dopo un addolcitore regolato male, si arriva a 300 mg. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda agli adulti di restare sotto i 2 grammi di sodio al giorno: nel primo caso l’acqua ne fornisce il 2%, nel secondo il 15%. Per chi deve stare sotto soglie molto più basse, su indicazione medica, la differenza diventa rilevante.
Per le acque minerali in bottiglia la direttiva 2009/54/CE consente la dicitura «indicata per le diete povere di sodio» solo sotto i 20 mg/L. È un riferimento utile anche per valutare l’acqua di casa quando il medico chiede attenzione al sodio. Per neonati e lattanti valgono considerazioni specifiche, descritte nella guida sull’analisi dell’acqua per neonati e lattanti.
Quando conviene misurarli e come
Cloruri e sodio fanno parte dei profili chimici di base e hanno un costo contenuto. Conviene seguirli in modo particolare in alcune situazioni.
- Pozzi entro qualche chilometro dalla costa: un controllo all’anno, preferibilmente a fine estate, permette di vedere se la falda si sta salinizzando.
- Pozzi vicini a strade o piazzali trattati con sale: un controllo a fine inverno è il più informativo.
- Case con addolcitore: confrontare il sodio a monte e a valle dell’apparecchio.
- Acqua che lascia un sapore salato o corrode rapidamente rubinetteria e boiler.
I cloruri si determinano di norma per cromatografia ionica o per titolazione, il sodio per spettrometria atomica o al plasma. Il campione non richiede accorgimenti particolari: basta un flacone pulito riempito con acqua fatta scorrere.
Per l’acqua di casa, l’analisi di base dell’acqua potabile è il punto di partenza; per un pozzo costiero o un sospetto di scarichi è più adatta l’analisi completa dell’acqua di pozzo. Le analisi sono eseguite da laboratori partner accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025, con prove accreditate ove incluse nel campo di accreditamento del laboratorio partner esecutore, ed esito riportato nel Rapporto di Prova.
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Domande frequenti
- Un valore di cloruri sopra 250 mg/L rende l’acqua non potabile?
- Non automaticamente. I cloruri sono un parametro indicatore del D.Lgs. 18/2023: il superamento va indagato e valutato, ma non indica un rischio tossico. Il valore è legato al sapore salato e alla corrosività verso tubazioni e boiler. Conta capire l’origine, controllare i metalli che l’acqua può aver ceduto dall’impianto e seguire l’andamento nel tempo.
- Perché il sodio è alto e i cloruri no?
- La causa più frequente in casa è un addolcitore a resine, che sostituisce calcio e magnesio con sodio senza aggiungere cloruri. Un’altra possibilità sono acque naturalmente bicarbonato-sodiche. Il rapporto tra cloruri e sodio aiuta a distinguere: se è nettamente sotto 1, l’origine salina è improbabile. Un prelievo a monte dell’addolcitore chiarisce il dubbio.
- Chi segue una dieta iposodica deve preoccuparsi dell’acqua di rubinetto?
- Di solito l’acqua contribuisce poco al sodio della dieta. Diventa rilevante se l’acqua è addolcita o naturalmente ricca di sodio, oppure se il medico ha fissato limiti molto bassi. Come riferimento, le acque minerali possono dichiararsi indicate per diete povere di sodio sotto i 20 mg/L. Un’analisi chiarisce il valore reale della propria acqua.
- I cloruri alti possono rovinare l’impianto di casa?
- Sì, è uno dei motivi per cui esiste il valore di riferimento. I cloruri favoriscono la corrosione dell’acciaio, compreso l’inox, e dei bollitori, soprattutto con acqua calda e pH basso. In un’acqua ricca di cloruri conviene controllare anche i metalli ceduti dall’impianto, come nichel, piombo e rame.
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Revisione tecnica: Giulio Morelli (RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Ultimo aggiornamento: 2026-10-16 · Contenuto a cura della redazione di laboratorioaccreditato.org